Scopriamo l’interno di un mobile tarlato

Scopriamo l’interno di un mobile tarlato
Camere pupali

Come si evince dalla foto, il tarlo scava all’interno del foglio di legno, creando una serie di cunicoli che compromettono seriamente la stabilità e la resistenza del mobile.
All’interno lui si nutre di cellulosa e amido, quindi questo ci indica che alcuni legno sono più prelibati al suo palato di altri.

Come accorgersi di un’infestazione da tarlo?

Particolare prima del restauro

L’infestazione il più elle volte non è evidente come in foto, ma ci sono molte tracce che possiamo seguire per capire se siamo di fronte al problema del tarlo.
Innanzitutto visionare il mobile con una luce focalizzata, ci aiuterà a individuare i buchini scavati dal tarlo.
Questo non basta, a volte potremmo trovarci a tane vecchie e non attive.
Possiamo individuare una tana attiva, se in corrispondenza dei buchetti notiamo un cumulo di segatura, questo significa che il tarlo è in piena attività.
Se si presenta questa realtà, bisogna stare molto attenti, in quanto di lì a poco il tarlo potrebbe sfarfallare e infestare ogni mobile presente in casa fino ad attaccare l’uomo provocando dolorose allergie.

Come fare per risolvere ad un infestazione da tarli

L’infestazione da tarli non è un problema da sottovalutare, anche perchè quest’insetto molte volte è nocivo anche per l’uomo. Nei periodi che vanno tra Aprile e Giugno, periodo in cui loro riescono a completare la metamorfosi e iniziano a sfarfallare per casa, possono attaccare l’uomo ed essere artefici di allergie. Allergie da tarlo possono risultare molto pericolose tanto da richiedere l’intervento del pronto soccorso.
Quindi bisogna rivalutare l’attenzione rivolta negli anni a quest’insetto in quanto non è solo un divoratore di legno, ma anche pericoloso per la nostra salute.

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Scopri come risolvere un’infestazione da tarlo->

Restauro: Leggio da coro del ‘700

Restauro: Leggio da coro del ‘700
Dopo il restauro
Il leggio da coro del ‘700 in legno massello di noce nazionale dopo il restauro conservativo

Impegno costante sul territorio per la preservazione dei suoi manufatti

Alife, una bellissima cittadina romana che dimora nella valle adiacente al Matese è di origine romana e conserva tantissimi manufatti da preservare a volte con una buona disinfestazione antitarlo.
I paesi dell’alto casertano hanno tutti una storia lunga, tramandata e da tramandare. Paesi di confine tra varie realtà, di dura collina e aspra montagna condizioni che forgiano le popolazioni che la abitano a dover fronteggiare ogni tipo di clima con ogni tipo di mezzo, ad ingegnarsi a volte con strumenti rudimentali ma non per questo produrre risultati di bassa lega.

La chiesa d’Alife è un gioiello che funge da scrigno per altri preziosi.

Oggi Bottega Cappiello si è imbattuta in un leggio da coro in noce del ‘700.
Questo manufatto che da secoli ha servito la chiesa e i suoi pastori aiutandoli a proclamare la parola di Dio, versava in condizioni al limite.
Questo leggio non era il solito “leggio”. Si tratta di un oggetto in legno molto importante che costituiva il cuore di un’opera lignea ancora più grande che è il coro ligneo, anch’esso infestato e bisognoso di una disinfestazione antitarlo.

Tutta colpa dei tarli: l’importanza di determinarli ed eliminarli.

Anche questa volta ci siamo resi conto che il problema principale del deterioramento del manufatto ligneo era opera dei tarli.
Purtroppo l’assenza di manutenzione per troppi anni, aveva fatto di questa struttura un vero e proprio nido/dimora dei tarli.
Gli insetti xilofagi vanno determinati ed eliminati nel più breve tempo possibile o il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto, ne discutiamo anche qui: articolo su come conoscere i tarli.
In basso riportiamo tutte le fasi tecniche che hanno permesso di riportare in vita questo antico manufatto.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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5 Cose da fare per un’ ottima soluzione antitarlo

5 Cose da fare per un’ ottima soluzione antitarlo

I tarli considerati da tutti e da sempre una vera minaccia per i mobili e per il legno in genere, sono insetti parassitari che si nutrono, vivono e riproduco nel legno, cibandosi di cellulosa per lunghi anni.

Entriamo subito nel merito della soluzione antitarlo

Regola numero 1

Per eliminare i tarli dal nostro arredo ligneo bisogna in primis rimuovere le cause, quali elementi in legno infestati dai tarli che vanno da subito isolati o trattati. Quindi iniziamo con isolarli e col migliorare le condizioni climatiche interne all’ambiente come umidità, scarsa areazione e poca luce.

Camera pupale

Regola numero 2

I mobili in legno massello vanno costantemente monitorati e curati sistematicamente. Spesso gli ambienti di casa troppo riscaldati, tendono
ad inaridire la superficie legnosa che andrebbe nutrita con cere ed oli specifici per evitare che le uova lasciate dai tarli fecondi possano attecchire sul mobile

Camere pupali

Regola numero 3

Nel caso in cui i tarli abbiano messo piede nei nostri mobili nessun problema, perchè muniti di un ottimo antitarlo, pennello, siringa, cellofan, guanti, mascherina ed un po di pazienza il gioco è fatto.

Antitarlo

Regola numero 4

L’oggetto infettato dai tarli va spennellato per le parti non verniciate con il prodotto antitarlo, mentre useremo la siringa ad ogni foro per le parti verniciate.
Questa soluzione antitarlo di Bottega Cappiello, va ripetuta almeno 4/6 volte ad intervalli di 4 giorni circa per far sì che il legno assorba il prodotto antitarlo.
Naturalmente tra un ciclo e l’altro l’oggetto va imballato in un cellofan per rallentare l’evaporazione del veicolante del principio attivo contenuto nel prodotto antitarlo.

Regola numero 5

Dopo l’ultimo ciclo lasceremo imballato in nostro oggetto per 30 giorni circa, inserendo all’interno delle zollette di canfora oppure lavanda.
All’apertura del cellofan cercheremo di tappare ogni singolo buchetto che rappresenta l’ingresso alle gallerie interne del legno con dello stucco a cera.

Qualche considerazione

Considerando che gli insetti xilofagi negli ultimi anni si sono parecchio irrobustiti, aumentando notevolmente le difficoltà di debellarli definitivamente consiglio di rivolgersi ad aziende specializzate nel settore, esperte e con un profilo aziendale valido, in grado di offrire un servizio di alta qualità e soprattutto garantito nel tempo.
Tante volte il fai da te in queste situazione è solo un grosso rischio di intossicarsi, perdere del tempo e anche denaro.

Scoprite anche le 5 cose da sapere sui tarli!