Toilette nobile dell’800

Toilette nobile dell’800

Restauro Conservativo Toilette ‘800 in noce

Oggi Bottega Cappiello si trova a Roma.
L’arte del restauro del Matese deve fare i conti con una toilette proveniente da una famiglia nobile di Roma, con radice napoletane, è di ottima fattura ebanistica.

Realizzata nell’ 800 in pioppo ed egregiamente lastronata con ottimo legno di noce nazionale, presenta intagli particolari e molto pregiati.
Le condizioni di conservazione erano veramente molto critiche, ma un attento e scrupoloso lavoro di restauro mi ha permesso di riportare la toilette agli originali splendori, sia sul piano estetico che strutturale.

“Per i proprietari rivedere questa toilette recuperata è stato come ricomporre tasselli del passato delle loro vite”.

La toilette presentava molte parti mancanti per questo c’è stato bisogno di un massiccio intervento di falegnameria, per risanare la struttura portante, fatta in pioppo e per lastronare le aree sconnesse.

La delicata ed efficace sverniciatura ha compensato la nostra fatica  nell’immediato, riportando alla luce un legno sicuramente sofferente ma capace ancora di emozionare per la sua ricca bellezza ed i segni evidenti di tutto il suo vissuto.

Per finire la paziente lucidatura a gommalacca con alcool e pomice ha esaltato le venature della noce nazionale, conferendo anche un’effetto di morbidezza al legno che solo questo tipo di antica lucidatura riesce a dare.

 

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

 

 

Portone in castagno 1930 -Napoli-

Portone in castagno 1930 -Napoli-

Portone in castagno 1930 -Napoli-

 

Storia del restauro del Portone 1930 in castagno -Napoli-

“Uno tra i lavori di restauro più belli del 2018”

L’arte del restauro oggi mi porta davanti ad un portone situato sulla sommità di una gradinata di un palazzo signorile del ‘900, ci troviamo a Napoli.

Napoli è una città intagliata nell’arte, un’infinito di meandri cittadini, appassionati, che non smettono mai di raccontare tutta la loro storia attraverso le loro magnificenze.

Purtroppo mi accorgo sin da subito che il portone non era in un ottimo stato di salute, complici gli anni e una cattiva manutenzione.
Trovandomi in un grande condominio, decido di impostare questo lavoro di restauro a favore delle persone che vi abitano, allestendo cartelli e cantieri provvisori affinchè nessuno ne risentisse, nemmeno la mia sicurezza ed efficienza.

“Finalmente l’ora della pausa, una prelibata pizza al riparo dal sole, in un affascinante giardino appartenuto ad un conte”

Dopo aver smontato ogni parte del portone e dopo averlo caricato sul furgone, ho montato un portone provvisorio da cantiere decente, funzionale e sicuro, potendo così trasportare e lavorare il portone antico in laboratorio.

Costruito in castagno per tutta la parte esterna, in abete per la parte interna ed in duglasia per i soli montanti laterali del telaio.

Scopro,  durante  l’intervento strutturale, che il portone è stato realizzato nel 1931.

Una prima ed importante fase lavorativa è stata la sverniciatura che ha evidenziato le cause del degrado, le stesse che mi hanno costretto a smontare i grossi pannelli in abete posteriori al portone per poi procedere alla rimozione e relativo ripristino dei singoli pannelli del fronte realizzati in ottimo castagno.

Sia la zoccolatura, smontata e catalogata, che la grata in ferro, sono state riportate all’antico splendore, regalando un tocco antico e di robustezza unica a questo pregiato e robusto portone.

Per la finitura ho usato dell’impregnante specifico per legno con circa 6 applicazioni, somministrate in orizzontale per consentire un assorbimento migliore al legno.

Infine, tornato sul cantiere ho montato il portone appena restaurato nel suo antico telaio e sentire quel suono che fa “Tlac” dell’infisso che si appoggia nella sua guida, che si apre e si chiude, gentilmente come un secolo prima, è stata una bellissima sensazione.

“Sulla strada del ritorno l’odore del mare e la vista di questo spazio infinito rappresentavano al meglio il mio stato di soddisfazione”

Un lavoro sicuramente lungo e faticoso, che mi ha regalato grandi gioie.

 

Fasi tecniche del restauro:

  • Allestimento del cantiere mobile;
  • Montaggio portone provvisorio:
  • Sverniciatura: svolta in tre tempi, termica, gel e a solvente;
  • Intervento Strutturale: catalogazione e smontaggio della zoccolatura, pannelli piccoli in castagno e pannelli grossi del retro;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Montaggio: tutti gli elementi risanati singolarmente sono stai ricollocati nelle loro sede original;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: in sei cicli con impregnante specifico per legno;
  • Ripristino della ferramenta: tutti gli elementi in ferro scrostati, puliti e protetti;
  • Rimontaggio del portone.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.