LE CERE DELLA BOTTEGA CAPPIELLO IN UNA RICERCA DELLE UNIVERSITÀ DI NAPOLI E BENEVENTO

LE CERE DELLA BOTTEGA CAPPIELLO IN UNA RICERCA DELLE UNIVERSITÀ DI NAPOLI E BENEVENTO
Stesura dell’encausto

In un pomeriggio di due anni fa, un mio collaboratore di bottega mi interpella chiedendomi se fossi disposto a far analizzare alcune mie cere che uso per il restauro ad un ricercatore, alifano di origine ma da poco trasferitosi a Piedimonte Matese, attualmente afferente all’Università degli Studi di Napoli Federico II e docente di Mineralogia all’Accademia di Belle Arti di Napoli..
All’inizio resto stupito da questa particolare richiesta ma subito ne comprendo il motivo. Nella realizzazione di opere artistiche e in ambito di conservazione preventiva e restauro dei Beni Culturali si ricorre spesso all’uso di cere e resine di varia natura, ma sono poche le botteghe (tranne quelle con abilitazione del MIBACT) a disporre di materiali certificati e di qualità.
E perché mai un ricercatore dovrebbe interessarsi a questa tipologia di materiali? Ce lo spiega nel testo che segue il diretto interessato.

“Il restauro dei Beni Culturali non è semplice. Prima di intervenire, i restauratori hanno bisogno di conoscere i materiali che vengono applicati sulla superficie dell’oggetto in questione.“ F.Izzo

Ma come possiamo ricavare questa informazione senza danneggiare il manufatto?

Per fortuna esistono innovative tecniche di indagine non distruttive come la spettroscopia ERFTIR, basata sull’interazione tra la materia e la radiazione infrarossa.

Ma di cosa stiamo parlando?

Quando una radiazione elettromagnetica interagisce con un materiale genera degli “effetti” che possono essere registrati graficamente in forma di “spettri”, ognuno con caratteristiche del tutto esclusive della sostanza esaminata.
In spettroscopia ERFTIR, questi effetti non sono altro che l’assorbimento selettivo della radiazione infrarossa da parte dei legami chimici di una certa molecola, che sia essa riferita ad un composto inorganico, ad esempio la calce usata per un affresco, o ad un composto organico come le cere e le resine usate per un restauro (vedi figure in basso). L’interpretazione di questi spettri non è per nulla banale ma come punto di partenza è importante avere dei materiali noti e di elevata qualità su cui eseguire delle analisi che guidino lo spettroscopista a meglio interpretare i risultati delle sue ricerche.

Spettro cera d’api
Spettro calcite

esempi di spettri ERFTIR di una cera d’api (Beeswax) e di un cristallo di calcite (principale componente della calce negli affreschi)“.
Ed è per questo che la Bottega Cappiello ha contributo, con le sue preziose cere per il restauro, all’implementazione di un dataset di spettri ERFTIR recentemente pubblicato su una rivista scientifica internazionale.
La ricerca dal titolo “𝐄𝐱𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐥 𝐫𝐞𝐟𝐥𝐞𝐜𝐭𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐅𝐓𝐈𝐑 𝐝𝐚𝐭𝐚𝐬𝐞𝐭 (𝟒𝟎𝟎𝟎–𝟒𝟎𝟎 𝐜𝐦−𝟏) 𝐟𝐨𝐫 𝐭𝐡𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐨𝐟 𝐫𝐞𝐥𝐞𝐯𝐚𝐧𝐭 𝐦𝐢𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚𝐥 𝐩𝐡𝐚𝐬𝐞𝐬 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐢𝐧𝐠 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥 𝐇𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚𝐠𝐞 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐬” è a cura del Dott. Francesco Izzo (Università degli Studi di Napoli Federico II) ed è stata svolta nell’ambito delle ricerche di CRACS (http://www.cracs.unina.it/).

La Bottega Cappiello ringrazia l’Università di Napoli Federico II, l’Università del Sannio Benevento e il gruppo di ricerca CRACS

Restauro macchina per cucire

Restauro macchina per cucire

In tempi meno sereni di questi attuali, era vivo il bisogno di riparare gli oggetti che davano valore alla nostra esistenza, il restauro di questa macchina per cucire mi ha dato molto da pensare.
Di certo oggi non possiamo applicare questo concetto alla microelettronica che ci circonda, pochi sarebbero in grado di riparare oggetti simili, ma il mondo non gira tutto intorno alla dimensione dei chip.
Ecco che ci troviamo di fronte a mobili oppure oggetti antichi che ancora molto hanno da vivere, ma sopratutto che una volta restaurati, rendono omaggio alla vita e servono la nostra con ancora molta efficienza.
Anche secondo una motivazione etica, recuperare qualcosa che funziona, è sintomo di intelligenza, rispetto nei confronti del pianeta e pezzi importanti come questa macchina per cucire ci riportano indietro nel tempo non solo per gli affetti o una valutazione del mondo verticale anche orizzontale.

Perchè ostinarsi a recuperare mobili antichi


Questi mobili a volte nascondono delle caratteristiche tencniche di costruzione che non hanno valore.
Dalla ricerca effettuata su questi oggetti storici oggi noi usufruiamo di soluzioni molto più complesse e funzionali, non dimenticarle è fonte di ricchezza.
La storia di un popolo passa attraverso ogni soluzione che ha applicato per vivere al meglio la sua epoca. Una macchina er cucire, un armadio, un cassettone, una cassapanca, un vecchio cassone per traslochi, tutti raccontano la storia dei nostri avi e tutte queste cose ci insegnano come si viveva e nella necessità come adottare soluzioni più che dignitose.


Ora osservate il mio restauro su questa vecchia macchina per cucire e ditemi poi se ne valeva la pena recuperarla.

Prima
Dopo
Prima
Dopo
Prima
Dopo

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Smontaggio di tutta la struttura in ferro:
  • Sverniciatura delicata: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo con effetto “camera a gas”;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;
  • Trattamento di tutti gli elementi in ferro
  • Rimontaggio del mobile;
  • Consegna a domicilio con relativo posizionamento

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!

Restauro di un Scarabattolo antico

Restauro di un Scarabattolo antico

Il significato dello scarabattolo

L’importanza del mio lavoro, non è solo restaurare o portare in vita vecchi cimeli. Il restauratore deve soprattutto cogliere il significato degli oggetti che hanno tra le mani e restaurarli affinchè quel messaggi non cambi e resti vivo per altri secoli.
Il termine scarabattolo indica uno stipo o una teca, in legno e cristalli, che chiude e protegge una sola scultura oppure un gruppo scultoreo sacro.
Veniva usato molto nelle sacrestie, nei conventi o in alcune case per conservare cimeli importanti senza privarne la vista.
Si distingue dalla teca a vista perchè è un vero e proprio mobile, a volte intagliato e decorato, con un fondo in legno e tre parti in vetro, di cui quella opposta al legno è apribile.
L’importanza che ha questo oggetto è talmente alta nella nostra storia che a Napoli troviamo addirittura lo scarabattolo nel presepe napoletano.

Questo scarabattolo antico era originale in tutte le sue parti.

Sempre più raro operare su oggetti antichi come questo, ma sopratutto senza che nel tempo altre mani abbiano snaturato le sue parti strutturali. Questo scarabattolo ha ancora i vetri originali, me ne accorgo dal fatto che conservano le bolle al loro interno, segno che i vetri a differenza di oggi venivano stesi a mano, a volte incorporando bolle d’aria. Questo è un chiaro esempio di come un errore umano, col passare del tempo, diventa valore aggiunto ad un’opera che ne ha già molto.

Lo scarabattolo antico era mal funzionante, quindi necessitava di un intervento strutturale.
L’operazione ha richiesto svariati giorni, perchè visto quanto fosse raro un oggetto del genere, ho studiato per bene il pezzo e ho effettuato il restauro con la massima meticolosità.
Nelle foto della gallery del lavoro è chiaro quanto per me sia stato un onore posare le mie mani su un oggetto del genere!

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura delicata: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo con effetto “camera a gas”;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;
  • Rimontaggio del mobile;
  • Consegna a domicilio con relativo posizionamento

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!

Restauro di un tavolo in legno dell’800

Restauro di un tavolo in legno dell’800

Un magnifico restauro di un tavolo in legno dell’800

Ormai sempre più spesso, la mia bottega diventa dimora temporanea di alcuni oggetti d’antiquariato niente male, prova ne è questo bel tavolo dell’800.
L’amore verso questo bel tavolo è scattato fin da subito.
Le sue venature di rosso mogano mi facevano pensare all’utilizzo per cui era stato costruito: godersi un momento di pace, davanti un bell’infuso di erbe provenienti dalle profondità dell’India o magari apprezzare un caldo momento di relax dopo una giornata di fatica e lasciar fluire i pensieri su una comoda sedia a dondolo.
Purtroppo aveva bisogno di un buon restauro. Il tempo, la poca cura e un pessimo collante usato per la sua impiallacciatura, aveva tolto la poesia che invece possedeva già di suo.

Restaurare il legno è sempre pratica d’amore

Nonostante i miei pensieri mi portavano a momenti più eleganti e spensierati, arriva sempre il momento in cui devo sfoderare l’audacia e i calli del mio mestiere per rendere di nuovo praticabile un oggetto all’utilizzo per il quale è stato ideato.
Così inizio l’opera del restauro del tavolo in legno di mogano dell’800. Inizio con l’igienizzazione e scopro tutte le malefatte che il tempo e mani poco esperte hanno fatto a questo prezioso cimelio.
Risanando la sua struttura principale, capisco che a renderlo ancora più debole c’è stata anche l’opera dei tarli. Quindi è stato necessario anche un approfondito trattamento anti tarlo. Infine l’ho stuccato e verniciato con prodotti naturali che permettono al legno di nutrirsi e continuare a vivere nel più decoroso dei modi possibili.
Ciao bel tavolino di legno!

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!


I Soliti Ignoti: la Rai chiama il restauratore del Matese

Ingresso al Teatro delle Vittorie
Foto: Liberato Giardiello

L’arte del restauro del Matese in Rai grazie a: Raffaele Cappiello.

Era una giornata piovosa di Novembre, una di quelle lente e monotone, quando ricevo una e-mail dalla redazione Rai che mi invitava a partecipare alla trasmissione I Soliti Ignoti.
Sembrava uno scherzo architettato da un bontempone, i soliti amici che ti animano le giornate con la messa in pratica di idee strampalate.
Invece no, una volta tornato a casa, ricevo una telefonata da Federico, redattore del programma, con l’invito ufficiale a partecipare alla trasmissione.
Selezionato come: “eccellenza artigianale italiana“, per il mio carattere modesto e la mia umile ma nobile arte di restauratore, è stata una gratificazione sopra ogni complimento quotidiano, che ogni tanto, diciamolo, rimette i nostri sentimenti al giusto posto.
Ed è proprio quello che ho cercato di trasmettere nel breve messaggio mediatico andato in onda, più che incentrare l’attenzione sulla mia persona, ho dato la sacrale importanza al restauro, di quanto sia un lavoro importante, della passione che serve per svolgerlo e della meticolosa e paziente maestria necessaria.

Davanti al Teatro

Inizia il viaggio verso la redazione de i soliti ignoti

Il mio viaggio verso la capitale ha inizio con un treno Frecciarossa diretto a Roma Termini, dove, puntuale come un orologio svizzero, un’autista della Rai mi aspettava per condurmi allo storico Teatro delle Vittorie.
L’impatto emotivo all’entrata del Teatro delle Vittorie è stato notevole.
Mi ha fatto rivivere in un passo tutte le emozioni degli ambienti che di solito sono abituato a vivere attraverso il televisore di casa. Ambienti vissuti da teatranti e attori della televisione che hanno fatto la storia del cinema e dell’intrattenimento.
Da questa prospettiva però è tutto più vicino, frenetico, vivo. Un brulicare fugace di passi che compiono azioni mirate, nei camerini, fuori i camerini, il passaggio di compiti tra i truccatori e i customisti, tutto un ricamo articolato di operazioni che rende la messa in onda della trasmissione un’opera d’arte irripetibile. Proprio come il restauro. Proprio come l’Arte in generale.
A volte la vita è bizzarra, sceglie le persone in maniera casuale e le mette al centro dell’attenzione senza conoscere la loro preparazione ad andare in scena da protagonisti: è così che mi sento.
In apnea tra un respiro e un altro, mi faccio coraggio, solco il palco da principiante.
Assegnato il mio ruolo mi attengo alla scena, parte la sigla e l’emozione è fortissima, ma un senso di calma pervade la mia persona.
Mi rendo conto che in fondo non siamo che attori tutti i giorni, la scena si ripete ogni volta ogni mattina, in fin dei conti il pubblico mi accoglie ogni giorno e mi balzano in mente tutti i familiari, gli amici, le persone a me care, che quando intercettano il mio sguardo ritrovano la voglia di sorridere ed è quello che ci rende eroi.
Posso smettere di agitarmi, sono molto di più che un principiante!

I soliti ignoti

La trasmissione ha inizio e così le mie conclusioni su questa incredibile esperienza

Il presentatore, un professionista della TV molto acclamato, non pecca di una virgola.
La concentrazione che lo staff impiega sulla scena è massima.
La loro tensione intercetta tutti noi partecipanti, che come loro, non possiamo che suonare le corde dello stesso violino, in tensione, come un’orchestra di archi operiamo nella stessa direzione, in armonia.
Il resto lo potrete vedere nella trasmissione, ormai registrata negli annali della Rai alla voce i soliti ignoti.
Io torno a casa.
Dopo una giornata d’intense emozioni, con l’unicità che mi contraddistingue di essere stato in diretta nazionale, me ne torno soddisfatto.
Un altro tassello nel bagaglio delle esperienze è stato messo. Mai avrei pensato che un artigiano del Matese, umile come me, potesse trascorrere un’esperienza unica e singolare come questa. Auguro a tutti voi di vivere più esperienze possibili, perchè solo da dietro le quinte si capiscono realmente le cose.

Il palazzo da dentro

Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Una cassa logorata dal tempo e dall’acaro del tarlo riportata abilmente a nuova vita.

Bottega Cappiello combatte ancora contro l’acaro del tarlo, ma prima introduciamo questo mobile e la sua storia.
Il carretto tirato dai cavalli, i nuovi sposi e una casa dove aleggiava solo una forte eco. Spazi tutti da arredare e scene giovani che vedono la sposa spalancare la porta di casa e amici e parenti portare dentro il primo mobile: la cassa.
La cassa, cassapanca o casssone, era il mobile centrale per una coppia, perchè conteneva gli effetti familiari e il corredo!

Una cassapanca veramente ridotta male, ma Bottega Cappiello, su richiesta, fa anche i miracoli

Gli interventi strutturali sono stati molteplici e veramente difficili da operare. Non solo il mobile faceva notare i suoi anni e gli acciacchi per colpa dell’acaro del tarlo ma c’è stato da lottare contro interventi strutturali compiuti in precedenza.
Mi rattrista quando, una cassa di un valore affettivo ed anche economico come questa, viene maltrattata da restauratori azzardati…
Durante il restauro oltre ai cattivi restauri passati, ho notato anche un opera feroce dei tarli sul mobile.
Ricordate quello che ci siamo detti nell’articolo sui tarli, come riconoscerli e come combatterli, nel caso ve lo foste perso: articolo.
Nonostante tutti questi interventi la cassa è tornata splendente a nuova vita, in basso troviamo tutte le foto.

Restauro mobili antichi: credenza ‘800, oltre la lucidatura.

Restauro mobili antichi: credenza ‘800, oltre la lucidatura.

Tra i più bei mobili antichi si annoverano quelli dell’800.

Di solito nell’osservare i mobili antichi ci soffermiamo sulle dimensioni, colore, tipo di lucidatura, gli interni, trascurando la tipologia e qualità dei materiali oppure cosa ancora più difficile le tecniche di assemblaggio.
Parlando di mobili antichi la cosa non cambia di molto, infatti dopo un restauro oltre la lucidatura non si va, di fatto le persone non si preoccupano di constatare lo stato di salute strutturale del mobile o meglio non si chiedono cosa è avvenuto durante il restauro.

Le fasi di un restauro completo di mobili antichi sono tutte molto importanti.

La lucidatura durante un lavoro di restauro di un oggetto in legno è l’ultima fase, prima ce ne sono tante molto più importanti, ma poco considerate come il trattamento di igienizzazione, il trattamento antitarlo ed il risanamento strutturale.
Quest’ultimo a mio avviso è quello più importante, non perchè sono nato in una falegnameria ed ho visto nascere e costruire opere d’arte da tronchi di legno, ma un mobile antico altre ad essere bello deve comunque avere la sua funzionalità integrale.

Tra tutti i mobili antichi che ho restaurato, c’è da dire che questa credenza dell’800 è veramente bella

La credenza in legno di ciliegio dell’800 oggetto del mio intervento è di ottima fattura artigianale, ma la sua funzionalità era in parte limitata. Il precedente restauro ha puntato molto sull’aspetto esteriore e poco su quello igienico-funzionale.
Con un notevole sforzo ho eliminato i limiti e le deficienze di tipo strutturali che ne impedivano un pieno funzionamento, restituendo la piena ed originale efficienza.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

L’importanza dell’antitarlo

Ci troviamo in provincia di Caserta, dove Bottega Cappiello dovrà restaurare e fare un trattamento antitarlo su un cassettone antico.
Da sempre, nella storia del mobile, il cassettone rappresenta un elemento di spiccata importanza nella vita matrimoniale.
Robusto, capiente, conserva strategicamente tutte le cose importanti della coppia, dagli abiti alle cose piccole, minuscoli ricordi del quotidiano che lo rendono simbolo di unione della coppia.
Nel tempo il cassettone ha cambiato molte forme, dalle barocche tutte intarsiate a quelle semplici lisce e lineari dal ’68 in poi, nonostante ciò, continua a conservare la sua funzione vitale.

Come il tempo usura il legno

Un cassettone in legno, anche di duro massello ma che lavora giornalmente presenterà sempre evidenti segni di usura, non solo tra le parti in legno ma anche nelle guide interne alla cassa.
Durante tutti gli anni di attività, in Bottega Cappiello, ne abbiamo viste di tutti i colori, ma tra le cose più frequenti dobbiamo annotare che i mobili che avevano subìto già un restauro in passato denotavano un riguardo sulla struttura ma non sulle meccaniche che lo rendevano efficientemente operoso.

L’incuria delle parti interne

Purtroppo questo cassettone presentava giustappunto le superfici e la struttura restaurata in passato, ma le funzionalità dello stesso non sono state trattate con la stessa importanza, se non addirittura dimenticate, tutto questo per dare più importanza alla lucidatura ed alle parte più evidenti esteticamente.
Quindi dopo una sana igienizzazione ci siamo messi all’opera.

Antitarlo e intervento strutturale

Dopo un profondo trattamento antitarlo, fatto per imbibizione, garantito dall’azienda per due anni ( ma il più delle volte tiene i tarli lontano molto di più ), siamo intervenuti sulla struttura del mobile.
Struttura che presentava elementi scollati o interamente mangiati dai tarli, quindi una volta reintegrate le parti mancanti con pezzi creati ad hoc, c’è stato bisogno di ricreare le guide e incollaggio dei fondi.
Il ripristino della ferramenta è stato fondamentale, in quanto anche le chiavi non riuscivano ad essere efficienti come un tempo.
Infine il consolidamento a cera e lucidatura, queste due parti del restauro sono fondamentali per la conservazione e la parte estetica del mobile che vanno anche in ausilio al trattamento antitarlo precedentemente applicato.

Fasi tecniche del restauro strutturale

  • Igienizzazione:  con prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Trattamento antitarlo: per imbibizione in diversi step con effetto camera a gas, garantito per due anni
  • Intervento strutturale: incollaggio degli elementi scollati, integrazione dei mancanti, rifacimento delle guide, incollaggio dei fondi
  • Ripristino della ferramenta: rettifica delle serrature e rifacimento delle chiavi
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento antitarlo

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Restauro vetrinetta in legno ‘900

Restauro vetrinetta in legno ‘900

Un restauro che ha molto da raccontare

La storia di una vetrinetta in legno del ‘900 probabilmente non interesserà nessuno, ma in Bottega Cappiello sappiamo che ogni vecchio mobile ha una storia da raccontare e dobbiamo dare il giusto peso anche a questo vecchio pezzo che tante ne ha passate.
Spesso ai giorni nostri viene più facile ignorare le storie del passato e attraversare le cose come fantasmi, eterei, intangibili, quasi come per proteggere un nostro equilibrio psicofisico, ma se non avessimo questa sensibilità probabilmente niente più avrebbe senso e sono sicuro nessuno vorrebbe abbandonare l’idea romantica di prendere due graziose tazze di porcellana da una vetrinetta del ‘900, per versare una bevanda calda per due e sognare di storie passate o mai avvenute.

Un pezzo d’antiquariato

Anni addietro questo mobile sostava da solo in un negozietto d’antiquariato.
Sicuramente apparteneva ad una famiglia umile ma si notava che era stato amato profondamente e custodiva gelosamente, tra quelle poche assi di legno, dei segreti autentici, parole sussurrate, era duro come un whiskey e morbido di marmellate.
Da quando fu acquistato non riuscì mai ad essere utilizzato in pieno, in quanto erano presenti molti impedimenti strutturali.

C’è bisogno del tocco del maestro del legno

Arrivato in bottega l’intervento non sembrava affatto facile, andava restituita la solidità a questa vetrinetta e sopratutto una nuova veste.
Così ci mettemmo al lavoro.
Sbracciate le maniche, io e miei collaboratori, notammo da subito quanto avesse ancora da dire questa piccola vetrinetta.
Dopo l’intervento strutturale, una laccatura bianca ricopriva quella che pochi giorni prima sembrava un rottame.
Sinceramente non sapremo mai se siamo stati più bravi noi col nostro operato a restaurare un così bell’oggetto o se in fondo la vetrinetta conserva davvero un’anima romantica, che non vuole mollare, che ha bisogno ancora d’amore, di servire tazze da tè e custodire nuovi e vecchi segreti, per svelarli infine solo a chi sa veramente ascoltare.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!

Portoncino 1960

Portoncino 1960

Restauro funzionale ed estetico di Portoncino con formicaio

Mi trovo nei pressi di una semplice ma bellissima casa colonica nella provincia di Benevento e sono pronto a risolvere l’enigma del portoncino col formicaio… ma andiamo per ordine.
L’immobile e spazioso e luminoso, quanto basta per farmi intravedere un gradevole portoncino in PVC ma che sembrava avesse sostituito uno ben più importante che vi era in precedenza.
Il proprietario conferma il mio colpo d’occhio in quanto mi ha chiamato proprio per risolvere questa situazione.
Stanco del suo malfunzionamento ma soprattutto della presenza costante di formiche, aveva deciso di smontare il portoncino in legno douglas degli anni 60 per sostituirlo con uno in PVC più funzionale e pulito.
Restava il fatto che erano molto affezionati al vecchio portoncino ed è per questo motivo che hanno chiesto il mio supporto tecnico.

I proprietari pensavano che fosse un lavoro troppo banale per una bottega di restauro, ma io non ero d’accordo e non mi sbagliavo neanche in quest’occasione, infatti come vedremo tra poco, questo portoncino conteneva al suo interno una grande e complicata sorpresa!

Carico allora il portone nel mio furgone e si parte spediti per una nuova avventura nella mia Bottega a Piedimonte Matese.

Le formiche in tre specie diverse avevano trovato un ottimo ricovero all’interno del portone costruendoci un grande formicaio di notevoli dimensioni. A dir il vero sia io che mio padre “mastro Gigino” non ci eravamo mai ritrovati al cospetto di una realtà di questa portata.
Dinanzi ad una sorpresa del genere partiamo subito con una igienizzazione radicale seguita da trattamento anti-tarlo.

La parte bassa dell ‘infisso era totalmente compromessa e già in passato un tentativo di restauro non aveva risolto la situazione. In realtà entrambe le fasce basse orizzontali, non erano più recuperabili insieme ai due pannelli posteriori.

L’intervento di falegnameria è stato più rognoso ed impegnativo rispetto alle fasi successive come la sverniciatura, stuccatura e verniciatura a smalto. Di solito smaltare il legno è una cosa che non gradisco, difficilmente faccio e raramente propongo, ma mai come in questo caso sono soddisfatto dell’eccezione, in quanto il portoncino nel pieno delle sue funzionalità si integra armonicamente con gli altri infissi e nell’insieme del casolare.

Fasi tecniche del restauro:

  • Allestimento del cantiere;
  • Montaggio portone provvisorio:
  • Igienizzazione radicale con prodotti specifici;
  • Trattamento anti-tarlo;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Intervento Strutturale: catalogazione e smontaggio dei pannelli, rifacimento di tutte le parti logorate nello specifico le due fasce basse e l’integrazione dello spipide;
  • Montaggio: tutti gli elementi risanati singolarmente sono stai ricollocati nelle loro sede original;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: in sei cicli con impregnante specifico per legno;
  • Ripristino della ferramenta: tutti gli elementi in ferro scrostati, puliti e protetti;
  • Rimontaggio del portone.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!