Scopriamo il tarlo del legno

Scopriamo il tarlo del legno
Tarli e danni

La Bottega Cappiello da 30 anni si occupa di come trattare questo fastidioso abitante del legno: il Tarlo.
Ci occupiamo con la massima professionalità di trattare i mobili antichi con dei prodotti antitarlo e un metodo efficientissimo denominato: antitarlo per imbibizione.
Ma addentriamoci meglio nell’argomento e conosciamo di più il nostro tarlo del legno.

Come riconoscere il tarlo del legno?

Tarlo comune

Quella sopra è la foto di una tarlo del legno comune.
La sua conformazione è indistinguibile, si denota la forma cilindrica, il suo colore che va dal nero a striature marroncine chiaro. Caratteristica principale la sua testa, che sembra un cappuccio da frate. Scavano il legno in buchetti di 1-3 millimetri, quanto basta per ricavarsi una tana e completare la metamorfosi. All’interno del nostro mobile loro creano dei veri e propri tunnel che compromettono dall’interno la solidità del mobile.

Continua la lettura e guarda la spaventosità dell’interno di un mobile tarlato ->

I Soliti Ignoti: la Rai chiama il restauratore del Matese

Ingresso al Teatro delle Vittorie
Foto: Liberato Giardiello

L’arte del restauro del Matese in Rai grazie a: Raffaele Cappiello.

Era una giornata piovosa di Novembre, una di quelle lente e monotone, quando ricevo una e-mail dalla redazione Rai che mi invitava a partecipare alla trasmissione I Soliti Ignoti.
Sembrava uno scherzo architettato da un bontempone, i soliti amici che ti animano le giornate con la messa in pratica di idee strampalate.
Invece no, una volta tornato a casa, ricevo una telefonata da Federico, redattore del programma, con l’invito ufficiale a partecipare alla trasmissione.
Selezionato come: “eccellenza artigianale italiana“, per il mio carattere modesto e la mia umile ma nobile arte di restauratore, è stata una gratificazione sopra ogni complimento quotidiano, che ogni tanto, diciamolo, rimette i nostri sentimenti al giusto posto.
Ed è proprio quello che ho cercato di trasmettere nel breve messaggio mediatico andato in onda, più che incentrare l’attenzione sulla mia persona, ho dato la sacrale importanza al restauro, di quanto sia un lavoro importante, della passione che serve per svolgerlo e della meticolosa e paziente maestria necessaria.

Davanti al Teatro

Inizia il viaggio verso la redazione de i soliti ignoti

Il mio viaggio verso la capitale ha inizio con un treno Frecciarossa diretto a Roma Termini, dove, puntuale come un orologio svizzero, un’autista della Rai mi aspettava per condurmi allo storico Teatro delle Vittorie.
L’impatto emotivo all’entrata del Teatro delle Vittorie è stato notevole.
Mi ha fatto rivivere in un passo tutte le emozioni degli ambienti che di solito sono abituato a vivere attraverso il televisore di casa. Ambienti vissuti da teatranti e attori della televisione che hanno fatto la storia del cinema e dell’intrattenimento.
Da questa prospettiva però è tutto più vicino, frenetico, vivo. Un brulicare fugace di passi che compiono azioni mirate, nei camerini, fuori i camerini, il passaggio di compiti tra i truccatori e i customisti, tutto un ricamo articolato di operazioni che rende la messa in onda della trasmissione un’opera d’arte irripetibile. Proprio come il restauro. Proprio come l’Arte in generale.
A volte la vita è bizzarra, sceglie le persone in maniera casuale e le mette al centro dell’attenzione senza conoscere la loro preparazione ad andare in scena da protagonisti: è così che mi sento.
In apnea tra un respiro e un altro, mi faccio coraggio, solco il palco da principiante.
Assegnato il mio ruolo mi attengo alla scena, parte la sigla e l’emozione è fortissima, ma un senso di calma pervade la mia persona.
Mi rendo conto che in fondo non siamo che attori tutti i giorni, la scena si ripete ogni volta ogni mattina, in fin dei conti il pubblico mi accoglie ogni giorno e mi balzano in mente tutti i familiari, gli amici, le persone a me care, che quando intercettano il mio sguardo ritrovano la voglia di sorridere ed è quello che ci rende eroi.
Posso smettere di agitarmi, sono molto di più che un principiante!

I soliti ignoti

La trasmissione ha inizio e così le mie conclusioni su questa incredibile esperienza

Il presentatore, un professionista della TV molto acclamato, non pecca di una virgola.
La concentrazione che lo staff impiega sulla scena è massima.
La loro tensione intercetta tutti noi partecipanti, che come loro, non possiamo che suonare le corde dello stesso violino, in tensione, come un’orchestra di archi operiamo nella stessa direzione, in armonia.
Il resto lo potrete vedere nella trasmissione, ormai registrata negli annali della Rai alla voce i soliti ignoti.
Io torno a casa.
Dopo una giornata d’intense emozioni, con l’unicità che mi contraddistingue di essere stato in diretta nazionale, me ne torno soddisfatto.
Un altro tassello nel bagaglio delle esperienze è stato messo. Mai avrei pensato che un artigiano del Matese, umile come me, potesse trascorrere un’esperienza unica e singolare come questa. Auguro a tutti voi di vivere più esperienze possibili, perchè solo da dietro le quinte si capiscono realmente le cose.

Il palazzo da dentro

Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Una cassa logorata dal tempo e dall’acaro del tarlo riportata abilmente a nuova vita.

Bottega Cappiello combatte ancora contro l’acaro del tarlo, ma prima introduciamo questo mobile e la sua storia.
Il carretto tirato dai cavalli, i nuovi sposi e una casa dove aleggiava solo una forte eco. Spazi tutti da arredare e scene giovani che vedono la sposa spalancare la porta di casa e amici e parenti portare dentro il primo mobile: la cassa.
La cassa, cassapanca o casssone, era il mobile centrale per una coppia, perchè conteneva gli effetti familiari e il corredo!

Una cassapanca veramente ridotta male, ma Bottega Cappiello, su richiesta, fa anche i miracoli

Gli interventi strutturali sono stati molteplici e veramente difficili da operare. Non solo il mobile faceva notare i suoi anni e gli acciacchi per colpa dell’acaro del tarlo ma c’è stato da lottare contro interventi strutturali compiuti in precedenza.
Mi rattrista quando, una cassa di un valore affettivo ed anche economico come questa, viene maltrattata da restauratori azzardati…
Durante il restauro oltre ai cattivi restauri passati, ho notato anche un opera feroce dei tarli sul mobile.
Ricordate quello che ci siamo detti nell’articolo sui tarli, come riconoscerli e come combatterli, nel caso ve lo foste perso: articolo.
Nonostante tutti questi interventi la cassa è tornata splendente a nuova vita, in basso troviamo tutte le foto.

Restauro vetrinetta in legno ‘900

Restauro vetrinetta in legno ‘900

Un restauro che ha molto da raccontare

La storia di una vetrinetta in legno del ‘900 probabilmente non interesserà nessuno, ma in Bottega Cappiello sappiamo che ogni vecchio mobile ha una storia da raccontare e dobbiamo dare il giusto peso anche a questo vecchio pezzo che tante ne ha passate.
Spesso ai giorni nostri viene più facile ignorare le storie del passato e attraversare le cose come fantasmi, eterei, intangibili, quasi come per proteggere un nostro equilibrio psicofisico, ma se non avessimo questa sensibilità probabilmente niente più avrebbe senso e sono sicuro nessuno vorrebbe abbandonare l’idea romantica di prendere due graziose tazze di porcellana da una vetrinetta del ‘900, per versare una bevanda calda per due e sognare di storie passate o mai avvenute.

Un pezzo d’antiquariato

Anni addietro questo mobile sostava da solo in un negozietto d’antiquariato.
Sicuramente apparteneva ad una famiglia umile ma si notava che era stato amato profondamente e custodiva gelosamente, tra quelle poche assi di legno, dei segreti autentici, parole sussurrate, era duro come un whiskey e morbido di marmellate.
Da quando fu acquistato non riuscì mai ad essere utilizzato in pieno, in quanto erano presenti molti impedimenti strutturali.

C’è bisogno del tocco del maestro del legno

Arrivato in bottega l’intervento non sembrava affatto facile, andava restituita la solidità a questa vetrinetta e sopratutto una nuova veste.
Così ci mettemmo al lavoro.
Sbracciate le maniche, io e miei collaboratori, notammo da subito quanto avesse ancora da dire questa piccola vetrinetta.
Dopo l’intervento strutturale, una laccatura bianca ricopriva quella che pochi giorni prima sembrava un rottame.
Sinceramente non sapremo mai se siamo stati più bravi noi col nostro operato a restaurare un così bell’oggetto o se in fondo la vetrinetta conserva davvero un’anima romantica, che non vuole mollare, che ha bisogno ancora d’amore, di servire tazze da tè e custodire nuovi e vecchi segreti, per svelarli infine solo a chi sa veramente ascoltare.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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Mobile Radio ‘900

Mobile Radio ‘900

Restauro Mobile Radio ‘900

Storia di un restauro

Riuscite a ricordare tutti il tempo in cui la radio, nei primi del ‘900, aveva un solo canale e trasmetteva il notiziario, la meteo e qualche rilassante brano di musica classica?
Il ruolo sociale e culturale che svolgevano le radio era importantissimo. Primo mezzo d’informazione di massa, poneva le basi per un futuro tecnlogicamente connesso e condiviso.
Purtroppo la classe abbiente che poteva permettersi una radio non era così vasta, quindi non essendo presenti in tutte le abitazioni, la sera nell’ora del notiziario, non solo la famiglia soleva ascoltare in silenzio, ma ci si radunava anche con qualche buon vicino, al fine di condividere il più possibile gli avvenimenti importanti del quotidiano.

Questo per me è stato un restauro che mi ha segnato tantissimo, già dallo smontaggio, si avvertivano tutte le realtà che aveva vissuto questo nobile marchingegno. La lentezza delle parti che lo costituiscono e la precisione della sua costruzione è un continuo portarmi indietro con i ricordi, di quando le cose scorrevano lente che erano poche ed anche ingombranti, ma avevano tutte il loro valore.

Condizioni

La radio mi è stata presentata in condizioni davvero tristi, aggravate da un rozzo ed approssimativo tentativo di restauro che aveva mortificato l’oggetto. Non ho potuto far altro che portarlo in bottega a Piedimonte Matese e dar man forte ad un restauro che si apprestava a donare vita ad un oggetto che era stato per troppo tempo dimenticato in soffitta.

Solo un’attenta analisi, mi ha permesso di individuare delle priorità e quindi mi sono rimboccato, le maniche ed ho iniziato con un’igienizzazione a tappeto a seguire un trattamento anti-tarlo in vari cicli.

La parte più delicata è stato il ripristino strutturale che ha richiesto tempo e competenze.

La lucidatura ha ricompensato tutto il lavoro svolto, mettendo in risalto la ormai solida struttura con le splendide venature della noce nazionale.

La gioia e la soddisfazione della committenza sprizzava da tutti i pori e mi hanno colmato di complimenti, per aver egregiamente recuperato un ricordo, un cimelio importantissimo della loro antica famiglia.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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Toilette mobile dell’800

Toilette mobile dell’800

Restauro Conservativo Toilette ‘800 in noce

Oggi Bottega Cappiello si trova a Roma.
L’arte del restauro del Matese deve fare i conti con una toilette proveniente da una famiglia nobile di Roma, con radice napoletane, è di ottima fattura ebanistica.

Realizzata nell’ 800 in pioppo ed egregiamente lastronata con ottimo legno di noce nazionale, presenta intagli particolari e molto pregiati.
Le condizioni di conservazione erano veramente molto critiche, ma un attento e scrupoloso lavoro di restauro mi ha permesso di riportare la toilette agli originali splendori, sia sul piano estetico che strutturale.

“Per i proprietari rivedere questa toilette recuperata è stato come ricomporre tasselli del passato delle loro vite”.

La toilette presentava molte parti mancanti per questo c’è stato bisogno di un massiccio intervento di falegnameria, per risanare la struttura portante, fatta in pioppo e per lastronare le aree sconnesse.

La delicata ed efficace sverniciatura ha compensato la nostra fatica  nell’immediato, riportando alla luce un legno sicuramente sofferente ma capace ancora di emozionare per la sua ricca bellezza ed i segni evidenti di tutto il suo vissuto.

Per finire la paziente lucidatura a gommalacca con alcool e pomice ha esaltato le venature della noce nazionale, conferendo anche un’effetto di morbidezza al legno che solo questo tipo di antica lucidatura riesce a dare.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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