Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Una cassa logorata dal tempo e dall’acaro del tarlo riportata abilmente a nuova vita.

Bottega Cappiello combatte ancora contro l’acaro del tarlo, ma prima introduciamo questo mobile e la sua storia.
Il carretto tirato dai cavalli, i nuovi sposi e una casa dove aleggiava solo una forte eco. Spazi tutti da arredare e scene giovani che vedono la sposa spalancare la porta di casa e amici e parenti portare dentro il primo mobile: la cassa.
La cassa, cassapanca o casssone, era il mobile centrale per una coppia, perchè conteneva gli effetti familiari e il corredo!

Una cassapanca veramente ridotta male, ma Bottega Cappiello, su richiesta, fa anche i miracoli

Gli interventi strutturali sono stati molteplici e veramente difficili da operare. Non solo il mobile faceva notare i suoi anni e gli acciacchi per colpa dell’acaro del tarlo ma c’è stato da lottare contro interventi strutturali compiuti in precedenza.
Mi rattrista quando, una cassa di un valore affettivo ed anche economico come questa, viene maltrattata da restauratori azzardati…
Durante il restauro oltre ai cattivi restauri passati, ho notato anche un opera feroce dei tarli sul mobile.
Ricordate quello che ci siamo detti nell’articolo sui tarli, come riconoscerli e come combatterli, nel caso ve lo foste perso: articolo.
Nonostante tutti questi interventi la cassa è tornata splendente a nuova vita, in basso troviamo tutte le foto.

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

L’importanza dell’antitarlo

Ci troviamo in provincia di Caserta, dove Bottega Cappiello dovrà restaurare e fare un trattamento antitarlo su un cassettone antico.
Da sempre, nella storia del mobile, il cassettone rappresenta un elemento di spiccata importanza nella vita matrimoniale.
Robusto, capiente, conserva strategicamente tutte le cose importanti della coppia, dagli abiti alle cose piccole, minuscoli ricordi del quotidiano che lo rendono simbolo di unione della coppia.
Nel tempo il cassettone ha cambiato molte forme, dalle barocche tutte intarsiate a quelle semplici lisce e lineari dal ’68 in poi, nonostante ciò, continua a conservare la sua funzione vitale.

Come il tempo usura il legno

Un cassettone in legno, anche di duro massello ma che lavora giornalmente presenterà sempre evidenti segni di usura, non solo tra le parti in legno ma anche nelle guide interne alla cassa.
Durante tutti gli anni di attività, in Bottega Cappiello, ne abbiamo viste di tutti i colori, ma tra le cose più frequenti dobbiamo annotare che i mobili che avevano subìto già un restauro in passato denotavano un riguardo sulla struttura ma non sulle meccaniche che lo rendevano efficientemente operoso.

L’incuria delle parti interne

Purtroppo questo cassettone presentava giustappunto le superfici e la struttura restaurata in passato, ma le funzionalità dello stesso non sono state trattate con la stessa importanza, se non addirittura dimenticate, tutto questo per dare più importanza alla lucidatura ed alle parte più evidenti esteticamente.
Quindi dopo una sana igienizzazione ci siamo messi all’opera.

Antitarlo e intervento strutturale

Dopo un profondo trattamento antitarlo, fatto per imbibizione, garantito dall’azienda per due anni ( ma il più delle volte tiene i tarli lontano molto di più ), siamo intervenuti sulla struttura del mobile.
Struttura che presentava elementi scollati o interamente mangiati dai tarli, quindi una volta reintegrate le parti mancanti con pezzi creati ad hoc, c’è stato bisogno di ricreare le guide e incollaggio dei fondi.
Il ripristino della ferramenta è stato fondamentale, in quanto anche le chiavi non riuscivano ad essere efficienti come un tempo.
Infine il consolidamento a cera e lucidatura, queste due parti del restauro sono fondamentali per la conservazione e la parte estetica del mobile che vanno anche in ausilio al trattamento antitarlo precedentemente applicato.

Fasi tecniche del restauro strutturale

  • Igienizzazione:  con prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Trattamento antitarlo: per imbibizione in diversi step con effetto camera a gas, garantito per due anni
  • Intervento strutturale: incollaggio degli elementi scollati, integrazione dei mancanti, rifacimento delle guide, incollaggio dei fondi
  • Ripristino della ferramenta: rettifica delle serrature e rifacimento delle chiavi
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento antitarlo

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

“Il teatro una grande passione”

“Il teatro una grande passione”

Raffaele Cappiello non è solo un restauratore

Ogni uomo conserva i segreti della sua esistenza dentro di sè.
Io, Raffaele Cappiello, coltivo tante passioni e una di queste è il teatro.
La compagnia teatrale del Matese ha inizio negli anni ’80, avviata e guidata da persone che credevano e credono nell’anima giovanile, facendo di un sogno una realtà viva ancora tutt’oggi.
Grazie all’impegno di tutta questa compagnia, mi ritrovo dopo ancora 30 anni a scherzare con un gruppo di amici uniti, riuscendo a mettere in scena delle opere teatrali che nonostante tutto riscuotono un buon successo!

Un percorso di 30 anni

Gli anni scorrono veloci solo quando sono felici e in verità tranne qualche piccola ruggine questi anni sono volati!
In questo bellissimo percorso, l’artefice, l’anima e la colonna portante è stata la nostra amata e stimata signora Tittina Pascale Del Vecchio, instancabile regista della Compagnia Teatrale Liberato Venditti.
Anni indimenticabili, votati alla gioia di stare insieme e crescere tenendo per mano un sogno: il teatro.

Scenografie

Durante la preparazione delle opere teatrali, ho sia studiato il copione come attore amatoriale che come scenografo.
Quando ho potuto ho messo in campo le mie doti di falegname e restauratore, realizzando parti o intere scenografie, contribuendo con tutte le mie forze alla buona riuscita dello spettacolo.
Colgo l’occasione per mostrarvi alcune delle mie scenografie per il prossimo spettacolo in preparazione!

Buon teatro a tutti!

Leggio ‘800 da poggio in noce nazionale

Leggio ‘800 da poggio in noce nazionale

Un leggio in legno dell’800 arriva in Bottega.

Questo leggio, dalle sue condizioni iniziali, lascia trasparire un utilizzo costante nel tempo.
Anche se ora è ridotto veramente male, sia per colpa dei tarli che dall’incuria del tempo, restaurarlo diventa un obbligo morale.
Chissà quante ne ha passate e quante messe e opere musicali ha accompagnato con la sua esile ma raffinata architettura.

Gli angoli usurati

La cosa che notiamo anche dalle foto, sono gli angoli particolarmente usurati, questo ci lascia pensare che sia caduto più volte.
Segni di vernice, di polvere e di piccoli cunicoli scavati all’interno per opera dei tarli fa di questo leggio, nato per sostenere, un oggetto al momento inutile e molto precario.
Urge un restauro profondo e strutturale.

Segni di recupero

Si nota nella sua struttura che è stato tentato di tenerlo unito in tutti i modi possibili.
Linguette di ferro sono state avvitate sul telaio per tenerlo fermo e funzionale.
Purtroppo tutti questi escamotage a lungo andare perdono di consistenza, rovinando anche la sua struttura odiginale. Capiamo bene che se vogliamo recuperare l’opera lignea per com’è messa ora deve intervenire un restauratore.

L’intervento di restauro

Con queste premesse quindi il restauro risulta molto più complicato del previsto.
Non basterà recuperare la parte lignea dagli acciacchi del tempo ma anche restaurare la sua struttura, rendendo di nuovo questo leggio forte e funzionale.
Una volta ricreate le parti in legno, un intervento anti-tarlo e un consolidamento ha fatto tornare in auge il leggio.
La lucidatura a tampone finale, rende omaggio a quello che era un signor leggio dell’800 e che finalmente torna a fare la sua splendida figura.

Toilette mobile dell’800

Toilette mobile dell’800

Restauro Conservativo Toilette ‘800 in noce

Oggi Bottega Cappiello si trova a Roma.
L’arte del restauro del Matese deve fare i conti con una toilette proveniente da una famiglia nobile di Roma, con radice napoletane, è di ottima fattura ebanistica.

Realizzata nell’ 800 in pioppo ed egregiamente lastronata con ottimo legno di noce nazionale, presenta intagli particolari e molto pregiati.
Le condizioni di conservazione erano veramente molto critiche, ma un attento e scrupoloso lavoro di restauro mi ha permesso di riportare la toilette agli originali splendori, sia sul piano estetico che strutturale.

“Per i proprietari rivedere questa toilette recuperata è stato come ricomporre tasselli del passato delle loro vite”.

La toilette presentava molte parti mancanti per questo c’è stato bisogno di un massiccio intervento di falegnameria, per risanare la struttura portante, fatta in pioppo e per lastronare le aree sconnesse.

La delicata ed efficace sverniciatura ha compensato la nostra fatica  nell’immediato, riportando alla luce un legno sicuramente sofferente ma capace ancora di emozionare per la sua ricca bellezza ed i segni evidenti di tutto il suo vissuto.

Per finire la paziente lucidatura a gommalacca con alcool e pomice ha esaltato le venature della noce nazionale, conferendo anche un’effetto di morbidezza al legno che solo questo tipo di antica lucidatura riesce a dare.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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Raggiera ‘800 in pioppo dorato

Raggiera ‘800 in pioppo dorato

Restauro Raggiera ‘800 in pioppo dorato -Santuario A.G.P. in Piedimonte Matese-

Ideazione e realizzazione di sostegno per Gesù Bambino

Storia del restauro della raggiera in pioppo.

La raggiera, nella tradizione iconografica rappresenta lo Spirito Santo, molto utilizzata nella storia della chiesa come sfondo e sostegno a Estensori o statue di santi.
L’antico manufatto che mi è stato consegnato dal Santuario A. G. P. è stato utilizzato per lunghi anni accompagnando particolari ricorrenze liturgiche, prima di essere rimpiazzato e poi dimenticato in un luogo che purtroppo col tempo l’ha deteriorato.

“Un tempo la raggiera era totalmente dorata, ma operando ho scoperto ingegnose ma precarie riparazioni del passato con la carta stagnola”

Durante il corso degli anni ha subito molti “restauri di fortuna”, perlopiù erano escamotage fatti con le risicate risorse del tempo, che provavano a dare nuova vita, nel più dignitoso dei modi, a questa splendida raggiera.

Continuando quindi a rattoppare la raggiera fino ai giorni nostri, purtroppo la si rese esteticamente impresentabile, mentre si percepiva benissimo che conservava, sotto quelle opache vesti malridotte, un cuore in pausa che non vedeva l’ora di tornare a pulsare.

Così dopo un’accurato trattamento anti-tarlo e sverniciatura, sono venute fuori le parti originali e da sostituire a regola d’arte.

E stato molto curioso, rinvenire i vari tentativi di riparazione utilizzando carta stagnola, colorata di oro, per colmare la perdita di ammannitura ed oro zecchino. L’ingegno degli uomini di un tempo era veramente meraviglioso.

A restauro completato, ho costruito a regola d’arte il supporto per Gesù Bambino che lo posiziona proprio al centro della raggiera, completando l’opera e rendendola funzionale allo scopo per la quale era creata, simulare la diffusione dello spirito santo tramite la presenza di Gesù Bambino.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione:  abbiamo utilizzato prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto camera a gas, garantito per due anni
  • Consolidamento sintetico: utilizzando resine acriliche liquide realizzato in diversi step
  • Fermature: colla di coniglio dell’antica ammannitura
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, prima a gel e poi a solvente
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi (lignei e non) ed integrazione dei mancanti
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Integrazioni pittoriche: applicando oro solo nei punti necessari
  • Lucidatura: con gommalacca, alcool e cere, rispettando le antiche tradizioni del restauro.
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento anti-tarlo.
  • Ideazione e realizzazione: di supporto per Gesù Bambino in legno di pioppo, verniciato di giallo ocra

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
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Pulpito ‘700 Aquila

Pulpito ‘700 Aquila

Pulpito ‘700 chiesa S. M. Assunta in Paganica (AQ): catalogazione e smontaggio

Storia dell’intervento del pulpito ‘700 in noce.

Dopo l’avvento catastrofico e distruttivo del terremoto a L’Aquila nel 2009, molte strutture, crollando, hanno danneggiato parte del patrimonio artistico che conservavano all’interno, tutte opere che oggi necessitano di un forte intervento di restauro.
A distanza di anni dal terremoto, ricevo una chiamata per un incarico di catalogazione all’interno di una di queste favolose chiese, precisamente S. M. Assunta in Paganica.
Poter operare in un territorio pieno d’arte come L’Aquila, in più avere tra le mani pezzi importantissimi ed unici per la storia d’Italia, inorgogliva me e i miei collaboratori.

Una volta arrivati a L’Aquila, scoprimmo un cantiere immenso, tutt’attorno era distrutto, ammassato o in costruzione.
Finalmente dalla strada intravediamo la chiesa, vi entrammo e dentro vi erano custoditi ancora molti componenti di arredo sacro pronti ad essere trasferiti in luoghi più sicuri, tra i tanti un pulpito, praticamente l’oggetto dell’ intervento.

“Si presentava di ottima qualità ebanistica con uno spiccato valore storico ed antiquariale. E’ realizzato interamente in legno di noce nazionale con le parti strutturali in robusto pioppo.”

Dal primo esame emerse che l’oggetto versava in condizioni di abbandono elevate e le stesse condizione igieniche lo confermavano.
La tenuta ed il fissaggio del pulpito alla parete era molto precario, segno evidente di un lungo abbandono, senza alcuna manutenzione specifica negli anni. Le condizioni del pulpito sono aggravate e compromesse anche dalla massiccia presenza di insetti xilofagi.

Prima di procedere alla fase di smontaggio, abbiamo realizzato delle fotografie del pulpito, contrassegnando le varie parti con delle “chiamate” su carta adesiva oppure con la classica segnatura in punti sicuramente non a vista mediante sgorbie o scalpelli.
I diversi elementi che compongono l’intera struttura, come accadeva all’epoca, sono tenuti da colla animale e chiodi forgiati a mano

il “cappello” che è stato assemblato in loco e che nello smontaggio ha richiesto molta energia per evitare il minimo danno.

Quindi dopo una buona pulizia, abbiamo catalogato le varie cornici ed il tavolame stesso che compone il cappello”.

Quando consegnammo tutto il materiale catalogato, era ormai notte fonda e ci rimettemmo in cammino verso casa, chiudendo il capitolo di un libro che speriamo resti aperto, in quanto L’Aquila è uno scrigno di segreti e arte al cielo aperto, e aver un contatto vivo con la storia, è sempre fonte di ricchezza interiore.

Fasi e tecniche dell’intervento:

  • Igienizzazione:  abbiamo utilizzato prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Studio del manufatto: individuazione delle tecniche costruttive e piano operativo
  • Rilievo fotografico
  • Catalogazione: utilizzando dei segni convenzionali
  • Smontaggio: accurato e scrupoloso
  • Stoccaggio

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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