Tarlo: come ucciderlo? vediamo un buon trattamento

Tarlo: come ucciderlo? vediamo un buon trattamento
Antitarlo

Un trattamento antitarlo è un’operazione lunga, a volte ci vuole anche un mese per poter essere sicuri che il trattamento sia stato effettuato in maniera meticolosa e che sia riuscito ad uccidere il tarlo.
Il Tarlo è un animaletto che scava in profondità nel legno e come abbiamo visto nell’articolo precedente, crea un’articolata tessitura di cunicoli, quindi dobbiamo essere sicuri di raggiungere, con la nostra soluzione antitarlo, ogni cunicolo.

Posso fare un trattamento senza chiamare un esperto?

Ci sono molti modi fai-da-te per trattare un mobile con l’antitarlo, ma noi, dopo anni di consolidata esperienza, consigliamo sempre di contattare un professionista in quanto, il più delle volte, ci si ritrova a dover sostituire anche parti del mobile in quanto rosicchiate troppo a fondo.
L’operazione prediletta che Bottega Cappiello propone come soluzione antitarlo è quella per imbibizione, garantita per 2 anni e che finora ci ha dato numerose soddisfazioni.
Per altre domande più specifiche siamo disponibili a rispondervi sui nostri canali social o per e-mail.

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Scopriamo il tarlo del legno

Scopriamo il tarlo del legno
Tarli e danni

La Bottega Cappiello da 30 anni si occupa di come trattare questo fastidioso abitante del legno: il Tarlo.
Ci occupiamo con la massima professionalità di trattare i mobili antichi con dei prodotti antitarlo e un metodo efficientissimo denominato: antitarlo per imbibizione.
Ma addentriamoci meglio nell’argomento e conosciamo di più il nostro tarlo del legno.

Come riconoscere il tarlo del legno?

Tarlo comune

Quella sopra è la foto di una tarlo del legno comune.
La sua conformazione è indistinguibile, si denota la forma cilindrica, il suo colore che va dal nero a striature marroncine chiaro. Caratteristica principale la sua testa, che sembra un cappuccio da frate. Scavano il legno in buchetti di 1-3 millimetri, quanto basta per ricavarsi una tana e completare la metamorfosi. All’interno del nostro mobile loro creano dei veri e propri tunnel che compromettono dall’interno la solidità del mobile.

Continua la lettura e guarda la spaventosità dell’interno di un mobile tarlato ->

Restauro: Leggio da coro del ‘700

Restauro: Leggio da coro del ‘700
Dopo il restauro
Il leggio da coro del ‘700 in legno massello di noce nazionale dopo il restauro conservativo

Impegno costante sul territorio per la preservazione dei suoi manufatti

Alife, una bellissima cittadina romana che dimora nella valle adiacente al Matese è di origine romana e conserva tantissimi manufatti da preservare a volte con una buona disinfestazione antitarlo.
I paesi dell’alto casertano hanno tutti una storia lunga, tramandata e da tramandare. Paesi di confine tra varie realtà, di dura collina e aspra montagna condizioni che forgiano le popolazioni che la abitano a dover fronteggiare ogni tipo di clima con ogni tipo di mezzo, ad ingegnarsi a volte con strumenti rudimentali ma non per questo produrre risultati di bassa lega.

La chiesa d’Alife è un gioiello che funge da scrigno per altri preziosi.

Oggi Bottega Cappiello si è imbattuta in un leggio da coro in noce del ‘700.
Questo manufatto che da secoli ha servito la chiesa e i suoi pastori aiutandoli a proclamare la parola di Dio, versava in condizioni al limite.
Questo leggio non era il solito “leggio”. Si tratta di un oggetto in legno molto importante che costituiva il cuore di un’opera lignea ancora più grande che è il coro ligneo, anch’esso infestato e bisognoso di una disinfestazione antitarlo.

Tutta colpa dei tarli: l’importanza di determinarli ed eliminarli.

Anche questa volta ci siamo resi conto che il problema principale del deterioramento del manufatto ligneo era opera dei tarli.
Purtroppo l’assenza di manutenzione per troppi anni, aveva fatto di questa struttura un vero e proprio nido/dimora dei tarli.
Gli insetti xilofagi vanno determinati ed eliminati nel più breve tempo possibile o il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto, ne discutiamo anche qui: articolo su come conoscere i tarli.
In basso riportiamo tutte le fasi tecniche che hanno permesso di riportare in vita questo antico manufatto.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

L’importanza dell’antitarlo

Ci troviamo in provincia di Caserta, dove Bottega Cappiello dovrà restaurare e fare un trattamento antitarlo su un cassettone antico.
Da sempre, nella storia del mobile, il cassettone rappresenta un elemento di spiccata importanza nella vita matrimoniale.
Robusto, capiente, conserva strategicamente tutte le cose importanti della coppia, dagli abiti alle cose piccole, minuscoli ricordi del quotidiano che lo rendono simbolo di unione della coppia.
Nel tempo il cassettone ha cambiato molte forme, dalle barocche tutte intarsiate a quelle semplici lisce e lineari dal ’68 in poi, nonostante ciò, continua a conservare la sua funzione vitale.

Come il tempo usura il legno

Un cassettone in legno, anche di duro massello ma che lavora giornalmente presenterà sempre evidenti segni di usura, non solo tra le parti in legno ma anche nelle guide interne alla cassa.
Durante tutti gli anni di attività, in Bottega Cappiello, ne abbiamo viste di tutti i colori, ma tra le cose più frequenti dobbiamo annotare che i mobili che avevano subìto già un restauro in passato denotavano un riguardo sulla struttura ma non sulle meccaniche che lo rendevano efficientemente operoso.

L’incuria delle parti interne

Purtroppo questo cassettone presentava giustappunto le superfici e la struttura restaurata in passato, ma le funzionalità dello stesso non sono state trattate con la stessa importanza, se non addirittura dimenticate, tutto questo per dare più importanza alla lucidatura ed alle parte più evidenti esteticamente.
Quindi dopo una sana igienizzazione ci siamo messi all’opera.

Antitarlo e intervento strutturale

Dopo un profondo trattamento antitarlo, fatto per imbibizione, garantito dall’azienda per due anni ( ma il più delle volte tiene i tarli lontano molto di più ), siamo intervenuti sulla struttura del mobile.
Struttura che presentava elementi scollati o interamente mangiati dai tarli, quindi una volta reintegrate le parti mancanti con pezzi creati ad hoc, c’è stato bisogno di ricreare le guide e incollaggio dei fondi.
Il ripristino della ferramenta è stato fondamentale, in quanto anche le chiavi non riuscivano ad essere efficienti come un tempo.
Infine il consolidamento a cera e lucidatura, queste due parti del restauro sono fondamentali per la conservazione e la parte estetica del mobile che vanno anche in ausilio al trattamento antitarlo precedentemente applicato.

Fasi tecniche del restauro strutturale

  • Igienizzazione:  con prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Trattamento antitarlo: per imbibizione in diversi step con effetto camera a gas, garantito per due anni
  • Intervento strutturale: incollaggio degli elementi scollati, integrazione dei mancanti, rifacimento delle guide, incollaggio dei fondi
  • Ripristino della ferramenta: rettifica delle serrature e rifacimento delle chiavi
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento antitarlo

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Portantina in pioppo ‘800

Portantina in pioppo ‘800

Restauro Portantina in pioppo ‘800

Storia del restauro della base per cero.

Nei secoli passati era uno strumento molto in uso, sia per trasportare cose che persone, stiamo parlando della portantina.
Il più delle volte decorata in modo abile ed elegante, in base all’uso e al prestigio della persona o del valore dell’oggetto da trasportare.
Se ne hanno testimonianze antiche che riconducono fino agli antichi egizi, dove il faraone e la moglie venivano trasportati dagli schiavi con le portantine.

“Purtroppo questa portantina non è un manufatto egizio…”

Si presenta come una portantina robusta e in pioppo, forse inizialmente era dorata, ma purtroppo durante le fasi del restauro non siamo riusciti a rinvenire tracce di doratura.
Parliamo di una portantina adibita al trasporto di statue sacre, che veniva utilizzata per processioni del paese, nei giorni della festa del  patrono.

Il restauro non è stato particolarmente difficile, certo complesso in quanto molte parti erano mancanti, o usurate dal tempo.
Come sempre abbiamo operato con prodotti naturali e tecniche che rispecchiano il tempo di costruzione della portantina.
Doveroso un trattatmento anti-tarlo svolto in varitempi, in quanto gli insetti xiloafagi sembravano apprezzare tantissimo questa portantina.

“Il manufatto per tantissimi anni ha portato per le contrade un santo miracoloso, al quale tutti facevano riferimento nei momenti è più bui e difficili.”

Dopo tutta l’operazione di restauro finalmente è pronta per tornare a svolgere il suo delicato e importante lavoro, sfoggiando tutta la sua semplicità per le vie del paese insieme al suo santo protettore.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione:  con prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto camera a gas, garantito per due anni;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, prima a gel e poi a solvente;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi (lignei e non) ed integrazione dei mancanti;
  • Coloritura: a base di mordente con aggiunta di fissativo;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Lucidatura: con gommalacca, alcool e cere, rispettando le antiche tradizioni del restauro.
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento anti-tarlo.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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