LE CERE DELLA BOTTEGA CAPPIELLO IN UNA RICERCA DELLE UNIVERSITÀ DI NAPOLI E BENEVENTO

LE CERE DELLA BOTTEGA CAPPIELLO IN UNA RICERCA DELLE UNIVERSITÀ DI NAPOLI E BENEVENTO
Stesura dell’encausto

In un pomeriggio di due anni fa, un mio collaboratore di bottega mi interpella chiedendomi se fossi disposto a far analizzare alcune mie cere che uso per il restauro ad un ricercatore, alifano di origine ma da poco trasferitosi a Piedimonte Matese, attualmente afferente all’Università degli Studi di Napoli Federico II e docente di Mineralogia all’Accademia di Belle Arti di Napoli..
All’inizio resto stupito da questa particolare richiesta ma subito ne comprendo il motivo. Nella realizzazione di opere artistiche e in ambito di conservazione preventiva e restauro dei Beni Culturali si ricorre spesso all’uso di cere e resine di varia natura, ma sono poche le botteghe (tranne quelle con abilitazione del MIBACT) a disporre di materiali certificati e di qualità.
E perché mai un ricercatore dovrebbe interessarsi a questa tipologia di materiali? Ce lo spiega nel testo che segue il diretto interessato.

“Il restauro dei Beni Culturali non è semplice. Prima di intervenire, i restauratori hanno bisogno di conoscere i materiali che vengono applicati sulla superficie dell’oggetto in questione.“ F.Izzo

Ma come possiamo ricavare questa informazione senza danneggiare il manufatto?

Per fortuna esistono innovative tecniche di indagine non distruttive come la spettroscopia ERFTIR, basata sull’interazione tra la materia e la radiazione infrarossa.

Ma di cosa stiamo parlando?

Quando una radiazione elettromagnetica interagisce con un materiale genera degli “effetti” che possono essere registrati graficamente in forma di “spettri”, ognuno con caratteristiche del tutto esclusive della sostanza esaminata.
In spettroscopia ERFTIR, questi effetti non sono altro che l’assorbimento selettivo della radiazione infrarossa da parte dei legami chimici di una certa molecola, che sia essa riferita ad un composto inorganico, ad esempio la calce usata per un affresco, o ad un composto organico come le cere e le resine usate per un restauro (vedi figure in basso). L’interpretazione di questi spettri non è per nulla banale ma come punto di partenza è importante avere dei materiali noti e di elevata qualità su cui eseguire delle analisi che guidino lo spettroscopista a meglio interpretare i risultati delle sue ricerche.

Spettro cera d’api
Spettro calcite

esempi di spettri ERFTIR di una cera d’api (Beeswax) e di un cristallo di calcite (principale componente della calce negli affreschi)“.
Ed è per questo che la Bottega Cappiello ha contributo, con le sue preziose cere per il restauro, all’implementazione di un dataset di spettri ERFTIR recentemente pubblicato su una rivista scientifica internazionale.
La ricerca dal titolo “𝐄𝐱𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐥 𝐫𝐞𝐟𝐥𝐞𝐜𝐭𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐅𝐓𝐈𝐑 𝐝𝐚𝐭𝐚𝐬𝐞𝐭 (𝟒𝟎𝟎𝟎–𝟒𝟎𝟎 𝐜𝐦−𝟏) 𝐟𝐨𝐫 𝐭𝐡𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐨𝐟 𝐫𝐞𝐥𝐞𝐯𝐚𝐧𝐭 𝐦𝐢𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚𝐥 𝐩𝐡𝐚𝐬𝐞𝐬 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐢𝐧𝐠 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥 𝐇𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚𝐠𝐞 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐬” è a cura del Dott. Francesco Izzo (Università degli Studi di Napoli Federico II) ed è stata svolta nell’ambito delle ricerche di CRACS (http://www.cracs.unina.it/).

La Bottega Cappiello ringrazia l’Università di Napoli Federico II, l’Università del Sannio Benevento e il gruppo di ricerca CRACS

Restauro macchina per cucire

Restauro macchina per cucire

In tempi meno sereni di questi attuali, era vivo il bisogno di riparare gli oggetti che davano valore alla nostra esistenza, il restauro di questa macchina per cucire mi ha dato molto da pensare.
Di certo oggi non possiamo applicare questo concetto alla microelettronica che ci circonda, pochi sarebbero in grado di riparare oggetti simili, ma il mondo non gira tutto intorno alla dimensione dei chip.
Ecco che ci troviamo di fronte a mobili oppure oggetti antichi che ancora molto hanno da vivere, ma sopratutto che una volta restaurati, rendono omaggio alla vita e servono la nostra con ancora molta efficienza.
Anche secondo una motivazione etica, recuperare qualcosa che funziona, è sintomo di intelligenza, rispetto nei confronti del pianeta e pezzi importanti come questa macchina per cucire ci riportano indietro nel tempo non solo per gli affetti o una valutazione del mondo verticale anche orizzontale.

Perchè ostinarsi a recuperare mobili antichi


Questi mobili a volte nascondono delle caratteristiche tencniche di costruzione che non hanno valore.
Dalla ricerca effettuata su questi oggetti storici oggi noi usufruiamo di soluzioni molto più complesse e funzionali, non dimenticarle è fonte di ricchezza.
La storia di un popolo passa attraverso ogni soluzione che ha applicato per vivere al meglio la sua epoca. Una macchina er cucire, un armadio, un cassettone, una cassapanca, un vecchio cassone per traslochi, tutti raccontano la storia dei nostri avi e tutte queste cose ci insegnano come si viveva e nella necessità come adottare soluzioni più che dignitose.


Ora osservate il mio restauro su questa vecchia macchina per cucire e ditemi poi se ne valeva la pena recuperarla.

Prima
Dopo
Prima
Dopo
Prima
Dopo

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Smontaggio di tutta la struttura in ferro:
  • Sverniciatura delicata: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo con effetto “camera a gas”;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;
  • Trattamento di tutti gli elementi in ferro
  • Rimontaggio del mobile;
  • Consegna a domicilio con relativo posizionamento

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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I danni della muffa sul legno: focus su uno specchio

I danni della muffa sul legno: focus su uno specchio
Specchio prima del restauro

Oggi mostriamo i danni che può produrre la muffa sul legno, senza che nel corso degli anni, ci si dimentichi di prendere rimedi, anche solo naturali, contro la muffa.
Oggi in bottega mi capita questa targa-specchio, purtroppo caduta e rotta ad un angolo, proprio a causa della muffa.

L’umidità è un vero nemico del legno

Incastro sconnesso

Gli incastri dell’antica struttura lignea erano stati fissati con colla animale, un metodo largamente usato in passato che si è sempre dimostrato molto affidabile ma teme ampiamente l’umidità che ne fa perdere il potere collante .
Al nostro specchio è capitato proprio questo, l’umidità costante ha compromesso tutti gli incastri facendo rovinosamente cadere a terra lo specchio.
Sarebbe potuta andare diversamente se il legno che fungeva da architettura portante allo specchio, fosse stato trattato in maniera adeguata per prevenire la formazione di muffe.

Il lato nascosto degli specchi di un tempo

Retro dell’antico specchio

Abbiamo affrontato il discorso di come prevenire e come combattere la qui.
Gli specchi di un tempo erano particolarmente delicati, in quanto costruiti da una parte posteriore composta da un amalgama di stagno e mercurio, veniva chiamato argento vivo anche per via dell’effetto che conferiva al retro degli specchi di color argento con una grana più o meno evidente.
Da restauratore il mio consiglio è quello di controllare almeno 4 volte l’anno tutti i vostri oggetti in legno e se presentano muffa, basta chiamare il numero a piè pagina per chiedere consigli o supporto.

Fasi tecniche del restauro:

  • Smontaggi dello specchio dalla struttura lignea
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Sverniciatura delicata: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo con effetto “camera a gas”;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi, integrazione dei mancanti ed inserimento di impiallacciatura per rinforzare ogni singolo incastro;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;
  • Rimontaggio dello specchio con rifacimento della parte mancante;
  • Consegna a domicilio con relativo montaggio a parete.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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Coronavirus in Campania: ecco il pannello anticontagio

Coronavirus in Campania: ecco il pannello anticontagio

Oggi siamo stati interpellati per un intervento urgentissimo in una farmacia che si è protetta dal coronavirus in Campania.
La richiesta è stata quella di costruire un pannello che limitasse al minimo il contatto tra il farmacista che è al banco e l’utenza.
Il pannello si presenta in una lastra di plexiglass tagliata su misura con due piedi che la tengono in posizione verticale.
I piedi sono costruiti in modo tale da non discostrare troppo dall’architettura delle farmacie, che specie in Campania, si adagiano su un ambiente prevalentemente di legno e in stile antico.

Come difedersi dal Coronavirus

Questo pannello ovviamente non è la panacea né purtroppo il vaccino contro il coronavirus.
Ci troviamo di fronte a una soluzione che limita il contatto, tenendo a dovuta distanza farmacista e paziente.
Di questi tempi in molti hanno apprezzato questa soluzione nei loro banchi dai tabacchini alle farmacie, sia perchè non ingombra e anche perchè è può essere rimosso facilmente
Tutti però siamo coscienti del fatto che dopo questa pandemia in Italia le cose non resteranno più le stesse.
Tutti vedremo le cose in modo diverso e ci si auspica che avremo molta più cura di noi stessi e dei luoghi che visitiamo spesso anche con l’attuazione di misure di sicurezza come questo pannello.
Quindi questo pannello è una misura che non andrà via con questo virus, anzi si rivelerà magicamente un avanguardia dei tempi che verranno.

Bottega Cappiello e il coronavirus in Campania

La bottega, non esente dai disagi di questa situazione è vicina ad ogni commerciante che soccombe data l’eccezionale emergenza, mette a disposizione tutta la sua conoscenza ingegneristica e artigianale per ogni idea che sia possibile realizzare e che serva a contrastare il coronavirus. Se avete idee, chiamate il numero sul nostro sito web, saremo lieti di aiutarvi nelle nostre possiblità.

Restauro di un manichino da sartoria dell’800

Restauro di un manichino da sartoria dell’800

Due forme di artigianato che si incontrano: restauro del legno e sartoria.

Quest’oggi mi adopero al restauro del legno antico di un manichino dell’800.
La storia ci ricorda che i primi manichini (di fattezze simili a quelli che vediamo adesso), di cui abbiamo notizie in Europa, risalgono alla fine del 1300. Spesso fatti con un cuore di legno su cui vi era installata anche la base di appoggio e rivestiti di tessuto.
Senza testa, ne arti, servivano a dar forma alle vesti.
Vi erano altre forme di manichini, ma questo sembra proprio uno di quelli usati per la sartoria.

Il restauro è affascinante ed insolito

La bellezza del mio mestiere è proprio questa, io restauro legno antico per ritrovarmi tra le mani cimeli che hanno attraversato continenti, sono sopravvissuti alle guerre mondiali, e raccontano storie. Storie di altri tempi, oggetti che mi trasmettono il sudore dell’evoluzione dei mestieri, delle usanze antiche e proprio per questo molte volte ancora insegnano.
Questo manichino da sartoria sembra abbia lavorato moltissimo, viste le condizioni in cui è giunto nel laboratorio, ma questo non mi ha particolarmente spaventato.
Ci mettiamo subito al lavoro, a rendere onore a questo nuovo pezzo di storia che vuole tornare a vivere e così sarà!

Il restauro del legno antico del manichino in pioppo

Scopro, che sotto la gentil e ormai consumata veste del manichino, fatta di tela e cartapesta, si nasconde un’anima in legno di pioppo.
Seguendo tutte le fasi del restauro, dall’igienizzazione al risanamento strutturale ci rendiamo conto che questo manichino è veramente ben fatto e potrebbe continuare a lavorare per almeno altri 200 anni, sperando che un restauratore di buon cuore, in un futuro prossimo, ne abbia altrettanta cura!

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Sverniciatura:
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Ebanizzazione con nigrosinio
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Una cassa logorata dal tempo e dall’acaro del tarlo riportata abilmente a nuova vita.

Bottega Cappiello combatte ancora contro l’acaro del tarlo, ma prima introduciamo questo mobile e la sua storia.
Il carretto tirato dai cavalli, i nuovi sposi e una casa dove aleggiava solo una forte eco. Spazi tutti da arredare e scene giovani che vedono la sposa spalancare la porta di casa e amici e parenti portare dentro il primo mobile: la cassa.
La cassa, cassapanca o casssone, era il mobile centrale per una coppia, perchè conteneva gli effetti familiari e il corredo!

Una cassapanca veramente ridotta male, ma Bottega Cappiello, su richiesta, fa anche i miracoli

Gli interventi strutturali sono stati molteplici e veramente difficili da operare. Non solo il mobile faceva notare i suoi anni e gli acciacchi per colpa dell’acaro del tarlo ma c’è stato da lottare contro interventi strutturali compiuti in precedenza.
Mi rattrista quando, una cassa di un valore affettivo ed anche economico come questa, viene maltrattata da restauratori azzardati…
Durante il restauro oltre ai cattivi restauri passati, ho notato anche un opera feroce dei tarli sul mobile.
Ricordate quello che ci siamo detti nell’articolo sui tarli, come riconoscerli e come combatterli, nel caso ve lo foste perso: articolo.
Nonostante tutti questi interventi la cassa è tornata splendente a nuova vita, in basso troviamo tutte le foto.

Realizzare oggetti in legno, una passione lunga una vita

Realizzare oggetti in legno, una passione lunga una vita

Come creare oggetti in legno?
Ci vuole tecnica e passione, legno e amore

Il segreto è nella meccanica degli elementi, realizzare oggetti in legno.
Ho dovuto studiarla nei minimi dettagli per poter creare oggetti in legno che avrebbero costituito il mio parco giochi da bambino.
Questo mi porta un vantaggio non di poco conto quando mi rapporto con il legno e la creazione libera o anche il restauro di parti di mobili antichi di cui si è persa la memoria della loro funzionalità.
Quest’anno il Centro Musicale “Pro Arte” mi ha contattato per una collaborazione a creare dei premi per il Concorso Lirico Nazionale “Enrico Caruso” ed il Concorso Musicale Nazionale “Giovani Musicisti” .

Creazione del premio 2019 del centro musicale Pro Arte

Una collaborazione che dura da anni quella col centro musicale Pro Arte e che ogni anno mi presenta nuove sfide come quella di realizzare oggetti in legno.
In questo 2019 mi viene affidata l’ideazione e la realizzazione del premio per il Concorso Musicale Nazionale “Giovani Musicisti”.
Dopo una lunga fase di ideazione, disegni, scartoffie e prime bozze, ho iniziato la realizzazione delle sagome.
Ogni pezzettino di legno prendeva forma sotto la sega a nastro.
Il legno di noce, appena piallato lasciava un odore nell’aria che lasciava presagire che la strada era quella giusta!
Ogni elemento è stato rettificato a mano, in maniera certosina, con raspe lime e carte abrasive, così da non lasciare imperfezione alcuna ma al contempo renderli tutti pezzi unici.
In ultima fase, dopo aver lucidato e assemblato il “premio lira”, finalmente mi si presenta una piccola opera d’arte, un sogno che prende forma e vita reale, un premio per me e per grandi musicisti.



Scopri com’è cominciato tutto riguardo il: premio Lira !

Come nasce un “premio” in legno

Come nasce un “premio” in legno

Bottega Cappiello e Centro Musicale “Pro Arte”: un coadiuvo d’eccellenza

La collaborazione con il Centro Musicale “Pro Arte” delle sorelle Marilena e Alessia Gambella nasce molto spontaneamente.
L’arte il collante della nostra intesa, la musica, la storia, le nostre radici, le tradizioni di costruire in legno e la nostra terra.

“l’arte al servizio dell’arte”


Una richiesta eccitante per il premio musicale 2019 da costruire in legno

Non potevo sottrarmi alla richiesta di ideare e creare dei premi per le loro rassegne: Concorso Nazionale Giovani Musicisti e Concorso Lirico “Enrico Caruso”. Un’idea eccitante che mi portava fuori dalla bottega per delle ore, ore di sana creatività volta ad esprimere con artigianalità e originalità il legame tra musica e territorio.
Superata la fase iniziale un po’ titubante, solo per il fatto che non ho mai realizzato dei premi musicali, mi scorcio le maniche e mi adopero affinchè un lampo di genio crei il giusto legame tra musica, artigianato e territorio.

Escursione matesina all’insegna della creatività, tra i palazzi storici di Piedimonte Matese

Di buon mattino con la mia macchina fotografica, mentre il paese ancora dormiva, mi son districato tra le strade e le piazze, cercando tra gli anfratti del centro storico di Piedimonte Matese vecchia l’odore della storia, tra casa dei genitori di Enrico Caruso e i sanpietrini, le chiese e i palazzi nobiliari ottocenteschi.


Il suono del silenzio irrompe nell’animo come nient’altro

Il silenzio, musica onnipresente, mi parla del trascorso attraverso le antiche pietre e stucchi. La mia attenzione cade sulla cassa armonica in piazza Roma, cuore centrale di Piedimonte Matese, simbolo della musica in occasioni delle feste patronali. Odo il mio fiatare, lento e tra quelle mura riecheggiano epiche battaglie di cent’anni, non lasciando spazio alcuno al farstornar del quotidiano.


Finalmente un dettaglio fondamentale emerge dal territorio

Ed ecco il dettaglio, il tassello mancante, il fondamento territoriale.
Una Lira! Abbiamo una Lira su un giaciglio floreale, un bassorilievo in quella che è una delle piazze principali di Piedimonte Matese.


La Lira, la sorgente, la musica e l’arte

Via Sorgente ora mi parla, prende subito un altro aspetto, torno di corsa di fronte la casa che ha ospitato i genitori del noto tenore Enrico Caruso e leggo la targa commemorativa.
Ho la Lira, la musica, il territorio, la storia è il momento di rientrare in bottega e cominciare l’opera.


Ritorno in Bottega Cappiello

Rientrato in bottega e mi metto subito all’opera per dar vita a questi entusiasmanti premi.
Con bozzetti, sagome e prototipi nasceranno, il premio “lira” per il Concorso Nazionale Giovani Musicisti e il premio “Caruso” per il Concorso Lirico “Enrico Caruso” .


Una via di fuga dalla routine: l’arte

Uscire dalla routine, mortificante per noi artisti, che d’arte parliamo e d’arte facciamo è sempre molto edificante sia sotto il profilo umano che morale, ma anche professionale. Ormai sono già in attesa di nuove e fluttuanti collaborazioni artistiche per costruire in legno, sia con il Centro Musicale “Pro Arte” che con altre realtà del territorio, specialmente giovani, in quanto non c’è niente di meglio che collaborare con forze nuove e gravide di futuro.



Scopri l’oggetto finale nell’articolo: Premio “Lira” !

Restauro mobili antichi: credenza ‘800, oltre la lucidatura.

Restauro mobili antichi: credenza ‘800, oltre la lucidatura.

Tra i più bei mobili antichi si annoverano quelli dell’800.

Di solito nell’osservare i mobili antichi ci soffermiamo sulle dimensioni, colore, tipo di lucidatura, gli interni, trascurando la tipologia e qualità dei materiali oppure cosa ancora più difficile le tecniche di assemblaggio.
Parlando di mobili antichi la cosa non cambia di molto, infatti dopo un restauro oltre la lucidatura non si va, di fatto le persone non si preoccupano di constatare lo stato di salute strutturale del mobile o meglio non si chiedono cosa è avvenuto durante il restauro.

Le fasi di un restauro completo di mobili antichi sono tutte molto importanti.

La lucidatura durante un lavoro di restauro di un oggetto in legno è l’ultima fase, prima ce ne sono tante molto più importanti, ma poco considerate come il trattamento di igienizzazione, il trattamento antitarlo ed il risanamento strutturale.
Quest’ultimo a mio avviso è quello più importante, non perchè sono nato in una falegnameria ed ho visto nascere e costruire opere d’arte da tronchi di legno, ma un mobile antico altre ad essere bello deve comunque avere la sua funzionalità integrale.

Tra tutti i mobili antichi che ho restaurato, c’è da dire che questa credenza dell’800 è veramente bella

La credenza in legno di ciliegio dell’800 oggetto del mio intervento è di ottima fattura artigianale, ma la sua funzionalità era in parte limitata. Il precedente restauro ha puntato molto sull’aspetto esteriore e poco su quello igienico-funzionale.
Con un notevole sforzo ho eliminato i limiti e le deficienze di tipo strutturali che ne impedivano un pieno funzionamento, restituendo la piena ed originale efficienza.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

L’importanza dell’antitarlo

Ci troviamo in provincia di Caserta, dove Bottega Cappiello dovrà restaurare e fare un trattamento antitarlo su un cassettone antico.
Da sempre, nella storia del mobile, il cassettone rappresenta un elemento di spiccata importanza nella vita matrimoniale.
Robusto, capiente, conserva strategicamente tutte le cose importanti della coppia, dagli abiti alle cose piccole, minuscoli ricordi del quotidiano che lo rendono simbolo di unione della coppia.
Nel tempo il cassettone ha cambiato molte forme, dalle barocche tutte intarsiate a quelle semplici lisce e lineari dal ’68 in poi, nonostante ciò, continua a conservare la sua funzione vitale.

Come il tempo usura il legno

Un cassettone in legno, anche di duro massello ma che lavora giornalmente presenterà sempre evidenti segni di usura, non solo tra le parti in legno ma anche nelle guide interne alla cassa.
Durante tutti gli anni di attività, in Bottega Cappiello, ne abbiamo viste di tutti i colori, ma tra le cose più frequenti dobbiamo annotare che i mobili che avevano subìto già un restauro in passato denotavano un riguardo sulla struttura ma non sulle meccaniche che lo rendevano efficientemente operoso.

L’incuria delle parti interne

Purtroppo questo cassettone presentava giustappunto le superfici e la struttura restaurata in passato, ma le funzionalità dello stesso non sono state trattate con la stessa importanza, se non addirittura dimenticate, tutto questo per dare più importanza alla lucidatura ed alle parte più evidenti esteticamente.
Quindi dopo una sana igienizzazione ci siamo messi all’opera.

Antitarlo e intervento strutturale

Dopo un profondo trattamento antitarlo, fatto per imbibizione, garantito dall’azienda per due anni ( ma il più delle volte tiene i tarli lontano molto di più ), siamo intervenuti sulla struttura del mobile.
Struttura che presentava elementi scollati o interamente mangiati dai tarli, quindi una volta reintegrate le parti mancanti con pezzi creati ad hoc, c’è stato bisogno di ricreare le guide e incollaggio dei fondi.
Il ripristino della ferramenta è stato fondamentale, in quanto anche le chiavi non riuscivano ad essere efficienti come un tempo.
Infine il consolidamento a cera e lucidatura, queste due parti del restauro sono fondamentali per la conservazione e la parte estetica del mobile che vanno anche in ausilio al trattamento antitarlo precedentemente applicato.

Fasi tecniche del restauro strutturale

  • Igienizzazione:  con prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Trattamento antitarlo: per imbibizione in diversi step con effetto camera a gas, garantito per due anni
  • Intervento strutturale: incollaggio degli elementi scollati, integrazione dei mancanti, rifacimento delle guide, incollaggio dei fondi
  • Ripristino della ferramenta: rettifica delle serrature e rifacimento delle chiavi
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento antitarlo

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.