Restauro: Leggio da coro del ‘700

Restauro: Leggio da coro del ‘700
Dopo il restauro
Il leggio da coro del ‘700 in legno massello di noce nazionale dopo il restauro conservativo

Impegno costante sul territorio per la preservazione dei suoi manufatti

Alife, una bellissima cittadina romana che dimora nella valle adiacente al Matese è di origine romana e conserva tantissimi manufatti da preservare a volte con una buona disinfestazione antitarlo.
I paesi dell’alto casertano hanno tutti una storia lunga, tramandata e da tramandare. Paesi di confine tra varie realtà, di dura collina e aspra montagna condizioni che forgiano le popolazioni che la abitano a dover fronteggiare ogni tipo di clima con ogni tipo di mezzo, ad ingegnarsi a volte con strumenti rudimentali ma non per questo produrre risultati di bassa lega.

La chiesa d’Alife è un gioiello che funge da scrigno per altri preziosi.

Oggi Bottega Cappiello si è imbattuta in un leggio da coro in noce del ‘700.
Questo manufatto che da secoli ha servito la chiesa e i suoi pastori aiutandoli a proclamare la parola di Dio, versava in condizioni al limite.
Questo leggio non era il solito “leggio”. Si tratta di un oggetto in legno molto importante che costituiva il cuore di un’opera lignea ancora più grande che è il coro ligneo, anch’esso infestato e bisognoso di una disinfestazione antitarlo.

Tutta colpa dei tarli: l’importanza di determinarli ed eliminarli.

Anche questa volta ci siamo resi conto che il problema principale del deterioramento del manufatto ligneo era opera dei tarli.
Purtroppo l’assenza di manutenzione per troppi anni, aveva fatto di questa struttura un vero e proprio nido/dimora dei tarli.
Gli insetti xilofagi vanno determinati ed eliminati nel più breve tempo possibile o il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto, ne discutiamo anche qui: articolo su come conoscere i tarli.
In basso riportiamo tutte le fasi tecniche che hanno permesso di riportare in vita questo antico manufatto.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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5 cose importanti sul tarlo del legno

5 cose importanti sul tarlo del legno
Tarlo comune
Tarlo comune

Introduzione al tarlo del legno

Tra le cose che dobbiamo sapere sui tarli del legno o in genere sugli insetti xilofagi (mangiatori di legno), è sicuramente che trascorrono parte della loro vita all’interno del legno da dove traggono tutti i nutrienti necessari per vivere, crescere e riprodursi.
Il tarlo del legno, durante tutta la permanenza nel mobile/ceppo/pezzo di legno, scava tantissimo, fino a creare una fitta rete di cunicoli, degradando moltissimo la struttura del legno stesso,
Le tipologie dei tarli sono molteplici, anche se si accomunano sotto la stessa denominazione.

Come fare a capire se un mobile che abbiamo in casa ha la presenza di un tarlo all’interno? Che tipo di tarlo è?

Impariamo a riconoscere i tarli del legno

  • ROSUME: con questo termine si indicano i mucchi di polvere di legno finissima che si trova intorno ai fori di sfarfallamento. Questa polvere è prodotta dal tarlo mentre scava il legno e viene buttata fuori dal momento che si stanno riproducendo. La segatura quindi è segnale di un’infestazione che sta per partire.
  • FORELLINI: questi sono segni evidenti della presenza degli insetti e rappresentano le terminazioni delle gallerie all’interno del legno. Queste sono realizzate dalle larve internamente e sono portate all’esterno allo scopo di permettere lo sfarfallamento dell’insetto che ha bisogno di uscire per riprodursi e deporre nuove uova.
  • ROSICCHIAMENTO: rumore acustico: se si avverte un suono dai propri mobili di legno è possibile che ci siano le larve in piena attività nello scavo del legno.
  • RITROVAMENTO di tarli: finito il ciclo di vita gli esemplari adulti muoiono nei pressi del legno che li ha nutriti per tutto il tempo.Le loro carcasse si possono ritrovare divelte a terra. A quel punto è chiaro che le travi o i mobili sono già piuttosto danneggiati internamente e che probabilmente ci sono già nuove uova e nuove generazioni all’opera.

Le famiglie dei tarli

Larva di tarlo comune

I tarli che possiamo trovare all’interno del nostro legno appartengono a tre famiglie: Anobidi, Cerambicidi e Lictidi.

  • ANOBIDI sono di colore rossastro/bruno scuro e attaccano solitamente legno morto e materiali costituiti da cellulosa, come la carta. Possono causare danni sia estetici che strutturali, in quanto le gallerie da loro prodotte all’interno del legno possono essere molto profonde. Un’elevata infestazione da Anobidi può dare vita ai parassiti dei tarli, che possono pungere anche l’uomo causando dolore e reazioni allergiche. Il loro ciclo biologico dura 1-2 anni ma può subire accelerazioni in ambienti riscaldati.
  • CERAMBICIDI sono di dimensioni più grandi rispetto agli altri tarli e sono caratterizzati da antenne portate all’indietro. Questa famiglia di tarli tende ad attaccare legno stagionato, ma non più vecchio di 80-100 anni, ed è considerata la più pericolosa in quanto a danni causati sul legno.
  • LICTIDI, infine, sono di colore rosso-bruno o nero, di forma allungata e piccole dimensioni. Nonostante ciò, però, questi tarli riescono ad attaccare il legno in maniera molto estesa, tanto da ridurre mobili e manufatti in polvere. I Lictidi attaccano in genere legni nuovi, parquet, e battiscopa e il loro ciclo dura solitamente 1 anno.

La durata del ciclo vitale dei tarli è, comunque, un fattore variabile anche a seconda delle condizioni ambientali.
In un luogo più caldo, come può essere un’abitazione con impianto di riscaldamento, il ciclo può essere accelerato e avere ripercussioni negativi sui legni.

Ciclo di vita del tarlo

Le fasi evolutive del tarlo

Il ciclo di vita dei tarli può essere riassunto in poche fasi fondamentali:

  • Nella prima fase la femmina adulta depone fino a 80 uova nelle crepe e nelle fessure del legno, oltre che nelle giunture e nei vecchi fori di sfarfallamento.
  • Dopo 3 o 5 settimane le larve fuoriescono e si infilano immediatamente nel legno dove cominciano a nutrirsi di cellulosa.
  • Durante i successivi 3 o 4 anni, le larve scavano delle gallerie all’interno del legno e finiscono per mangiare circa 5 centimetri
    di legno all’anno per poi arrivare nelle immediate vicinanze della superficie.
  • Quando sono prossime alla superficie, le larve si trasformano in crisalidi e finiscono per emergere dal legno, sempre masticando, dopo circa 6-8 settimane.
  • Attraverso il foro di sfarfallamento i tarli adulti fuoriescono all’esterno per riprodursi.
  • Dopo l’accoppiamento il maschio muore nello stesso giorno, mentre la femmina sopravvive fino alla deposizione delle uova che assicurerà il ciclo di vita della specie.

I danni provocati dagli acari del legno e all’uomo

I danni sull’uomo da acaro del tarlo

Negli ultimi anni abbiamo conosciuto un forte aumento dei fastidi e danni provocati anche dagli acari dei tarli, qualcuno li chiama acari del legno.
Gli acari con altri minuscoli insetti comunque parassiti dei tarli, possono provocare dermatiti e reazioni allergiche impensabili: sono artropodi patogeni.
Un trattamento antitarlo professionale è la cura ideale, sia che si tratti di tarli del legno che di parassiti dei tarli.

E sempre consigliabile affidarsi ad aziende specializzate ed accreditate per avere maggior garanzie sulla risoluzione del problema

Non perdete il prossimo articolo che parlerà di come riuscire a sbarazzarsi del tarlo del legno!

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

L’importanza dell’antitarlo

Ci troviamo in provincia di Caserta, dove Bottega Cappiello dovrà restaurare e fare un trattamento antitarlo su un cassettone antico.
Da sempre, nella storia del mobile, il cassettone rappresenta un elemento di spiccata importanza nella vita matrimoniale.
Robusto, capiente, conserva strategicamente tutte le cose importanti della coppia, dagli abiti alle cose piccole, minuscoli ricordi del quotidiano che lo rendono simbolo di unione della coppia.
Nel tempo il cassettone ha cambiato molte forme, dalle barocche tutte intarsiate a quelle semplici lisce e lineari dal ’68 in poi, nonostante ciò, continua a conservare la sua funzione vitale.

Come il tempo usura il legno

Un cassettone in legno, anche di duro massello ma che lavora giornalmente presenterà sempre evidenti segni di usura, non solo tra le parti in legno ma anche nelle guide interne alla cassa.
Durante tutti gli anni di attività, in Bottega Cappiello, ne abbiamo viste di tutti i colori, ma tra le cose più frequenti dobbiamo annotare che i mobili che avevano subìto già un restauro in passato denotavano un riguardo sulla struttura ma non sulle meccaniche che lo rendevano efficientemente operoso.

L’incuria delle parti interne

Purtroppo questo cassettone presentava giustappunto le superfici e la struttura restaurata in passato, ma le funzionalità dello stesso non sono state trattate con la stessa importanza, se non addirittura dimenticate, tutto questo per dare più importanza alla lucidatura ed alle parte più evidenti esteticamente.
Quindi dopo una sana igienizzazione ci siamo messi all’opera.

Antitarlo e intervento strutturale

Dopo un profondo trattamento antitarlo, fatto per imbibizione, garantito dall’azienda per due anni ( ma il più delle volte tiene i tarli lontano molto di più ), siamo intervenuti sulla struttura del mobile.
Struttura che presentava elementi scollati o interamente mangiati dai tarli, quindi una volta reintegrate le parti mancanti con pezzi creati ad hoc, c’è stato bisogno di ricreare le guide e incollaggio dei fondi.
Il ripristino della ferramenta è stato fondamentale, in quanto anche le chiavi non riuscivano ad essere efficienti come un tempo.
Infine il consolidamento a cera e lucidatura, queste due parti del restauro sono fondamentali per la conservazione e la parte estetica del mobile che vanno anche in ausilio al trattamento antitarlo precedentemente applicato.

Fasi tecniche del restauro strutturale

  • Igienizzazione:  con prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Trattamento antitarlo: per imbibizione in diversi step con effetto camera a gas, garantito per due anni
  • Intervento strutturale: incollaggio degli elementi scollati, integrazione dei mancanti, rifacimento delle guide, incollaggio dei fondi
  • Ripristino della ferramenta: rettifica delle serrature e rifacimento delle chiavi
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento antitarlo

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Portantina in pioppo ‘800

Portantina in pioppo ‘800

Restauro Portantina in pioppo ‘800

Storia del restauro della base per cero.

Nei secoli passati era uno strumento molto in uso, sia per trasportare cose che persone, stiamo parlando della portantina.
Il più delle volte decorata in modo abile ed elegante, in base all’uso e al prestigio della persona o del valore dell’oggetto da trasportare.
Se ne hanno testimonianze antiche che riconducono fino agli antichi egizi, dove il faraone e la moglie venivano trasportati dagli schiavi con le portantine.

“Purtroppo questa portantina non è un manufatto egizio…”

Si presenta come una portantina robusta e in pioppo, forse inizialmente era dorata, ma purtroppo durante le fasi del restauro non siamo riusciti a rinvenire tracce di doratura.
Parliamo di una portantina adibita al trasporto di statue sacre, che veniva utilizzata per processioni del paese, nei giorni della festa del  patrono.

Il restauro non è stato particolarmente difficile, certo complesso in quanto molte parti erano mancanti, o usurate dal tempo.
Come sempre abbiamo operato con prodotti naturali e tecniche che rispecchiano il tempo di costruzione della portantina.
Doveroso un trattatmento anti-tarlo svolto in varitempi, in quanto gli insetti xiloafagi sembravano apprezzare tantissimo questa portantina.

“Il manufatto per tantissimi anni ha portato per le contrade un santo miracoloso, al quale tutti facevano riferimento nei momenti è più bui e difficili.”

Dopo tutta l’operazione di restauro finalmente è pronta per tornare a svolgere il suo delicato e importante lavoro, sfoggiando tutta la sua semplicità per le vie del paese insieme al suo santo protettore.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione:  con prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto camera a gas, garantito per due anni;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, prima a gel e poi a solvente;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi (lignei e non) ed integrazione dei mancanti;
  • Coloritura: a base di mordente con aggiunta di fissativo;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Lucidatura: con gommalacca, alcool e cere, rispettando le antiche tradizioni del restauro.
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento anti-tarlo.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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