Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Una cassa logorata dal tempo e dall’acaro del tarlo riportata abilmente a nuova vita.

Bottega Cappiello combatte ancora contro l’acaro del tarlo, ma prima introduciamo questo mobile e la sua storia.
Il carretto tirato dai cavalli, i nuovi sposi e una casa dove aleggiava solo una forte eco. Spazi tutti da arredare e scene giovani che vedono la sposa spalancare la porta di casa e amici e parenti portare dentro il primo mobile: la cassa.
La cassa, cassapanca o casssone, era il mobile centrale per una coppia, perchè conteneva gli effetti familiari e il corredo!

Una cassapanca veramente ridotta male, ma Bottega Cappiello, su richiesta, fa anche i miracoli

Gli interventi strutturali sono stati molteplici e veramente difficili da operare. Non solo il mobile faceva notare i suoi anni e gli acciacchi per colpa dell’acaro del tarlo ma c’è stato da lottare contro interventi strutturali compiuti in precedenza.
Mi rattrista quando, una cassa di un valore affettivo ed anche economico come questa, viene maltrattata da restauratori azzardati…
Durante il restauro oltre ai cattivi restauri passati, ho notato anche un opera feroce dei tarli sul mobile.
Ricordate quello che ci siamo detti nell’articolo sui tarli, come riconoscerli e come combatterli, nel caso ve lo foste perso: articolo.
Nonostante tutti questi interventi la cassa è tornata splendente a nuova vita, in basso troviamo tutte le foto.

Restauro: Leggio da coro del ‘700

Restauro: Leggio da coro del ‘700
Dopo il restauro
Il leggio da coro del ‘700 in legno massello di noce nazionale dopo il restauro conservativo

Impegno costante sul territorio per la preservazione dei suoi manufatti

Alife, una bellissima cittadina romana che dimora nella valle adiacente al Matese è di origine romana e conserva tantissimi manufatti da preservare a volte con una buona disinfestazione antitarlo.
I paesi dell’alto casertano hanno tutti una storia lunga, tramandata e da tramandare. Paesi di confine tra varie realtà, di dura collina e aspra montagna condizioni che forgiano le popolazioni che la abitano a dover fronteggiare ogni tipo di clima con ogni tipo di mezzo, ad ingegnarsi a volte con strumenti rudimentali ma non per questo produrre risultati di bassa lega.

La chiesa d’Alife è un gioiello che funge da scrigno per altri preziosi.

Oggi Bottega Cappiello si è imbattuta in un leggio da coro in noce del ‘700.
Questo manufatto che da secoli ha servito la chiesa e i suoi pastori aiutandoli a proclamare la parola di Dio, versava in condizioni al limite.
Questo leggio non era il solito “leggio”. Si tratta di un oggetto in legno molto importante che costituiva il cuore di un’opera lignea ancora più grande che è il coro ligneo, anch’esso infestato e bisognoso di una disinfestazione antitarlo.

Tutta colpa dei tarli: l’importanza di determinarli ed eliminarli.

Anche questa volta ci siamo resi conto che il problema principale del deterioramento del manufatto ligneo era opera dei tarli.
Purtroppo l’assenza di manutenzione per troppi anni, aveva fatto di questa struttura un vero e proprio nido/dimora dei tarli.
Gli insetti xilofagi vanno determinati ed eliminati nel più breve tempo possibile o il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto, ne discutiamo anche qui: articolo su come conoscere i tarli.
In basso riportiamo tutte le fasi tecniche che hanno permesso di riportare in vita questo antico manufatto.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!

5 Cose da fare per un ottima soluzione antitarlo

5 Cose da fare per un ottima soluzione antitarlo

I tarli considerati da tutti e da sempre una vera minaccia per i mobili e per il legno in genere, sono insetti parassitari che si nutrono, vivono e riproduco nel legno, cibandosi di cellulosa per lunghi anni.

Entriamo subito nel merito della soluzione antitarlo

Regola numero 1

Per eliminare i tarli dal nostro arredo ligneo bisogna in primis rimuovere le cause, quali elementi in legno infestati dai tarli che vanno da subito isolati o trattati. Quindi iniziamo con isolarli e col migliorare le condizioni climatiche interne all’ambiente come umidità, scarsa areazione e poca luce.

Camera pupale

Regola numero 2

I mobili in legno massello vanno costantemente monitorati e curati sistematicamente. Spesso gli ambienti di casa troppo riscaldati, tendono
ad inaridire la superficie legnosa che andrebbe nutrita con cere ed oli specifici per evitare che le uova lasciate dai tarli fecondi possano attecchire sul mobile

Camere pupali

Regola numero 3

Nel caso in cui i tarli abbiano messo piede nei nostri mobili nessun problema, perchè muniti di un ottimo antitarlo, pennello, siringa, cellofan, guanti, mascherina ed un po di pazienza il gioco è fatto.

Antitarlo

Regola numero 4

L’oggetto infettato dai tarli va spennellato per le parti non verniciate con il prodotto antitarlo, mentre useremo la siringa ad ogni foro per le parti verniciate.
Questa soluzione antitarlo di Bottega Cappiello, va ripetuta almeno 4/6 volte ad intervalli di 4 giorni circa per far sì che il legno assorba il prodotto antitarlo.
Naturalmente tra un ciclo e l’altro l’oggetto va imballato in un cellofan per rallentare l’evaporazione del veicolante del principio attivo contenuto nel prodotto antitarlo.

Regola numero 5

Dopo l’ultimo ciclo lasceremo imballato in nostro oggetto per 30 giorni circa, inserendo all’interno delle zollette di canfora oppure lavanda.
All’apertura del cellofan cercheremo di tappare ogni singolo buchetto che rappresenta l’ingresso alle gallerie interne del legno con dello stucco a cera.

Qualche considerazione

Considerando che gli insetti xilofagi negli ultimi anni si sono parecchio irrobustiti, aumentando notevolmente le difficoltà di debellarli definitivamente consiglio di rivolgersi ad aziende specializzate nel settore, esperte e con un profilo aziendale valido, in grado di offrire un servizio di alta qualità e soprattutto garantito nel tempo.
Tante volte il fai da te in queste situazione è solo un grosso rischio di intossicarsi, perdere del tempo e anche denaro.

Scoprite anche le 5 cose da sapere sui tarli!

5 cose importanti sul tarlo del legno

5 cose importanti sul tarlo del legno
Tarlo comune
Tarlo comune

Introduzione al tarlo del legno

Tra le cose che dobbiamo sapere sui tarli del legno o in genere sugli insetti xilofagi (mangiatori di legno), è sicuramente che trascorrono parte della loro vita all’interno del legno da dove traggono tutti i nutrienti necessari per vivere, crescere e riprodursi.
Il tarlo del legno, durante tutta la permanenza nel mobile/ceppo/pezzo di legno, scava tantissimo, fino a creare una fitta rete di cunicoli, degradando moltissimo la struttura del legno stesso,
Le tipologie dei tarli sono molteplici, anche se si accomunano sotto la stessa denominazione.

Come fare a capire se un mobile che abbiamo in casa ha la presenza di un tarlo all’interno? Che tipo di tarlo è?

Impariamo a riconoscere i tarli del legno

  • ROSUME: con questo termine si indicano i mucchi di polvere di legno finissima che si trova intorno ai fori di sfarfallamento. Questa polvere è prodotta dal tarlo mentre scava il legno e viene buttata fuori dal momento che si stanno riproducendo. La segatura quindi è segnale di un’infestazione che sta per partire.
  • FORELLINI: questi sono segni evidenti della presenza degli insetti e rappresentano le terminazioni delle gallerie all’interno del legno. Queste sono realizzate dalle larve internamente e sono portate all’esterno allo scopo di permettere lo sfarfallamento dell’insetto che ha bisogno di uscire per riprodursi e deporre nuove uova.
  • ROSICCHIAMENTO: rumore acustico: se si avverte un suono dai propri mobili di legno è possibile che ci siano le larve in piena attività nello scavo del legno.
  • RITROVAMENTO di tarli: finito il ciclo di vita gli esemplari adulti muoiono nei pressi del legno che li ha nutriti per tutto il tempo.Le loro carcasse si possono ritrovare divelte a terra. A quel punto è chiaro che le travi o i mobili sono già piuttosto danneggiati internamente e che probabilmente ci sono già nuove uova e nuove generazioni all’opera.

Le famiglie dei tarli

Larva di tarlo comune

I tarli che possiamo trovare all’interno del nostro legno appartengono a tre famiglie: Anobidi, Cerambicidi e Lictidi.

  • ANOBIDI sono di colore rossastro/bruno scuro e attaccano solitamente legno morto e materiali costituiti da cellulosa, come la carta. Possono causare danni sia estetici che strutturali, in quanto le gallerie da loro prodotte all’interno del legno possono essere molto profonde. Un’elevata infestazione da Anobidi può dare vita ai parassiti dei tarli, che possono pungere anche l’uomo causando dolore e reazioni allergiche. Il loro ciclo biologico dura 1-2 anni ma può subire accelerazioni in ambienti riscaldati.
  • CERAMBICIDI sono di dimensioni più grandi rispetto agli altri tarli e sono caratterizzati da antenne portate all’indietro. Questa famiglia di tarli tende ad attaccare legno stagionato, ma non più vecchio di 80-100 anni, ed è considerata la più pericolosa in quanto a danni causati sul legno.
  • LICTIDI, infine, sono di colore rosso-bruno o nero, di forma allungata e piccole dimensioni. Nonostante ciò, però, questi tarli riescono ad attaccare il legno in maniera molto estesa, tanto da ridurre mobili e manufatti in polvere. I Lictidi attaccano in genere legni nuovi, parquet, e battiscopa e il loro ciclo dura solitamente 1 anno.

La durata del ciclo vitale dei tarli è, comunque, un fattore variabile anche a seconda delle condizioni ambientali.
In un luogo più caldo, come può essere un’abitazione con impianto di riscaldamento, il ciclo può essere accelerato e avere ripercussioni negativi sui legni.

Ciclo di vita del tarlo

Le fasi evolutive del tarlo

Il ciclo di vita dei tarli può essere riassunto in poche fasi fondamentali:

  • Nella prima fase la femmina adulta depone fino a 80 uova nelle crepe e nelle fessure del legno, oltre che nelle giunture e nei vecchi fori di sfarfallamento.
  • Dopo 3 o 5 settimane le larve fuoriescono e si infilano immediatamente nel legno dove cominciano a nutrirsi di cellulosa.
  • Durante i successivi 3 o 4 anni, le larve scavano delle gallerie all’interno del legno e finiscono per mangiare circa 5 centimetri
    di legno all’anno per poi arrivare nelle immediate vicinanze della superficie.
  • Quando sono prossime alla superficie, le larve si trasformano in crisalidi e finiscono per emergere dal legno, sempre masticando, dopo circa 6-8 settimane.
  • Attraverso il foro di sfarfallamento i tarli adulti fuoriescono all’esterno per riprodursi.
  • Dopo l’accoppiamento il maschio muore nello stesso giorno, mentre la femmina sopravvive fino alla deposizione delle uova che assicurerà il ciclo di vita della specie.

I danni provocati dagli acari del legno e all’uomo

I danni sull’uomo da acaro del tarlo

Negli ultimi anni abbiamo conosciuto un forte aumento dei fastidi e danni provocati anche dagli acari dei tarli, qualcuno li chiama acari del legno.
Gli acari con altri minuscoli insetti comunque parassiti dei tarli, possono provocare dermatiti e reazioni allergiche impensabili: sono artropodi patogeni.
Un trattamento antitarlo professionale è la cura ideale, sia che si tratti di tarli del legno che di parassiti dei tarli.

E sempre consigliabile affidarsi ad aziende specializzate ed accreditate per avere maggior garanzie sulla risoluzione del problema

Non perdete il prossimo articolo che parlerà di come riuscire a sbarazzarsi del tarlo del legno!

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

L’importanza dell’antitarlo

Ci troviamo in provincia di Caserta, dove Bottega Cappiello dovrà restaurare e fare un trattamento antitarlo su un cassettone antico.
Da sempre, nella storia del mobile, il cassettone rappresenta un elemento di spiccata importanza nella vita matrimoniale.
Robusto, capiente, conserva strategicamente tutte le cose importanti della coppia, dagli abiti alle cose piccole, minuscoli ricordi del quotidiano che lo rendono simbolo di unione della coppia.
Nel tempo il cassettone ha cambiato molte forme, dalle barocche tutte intarsiate a quelle semplici lisce e lineari dal ’68 in poi, nonostante ciò, continua a conservare la sua funzione vitale.

Come il tempo usura il legno

Un cassettone in legno, anche di duro massello ma che lavora giornalmente presenterà sempre evidenti segni di usura, non solo tra le parti in legno ma anche nelle guide interne alla cassa.
Durante tutti gli anni di attività, in Bottega Cappiello, ne abbiamo viste di tutti i colori, ma tra le cose più frequenti dobbiamo annotare che i mobili che avevano subìto già un restauro in passato denotavano un riguardo sulla struttura ma non sulle meccaniche che lo rendevano efficientemente operoso.

L’incuria delle parti interne

Purtroppo questo cassettone presentava giustappunto le superfici e la struttura restaurata in passato, ma le funzionalità dello stesso non sono state trattate con la stessa importanza, se non addirittura dimenticate, tutto questo per dare più importanza alla lucidatura ed alle parte più evidenti esteticamente.
Quindi dopo una sana igienizzazione ci siamo messi all’opera.

Antitarlo e intervento strutturale

Dopo un profondo trattamento antitarlo, fatto per imbibizione, garantito dall’azienda per due anni ( ma il più delle volte tiene i tarli lontano molto di più ), siamo intervenuti sulla struttura del mobile.
Struttura che presentava elementi scollati o interamente mangiati dai tarli, quindi una volta reintegrate le parti mancanti con pezzi creati ad hoc, c’è stato bisogno di ricreare le guide e incollaggio dei fondi.
Il ripristino della ferramenta è stato fondamentale, in quanto anche le chiavi non riuscivano ad essere efficienti come un tempo.
Infine il consolidamento a cera e lucidatura, queste due parti del restauro sono fondamentali per la conservazione e la parte estetica del mobile che vanno anche in ausilio al trattamento antitarlo precedentemente applicato.

Fasi tecniche del restauro strutturale

  • Igienizzazione:  con prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Trattamento antitarlo: per imbibizione in diversi step con effetto camera a gas, garantito per due anni
  • Intervento strutturale: incollaggio degli elementi scollati, integrazione dei mancanti, rifacimento delle guide, incollaggio dei fondi
  • Ripristino della ferramenta: rettifica delle serrature e rifacimento delle chiavi
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento antitarlo

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

I danni del tarlo del legno

I danni del tarlo del legno
Sopra e dentro

Le attività non visibili del tarlo

Vi capita mai, all’imbrunire delle sere primaverili, udire il canto dei mobili?
Un canto antico, fatto da percussioni fuori tempo e fiati disarmonizzati… in pratica un orchestra disastrosa che rosicchia la nostra pazienza e i nostri mobili!
Benvenuti nel regno del tarlo del legno!

Un’orchestra di tarli

I tarli creano una fitta rete di tunnel all’interno di tutto il legno che percepiscono come ghiotto bottino.
Esternamente noi possiamo solo udirli e vedere i forellini di appena 2 mm, ma all’interno invece si sono appena creati fitti e complessi labirinti.

Gli insetti xilofagi sono molto voraci

Durante gli ultimi anni, restauratori hanno riportato statistiche molto diverse sul grado di voracità del tarlo del legno.
I tarli un tempo preferivano solo alcuni legni, morbidi con determinate caratteristiche.
Oggi vediamo i tarli rosicchiare anche i compensati da 5 millimetri che mai prima ci saremmo aspettati!
La loro evoluzione sembra non fermarsi alla scelta dei legni da rodere, ma anch’essi sembra essere divenuti molto più robusti ed aggressivi.
Tanto per iniziare non conoscono più stagioni, lavorano costantemente e senza soste durante tutti i periodi dell’anno, divorando di tutto compreso legni resinosi, legni ricchi di oli essenziali e legni con tannini.

La soluzione: anti-tarlo

Debellare definitivamente i tarli dal legno è diventato sempre più complesso, richiedendo ancor più preparazione e conoscenze, utilizzando tecniche e prodotti evoluti.
Noi di Bottega Cappiello conosciamo bene queste tecniche e garantiamo i nostri interventi per almeno due anni, durante i quali, se il tarlo dovesse ripresentarsi, il costo dell’intervento verrà riaccreditato in toto al cliente assediato dai tarli.

Contattaci per un preventivo gratuito!

Restauro vetrinetta in legno ‘900

Restauro vetrinetta in legno ‘900

Un restauro che ha molto da raccontare

La storia di una vetrinetta in legno del ‘900 probabilmente non interesserà nessuno, ma in Bottega Cappiello sappiamo che ogni vecchio mobile ha una storia da raccontare e dobbiamo dare il giusto peso anche a questo vecchio pezzo che tante ne ha passate.
Spesso ai giorni nostri viene più facile ignorare le storie del passato e attraversare le cose come fantasmi, eterei, intangibili, quasi come per proteggere un nostro equilibrio psicofisico, ma se non avessimo questa sensibilità probabilmente niente più avrebbe senso e sono sicuro nessuno vorrebbe abbandonare l’idea romantica di prendere due graziose tazze di porcellana da una vetrinetta del ‘900, per versare una bevanda calda per due e sognare di storie passate o mai avvenute.

Un pezzo d’antiquariato

Anni addietro questo mobile sostava da solo in un negozietto d’antiquariato.
Sicuramente apparteneva ad una famiglia umile ma si notava che era stato amato profondamente e custodiva gelosamente, tra quelle poche assi di legno, dei segreti autentici, parole sussurrate, era duro come un whiskey e morbido di marmellate.
Da quando fu acquistato non riuscì mai ad essere utilizzato in pieno, in quanto erano presenti molti impedimenti strutturali.

C’è bisogno del tocco del maestro del legno

Arrivato in bottega l’intervento non sembrava affatto facile, andava restituita la solidità a questa vetrinetta e sopratutto una nuova veste.
Così ci mettemmo al lavoro.
Sbracciate le maniche, io e miei collaboratori, notammo da subito quanto avesse ancora da dire questa piccola vetrinetta.
Dopo l’intervento strutturale, una laccatura bianca ricopriva quella che pochi giorni prima sembrava un rottame.
Sinceramente non sapremo mai se siamo stati più bravi noi col nostro operato a restaurare un così bell’oggetto o se in fondo la vetrinetta conserva davvero un’anima romantica, che non vuole mollare, che ha bisogno ancora d’amore, di servire tazze da tè e custodire nuovi e vecchi segreti, per svelarli infine solo a chi sa veramente ascoltare.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!

Anti-tarlo su coro antico ad Alife

Anti-tarlo su coro antico ad Alife
Imballo

Intervento di anti-tarlo per imbibizione

Ci troviamo ad Alife, per una disinfestazione in una delle chiese più belle della provincia di Caserta.
I lavori impegnativi sono le sfide meglio accettate dalla Bottega Cappiello, specie sull’anti-tarlo per mobili antichi.
L’anti-tarlo proposto dalla Bottega Cappiello è un mix di esperienza e chimica, una miscela esplosiva risolve il male per una durata considerevole.
Il coro si presenta maestoso e di manifattura importante, viene usato costantemente per le funzioni ecclesiastiche quindi l’anti-tarlo deve essere efficace ed efficiente, per questo abbiamo usato la tecnica ad imbibizione.
Nella fase di manutenzione del coro, ci siamo imbattuti in non poche sorprese, di sicuro la più curiosa è stata quella di trovare numerose gomme da masticare, tanto da ricavarne 290 grammi di rifiuti!

Gomme da masticare stagionate

Il coro è stato attentamente ripulito dalla polvere e dalle gomme da masticare.
L’anti-tarlo ha completamente fatto effetto e questo garantirà almeno 10 anni di protezione da attacchi di insetti xilofagi.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!

Portoncino 1960

Portoncino 1960

Restauro funzionale ed estetico di Portoncino con formicaio

Mi trovo nei pressi di una semplice ma bellissima casa colonica nella provincia di Benevento e sono pronto a risolvere l’enigma del portoncino col formicaio… ma andiamo per ordine.
L’immobile e spazioso e luminoso, quanto basta per farmi intravedere un gradevole portoncino in PVC ma che sembrava avesse sostituito uno ben più importante che vi era in precedenza.
Il proprietario conferma il mio colpo d’occhio in quanto mi ha chiamato proprio per risolvere questa situazione.
Stanco del suo malfunzionamento ma soprattutto della presenza costante di formiche, aveva deciso di smontare il portoncino in legno douglas degli anni 60 per sostituirlo con uno in PVC più funzionale e pulito.
Restava il fatto che erano molto affezionati al vecchio portoncino ed è per questo motivo che hanno chiesto il mio supporto tecnico.

I proprietari pensavano che fosse un lavoro troppo banale per una bottega di restauro, ma io non ero d’accordo e non mi sbagliavo neanche in quest’occasione, infatti come vedremo tra poco, questo portoncino conteneva al suo interno una grande e complicata sorpresa!

Carico allora il portone nel mio furgone e si parte spediti per una nuova avventura nella mia Bottega a Piedimonte Matese.

Le formiche in tre specie diverse avevano trovato un ottimo ricovero all’interno del portone costruendoci un grande formicaio di notevoli dimensioni. A dir il vero sia io che mio padre “mastro Gigino” non ci eravamo mai ritrovati al cospetto di una realtà di questa portata.
Dinanzi ad una sorpresa del genere partiamo subito con una igienizzazione radicale seguita da trattamento anti-tarlo.

La parte bassa dell ‘infisso era totalmente compromessa e già in passato un tentativo di restauro non aveva risolto la situazione. In realtà entrambe le fasce basse orizzontali, non erano più recuperabili insieme ai due pannelli posteriori.

L’intervento di falegnameria è stato più rognoso ed impegnativo rispetto alle fasi successive come la sverniciatura, stuccatura e verniciatura a smalto. Di solito smaltare il legno è una cosa che non gradisco, difficilmente faccio e raramente propongo, ma mai come in questo caso sono soddisfatto dell’eccezione, in quanto il portoncino nel pieno delle sue funzionalità si integra armonicamente con gli altri infissi e nell’insieme del casolare.

Fasi tecniche del restauro:

  • Allestimento del cantiere;
  • Montaggio portone provvisorio:
  • Igienizzazione radicale con prodotti specifici;
  • Trattamento anti-tarlo;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Intervento Strutturale: catalogazione e smontaggio dei pannelli, rifacimento di tutte le parti logorate nello specifico le due fasce basse e l’integrazione dello spipide;
  • Montaggio: tutti gli elementi risanati singolarmente sono stai ricollocati nelle loro sede original;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: in sei cicli con impregnante specifico per legno;
  • Ripristino della ferramenta: tutti gli elementi in ferro scrostati, puliti e protetti;
  • Rimontaggio del portone.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!

Mobile Radio ‘900

Mobile Radio ‘900

Restauro Mobile Radio ‘900

Storia di un restauro

Riuscite a ricordare tutti il tempo in cui la radio, nei primi del ‘900, aveva un solo canale e trasmetteva il notiziario, la meteo e qualche rilassante brano di musica classica?
Il ruolo sociale e culturale che svolgevano le radio era importantissimo. Primo mezzo d’informazione di massa, poneva le basi per un futuro tecnlogicamente connesso e condiviso.
Purtroppo la classe abbiente che poteva permettersi una radio non era così vasta, quindi non essendo presenti in tutte le abitazioni, la sera nell’ora del notiziario, non solo la famiglia soleva ascoltare in silenzio, ma ci si radunava anche con qualche buon vicino, al fine di condividere il più possibile gli avvenimenti importanti del quotidiano.

Questo per me è stato un restauro che mi ha segnato tantissimo, già dallo smontaggio, si avvertivano tutte le realtà che aveva vissuto questo nobile marchingegno. La lentezza delle parti che lo costituiscono e la precisione della sua costruzione è un continuo portarmi indietro con i ricordi, di quando le cose scorrevano lente che erano poche ed anche ingombranti, ma avevano tutte il loro valore.

Condizioni

La radio mi è stata presentata in condizioni davvero tristi, aggravate da un rozzo ed approssimativo tentativo di restauro che aveva mortificato l’oggetto. Non ho potuto far altro che portarlo in bottega a Piedimonte Matese e dar man forte ad un restauro che si apprestava a donare vita ad un oggetto che era stato per troppo tempo dimenticato in soffitta.

Solo un’attenta analisi, mi ha permesso di individuare delle priorità e quindi mi sono rimboccato, le maniche ed ho iniziato con un’igienizzazione a tappeto a seguire un trattamento anti-tarlo in vari cicli.

La parte più delicata è stato il ripristino strutturale che ha richiesto tempo e competenze.

La lucidatura ha ricompensato tutto il lavoro svolto, mettendo in risalto la ormai solida struttura con le splendide venature della noce nazionale.

La gioia e la soddisfazione della committenza sprizzava da tutti i pori e mi hanno colmato di complimenti, per aver egregiamente recuperato un ricordo, un cimelio importantissimo della loro antica famiglia.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!