Antico Confessionale matesino dell’800

Restauro Confessionale ‘800 del Matese

Storia del restauro del confessionale ‘800

Di tanto in tanto capita dover effettuare restauri particolari come quello di un antico confessionale.
Costruito nell’800 da artigiani locali del Matese, questo confessionale era costituito da legni diversi, tra i quali annovero pioppo, ciliegio noce ed abete.
Purtroppo 200 anni non sono pochi e questo confessionale a prima vista presentava delle condizioni conservative non proprio ottimali.
La base in particolare era la più compromessa, sarà stata complice l’umidità di alcune chiese, di certo aveva bisogno di una gran bella sistemata!

Il piede è il punto più importante del corpo, Alberto Savinio scriveva nel ’49: “E’ nei piedi la nostra coscienza”.
(Elisabetta Sgarbi)

Un confessionale in fondo è pieno di segreti, lo scopri quando vedi il legno deformato dalle ginocchia o la grata che permette l’intimità consumata dalle parole.
Questo spiega la magia del mio lavoro, un’inesauribile fonte di scoperta e ricerca nel passato.

Una seconda fase del restauro attendeva il mio copioso impegno.

Le porticine interne al confessionale, avevano un lamierino in ferro, molto approssimativo, che svalutava questa graziosa opera. L’ho sostituito con una deliziosa grata in legno incastrata interamente a mano.

Dopo un risanamento strutturale e una buona dose di vernice svecchiante, finalmente il confessionale torna a risplendere di luce nuova, quasi come a togliersi di dosso tutti i peccati che riecheggiavano nei secoli nel suo guscio di legno.

 

Fasi tecniche del restauro:

  • Sverniciatura: svolta in tre tempi, termica, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.