Pulpito ‘700 Aquila

Pulpito ‘700 chiesa S. M. Assunta in Paganica (AQ): catalogazione e smontaggio

 

Storia dell’intervento del pulpito ‘700 in noce.

Dopo l’avvento catastrofico e distruttivo del terremoto a L’Aquila nel 2009, molte strutture, crollando, hanno danneggiato parte del patrimonio artistico che conservavano all’interno, tutte opere che oggi necessitano di un forte intervento di restauro.
A distanza di anni dal terremoto, ricevo una chiamata per un incarico di catalogazione all’interno di una di queste favolose chiese, precisamente S. M. Assunta in Paganica.
Poter operare in un territorio pieno d’arte come L’Aquila, in più avere tra le mani pezzi importantissimi ed unici per la storia d’Italia, inorgogliva me e i miei collaboratori.

Una volta arrivati a L’Aquila, scoprimmo un cantiere immenso, tutt’attorno era distrutto, ammassato o in costruzione.
Finalmente dalla strada intravediamo la chiesa, vi entrammo e dentro vi erano custoditi ancora molti componenti di arredo sacro pronti ad essere trasferiti in luoghi più sicuri, tra i tanti un pulpito, praticamente l’oggetto dell’ intervento.

“Si presentava di ottima qualità ebanistica con uno spiccato valore storico ed antiquariale. E’ realizzato interamente in legno di noce nazionale con le parti strutturali in robusto pioppo.”

Dal primo esame emerse che l’oggetto versava in condizioni di abbandono elevate e le stesse condizione igieniche lo confermavano.
La tenuta ed il fissaggio del pulpito alla parete era molto precario, segno evidente di un lungo abbandono, senza alcuna manutenzione specifica negli anni. Le condizioni del pulpito sono aggravate e compromesse anche dalla massiccia presenza di insetti xilofagi.

Prima di procedere alla fase di smontaggio, abbiamo realizzato delle fotografie del pulpito, contrassegnando le varie parti con delle “chiamate” su carta adesiva oppure con la classica segnatura in punti sicuramente non a vista mediante sgorbie o scalpelli.
I diversi elementi che compongono l’intera struttura, come accadeva all’epoca, sono tenuti da colla animale e chiodi forgiati a mano

il “cappello” che è stato assemblato in loco e che nello smontaggio ha richiesto molta energia per evitare il minimo danno.

Quindi dopo una buona pulizia, abbiamo catalogato le varie cornici ed il tavolame stesso che compone il cappello”.

Quando consegnammo tutto il materiale catalogato, era ormai notte fonda e ci rimettemmo in cammino verso casa, chiudendo il capitolo di un libro che speriamo resti aperto, in quanto L’Aquila è uno scrigno di segreti e arte al cielo aperto, e aver un contatto vivo con la storia, è sempre fonte di ricchezza interiore.

 

Fasi e tecniche dell’intervento:

  • Igienizzazione:  abbiamo utilizzato prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Studio del manufatto: individuazione delle tecniche costruttive e piano operativo
  • Rilievo fotografico
  • Catalogazione: utilizzando dei segni convenzionali
  • Smontaggio: accurato e scrupoloso
  • Stoccaggio

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.