Tarlo: come ucciderlo? vediamo un buon trattamento

Tarlo: come ucciderlo? vediamo un buon trattamento
Antitarlo

Un trattamento antitarlo è un’operazione lunga, a volte ci vuole anche un mese per poter essere sicuri che il trattamento sia stato effettuato in maniera meticolosa e che sia riuscito ad uccidere il tarlo.
Il Tarlo è un animaletto che scava in profondità nel legno e come abbiamo visto nell’articolo precedente, crea un’articolata tessitura di cunicoli, quindi dobbiamo essere sicuri di raggiungere, con la nostra soluzione antitarlo, ogni cunicolo.

Posso fare un trattamento senza chiamare un esperto?

Ci sono molti modi fai-da-te per trattare un mobile con l’antitarlo, ma noi, dopo anni di consolidata esperienza, consigliamo sempre di contattare un professionista in quanto, il più delle volte, ci si ritrova a dover sostituire anche parti del mobile in quanto rosicchiate troppo a fondo.
L’operazione prediletta che Bottega Cappiello propone come soluzione antitarlo è quella per imbibizione, garantita per 2 anni e che finora ci ha dato numerose soddisfazioni.
Per altre domande più specifiche siamo disponibili a rispondervi sui nostri canali social o per e-mail.

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Credenza dell’800 dal fienile al salone, il salto è breve

Una bellissima credenza dell’800 da restaurare entra in bottega

Oggi mi trovo di fronte ad una vecchia credenza dell’800, realizzata in legno di pioppo e qualche elemento in abete. Per moltissimi anni è stata depositata, quasi abbandonata in un fienile.
Il cliente, una persona molto legata ai valori antichi della famiglia e con uno spiccato senso del bello, capisce immediatamente di fronte a cosa si trovava quando ha rivisto la credenza.
Il suo valore funzionale e la bellezza di questo mobile andavano sicuramente ripristinati!

Il restauro si attiene a quelle che erano le disposizioni originali

Il bianco era il colore che gli era stato dato al momento della costruzione originaria del mobile. Così lo faremo tornare, anche perchè il bianco dona luce e il colore si colloca in maniera elegante e decisa nell’angolo che lo accoglierà.
Questo lavoro di restauro è stato decisamente faticoso, ma ne è valsa la pena.

Il recupero e le finiture degli interni

Le parti nascoste dalla visuale esterna e globale del mobile non sono meno belle.
Gli interni sono solidi e di un colore caldo, che ben si sposa con l’ambiente circostante.
L’armonia dei colori e dei legni usati per questa credenza sono fantastici, rispecchiano in pieno quello che era un periodo storico pieno di motivazioni forti, in cui si guardava fieri al futuro.
Pensarlo nel fienile, ora che è diventato di nuovo un signor mobile e se ne sta bello piazzato in un salotto, mi crea tachicardia.
Bentornato tra i mobili vivi!

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura delicata: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo con effetto “camera a gas”;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con vernice bianca ad acqua, cere naturali, gommalacca ed alcool;
  • Rimontaggio del mobile;
  • Consegna a domicilio con relativo posizionamento

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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Restauro legno: un pezzo di cornice mancante

Restauro legno: un pezzo di cornice mancante

Quando nella professione di artigiano del restauro del legno si ha a che fare con mobili antichi, ci si può imbattere in elementi mancanti che sono andati perduti o letteralmente distrutti.
Quindi bisogna fare un lavoro certosino di immaginazione e progettazione del pezzo mancante e infine di ricostruzione e riposizionamento.
Osservando precisamente gli elementi ancora presenti oppure esaminando le tracce del mobile in maniera specifica e globale, si fa un meticoloso studio per poi riuscire a realizzare un’attenta copia idonea all’integrazione.

Un antico detto dei maestri ebanisti recitava così:

cento misure ed un solo taglio

Attenersi agli antichi detti a volte non è per nulla errato. Proprio per questo ho fatto degli schizzi che mi hanno portato a realizzare una sagoma in scala 1:1 in cartoncino, riportandola poi pari pari sul legno della stessa essenza dell’originale. Quindi cento misure e un unico taglio!

Sagomatura del legno, finitura e ricollocamento

Dopo aver effettuato la sagomatura della cornice con la sega a nastro, servendomi della morsa ho iniziato a ritrovare le giuste curve e spessore utilizzando principalmente una raspa a tondino media.

Finalmente il quarto di cornice inizia a prendere forma, certo non è ancora rifinito, ma presto sarà completato per mia gioia e soddisfazione!

La fase successiva consiste nell’affinare il legno con della carta vetrata, dargli la giusta linea e far combaciare perfettamente il pezzo mancante con il resto della costruzione.
Uso la colla animale per il fissaggio reversibile e dopo l’integrazione cromatica, unita alla verniciatura a gommalacca, termino l’opera.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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Restauro macchina per cucire

Restauro macchina per cucire

In tempi meno sereni di questi attuali, era vivo il bisogno di riparare gli oggetti che davano valore alla nostra esistenza, il restauro di questa macchina per cucire mi ha dato molto da pensare.
Di certo oggi non possiamo applicare questo concetto alla microelettronica che ci circonda, pochi sarebbero in grado di riparare oggetti simili, ma il mondo non gira tutto intorno alla dimensione dei chip.
Ecco che ci troviamo di fronte a mobili oppure oggetti antichi che ancora molto hanno da vivere, ma sopratutto che una volta restaurati, rendono omaggio alla vita e servono la nostra con ancora molta efficienza.
Anche secondo una motivazione etica, recuperare qualcosa che funziona, è sintomo di intelligenza, rispetto nei confronti del pianeta e pezzi importanti come questa macchina per cucire ci riportano indietro nel tempo non solo per gli affetti o una valutazione del mondo verticale anche orizzontale.

Perchè ostinarsi a recuperare mobili antichi


Questi mobili a volte nascondono delle caratteristiche tencniche di costruzione che non hanno valore.
Dalla ricerca effettuata su questi oggetti storici oggi noi usufruiamo di soluzioni molto più complesse e funzionali, non dimenticarle è fonte di ricchezza.
La storia di un popolo passa attraverso ogni soluzione che ha applicato per vivere al meglio la sua epoca. Una macchina er cucire, un armadio, un cassettone, una cassapanca, un vecchio cassone per traslochi, tutti raccontano la storia dei nostri avi e tutte queste cose ci insegnano come si viveva e nella necessità come adottare soluzioni più che dignitose.


Ora osservate il mio restauro su questa vecchia macchina per cucire e ditemi poi se ne valeva la pena recuperarla.

Prima
Dopo
Prima
Dopo
Prima
Dopo

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Smontaggio di tutta la struttura in ferro:
  • Sverniciatura delicata: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo con effetto “camera a gas”;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;
  • Trattamento di tutti gli elementi in ferro
  • Rimontaggio del mobile;
  • Consegna a domicilio con relativo posizionamento

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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I danni della muffa sul legno: focus su uno specchio

I danni della muffa sul legno: focus su uno specchio
Specchio prima del restauro

Oggi mostriamo i danni che può produrre la muffa sul legno, senza che nel corso degli anni, ci si dimentichi di prendere rimedi, anche solo naturali, contro la muffa.
Oggi in bottega mi capita questa targa-specchio, purtroppo caduta e rotta ad un angolo, proprio a causa della muffa.

L’umidità è un vero nemico del legno

Incastro sconnesso

Gli incastri dell’antica struttura lignea erano stati fissati con colla animale, un metodo largamente usato in passato che si è sempre dimostrato molto affidabile ma teme ampiamente l’umidità che ne fa perdere il potere collante .
Al nostro specchio è capitato proprio questo, l’umidità costante ha compromesso tutti gli incastri facendo rovinosamente cadere a terra lo specchio.
Sarebbe potuta andare diversamente se il legno che fungeva da architettura portante allo specchio, fosse stato trattato in maniera adeguata per prevenire la formazione di muffe.

Il lato nascosto degli specchi di un tempo

Retro dell’antico specchio

Abbiamo affrontato il discorso di come prevenire e come combattere la qui.
Gli specchi di un tempo erano particolarmente delicati, in quanto costruiti da una parte posteriore composta da un amalgama di stagno e mercurio, veniva chiamato argento vivo anche per via dell’effetto che conferiva al retro degli specchi di color argento con una grana più o meno evidente.
Da restauratore il mio consiglio è quello di controllare almeno 4 volte l’anno tutti i vostri oggetti in legno e se presentano muffa, basta chiamare il numero a piè pagina per chiedere consigli o supporto.

Fasi tecniche del restauro:

  • Smontaggi dello specchio dalla struttura lignea
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Sverniciatura delicata: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo con effetto “camera a gas”;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi, integrazione dei mancanti ed inserimento di impiallacciatura per rinforzare ogni singolo incastro;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;
  • Rimontaggio dello specchio con rifacimento della parte mancante;
  • Consegna a domicilio con relativo montaggio a parete.

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Coronavirus in Campania: ecco il pannello anticontagio

Coronavirus in Campania: ecco il pannello anticontagio

Oggi siamo stati interpellati per un intervento urgentissimo in una farmacia che si è protetta dal coronavirus in Campania.
La richiesta è stata quella di costruire un pannello che limitasse al minimo il contatto tra il farmacista che è al banco e l’utenza.
Il pannello si presenta in una lastra di plexiglass tagliata su misura con due piedi che la tengono in posizione verticale.
I piedi sono costruiti in modo tale da non discostrare troppo dall’architettura delle farmacie, che specie in Campania, si adagiano su un ambiente prevalentemente di legno e in stile antico.

Come difedersi dal Coronavirus

Questo pannello ovviamente non è la panacea né purtroppo il vaccino contro il coronavirus.
Ci troviamo di fronte a una soluzione che limita il contatto, tenendo a dovuta distanza farmacista e paziente.
Di questi tempi in molti hanno apprezzato questa soluzione nei loro banchi dai tabacchini alle farmacie, sia perchè non ingombra e anche perchè è può essere rimosso facilmente
Tutti però siamo coscienti del fatto che dopo questa pandemia in Italia le cose non resteranno più le stesse.
Tutti vedremo le cose in modo diverso e ci si auspica che avremo molta più cura di noi stessi e dei luoghi che visitiamo spesso anche con l’attuazione di misure di sicurezza come questo pannello.
Quindi questo pannello è una misura che non andrà via con questo virus, anzi si rivelerà magicamente un avanguardia dei tempi che verranno.

Bottega Cappiello e il coronavirus in Campania

La bottega, non esente dai disagi di questa situazione è vicina ad ogni commerciante che soccombe data l’eccezionale emergenza, mette a disposizione tutta la sua conoscenza ingegneristica e artigianale per ogni idea che sia possibile realizzare e che serva a contrastare il coronavirus. Se avete idee, chiamate il numero sul nostro sito web, saremo lieti di aiutarvi nelle nostre possiblità.

Restauro di un Scarabattolo antico

Restauro di un Scarabattolo antico

Il significato dello scarabattolo

L’importanza del mio lavoro, non è solo restaurare o portare in vita vecchi cimeli. Il restauratore deve soprattutto cogliere il significato degli oggetti che hanno tra le mani e restaurarli affinchè quel messaggi non cambi e resti vivo per altri secoli.
Il termine scarabattolo indica uno stipo o una teca, in legno e cristalli, che chiude e protegge una sola scultura oppure un gruppo scultoreo sacro.
Veniva usato molto nelle sacrestie, nei conventi o in alcune case per conservare cimeli importanti senza privarne la vista.
Si distingue dalla teca a vista perchè è un vero e proprio mobile, a volte intagliato e decorato, con un fondo in legno e tre parti in vetro, di cui quella opposta al legno è apribile.
L’importanza che ha questo oggetto è talmente alta nella nostra storia che a Napoli troviamo addirittura lo scarabattolo nel presepe napoletano.

Questo scarabattolo antico era originale in tutte le sue parti.

Sempre più raro operare su oggetti antichi come questo, ma sopratutto senza che nel tempo altre mani abbiano snaturato le sue parti strutturali. Questo scarabattolo ha ancora i vetri originali, me ne accorgo dal fatto che conservano le bolle al loro interno, segno che i vetri a differenza di oggi venivano stesi a mano, a volte incorporando bolle d’aria. Questo è un chiaro esempio di come un errore umano, col passare del tempo, diventa valore aggiunto ad un’opera che ne ha già molto.

Lo scarabattolo antico era mal funzionante, quindi necessitava di un intervento strutturale.
L’operazione ha richiesto svariati giorni, perchè visto quanto fosse raro un oggetto del genere, ho studiato per bene il pezzo e ho effettuato il restauro con la massima meticolosità.
Nelle foto della gallery del lavoro è chiaro quanto per me sia stato un onore posare le mie mani su un oggetto del genere!

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura delicata: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo con effetto “camera a gas”;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;
  • Rimontaggio del mobile;
  • Consegna a domicilio con relativo posizionamento

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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Restauro di un tavolo in legno dell’800

Restauro di un tavolo in legno dell’800

Un magnifico restauro di un tavolo in legno dell’800

Ormai sempre più spesso, la mia bottega diventa dimora temporanea di alcuni oggetti d’antiquariato niente male, prova ne è questo bel tavolo dell’800.
L’amore verso questo bel tavolo è scattato fin da subito.
Le sue venature di rosso mogano mi facevano pensare all’utilizzo per cui era stato costruito: godersi un momento di pace, davanti un bell’infuso di erbe provenienti dalle profondità dell’India o magari apprezzare un caldo momento di relax dopo una giornata di fatica e lasciar fluire i pensieri su una comoda sedia a dondolo.
Purtroppo aveva bisogno di un buon restauro. Il tempo, la poca cura e un pessimo collante usato per la sua impiallacciatura, aveva tolto la poesia che invece possedeva già di suo.

Restaurare il legno è sempre pratica d’amore

Nonostante i miei pensieri mi portavano a momenti più eleganti e spensierati, arriva sempre il momento in cui devo sfoderare l’audacia e i calli del mio mestiere per rendere di nuovo praticabile un oggetto all’utilizzo per il quale è stato ideato.
Così inizio l’opera del restauro del tavolo in legno di mogano dell’800. Inizio con l’igienizzazione e scopro tutte le malefatte che il tempo e mani poco esperte hanno fatto a questo prezioso cimelio.
Risanando la sua struttura principale, capisco che a renderlo ancora più debole c’è stata anche l’opera dei tarli. Quindi è stato necessario anche un approfondito trattamento anti tarlo. Infine l’ho stuccato e verniciato con prodotti naturali che permettono al legno di nutrirsi e continuare a vivere nel più decoroso dei modi possibili.
Ciao bel tavolino di legno!

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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Restauro di un manichino da sartoria dell’800

Restauro di un manichino da sartoria dell’800

Due forme di artigianato che si incontrano: restauro del legno e sartoria.

Quest’oggi mi adopero al restauro del legno antico di un manichino dell’800.
La storia ci ricorda che i primi manichini (di fattezze simili a quelli che vediamo adesso), di cui abbiamo notizie in Europa, risalgono alla fine del 1300. Spesso fatti con un cuore di legno su cui vi era installata anche la base di appoggio e rivestiti di tessuto.
Senza testa, ne arti, servivano a dar forma alle vesti.
Vi erano altre forme di manichini, ma questo sembra proprio uno di quelli usati per la sartoria.

Il restauro è affascinante ed insolito

La bellezza del mio mestiere è proprio questa, io restauro legno antico per ritrovarmi tra le mani cimeli che hanno attraversato continenti, sono sopravvissuti alle guerre mondiali, e raccontano storie. Storie di altri tempi, oggetti che mi trasmettono il sudore dell’evoluzione dei mestieri, delle usanze antiche e proprio per questo molte volte ancora insegnano.
Questo manichino da sartoria sembra abbia lavorato moltissimo, viste le condizioni in cui è giunto nel laboratorio, ma questo non mi ha particolarmente spaventato.
Ci mettiamo subito al lavoro, a rendere onore a questo nuovo pezzo di storia che vuole tornare a vivere e così sarà!

Il restauro del legno antico del manichino in pioppo

Scopro, che sotto la gentil e ormai consumata veste del manichino, fatta di tela e cartapesta, si nasconde un’anima in legno di pioppo.
Seguendo tutte le fasi del restauro, dall’igienizzazione al risanamento strutturale ci rendiamo conto che questo manichino è veramente ben fatto e potrebbe continuare a lavorare per almeno altri 200 anni, sperando che un restauratore di buon cuore, in un futuro prossimo, ne abbia altrettanta cura!

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Sverniciatura:
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Ebanizzazione con nigrosinio
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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Una storia d’artigianato del Matese: la mia borsa a tracolla

Una storia d’artigianato del Matese: la mia borsa a tracolla

Una borsa a tracolla fatta con meticolosa attenzione, su misura per le mie esigenze

Era da tempo che necessitavo di una borsa a tracolla versatile e forte ma la prima e insormontabile difficoltà era quella di trovare un artigiano che mi proponesse una soluzione ideale alle mie esigenze.
Purtroppo quelle che sono di uso comune in commercio sono fatte di misure standard che difficilmente si sposano con le mie esigenze.
Un giorno, mentre ero a lavoro, la mia vecchia tracolla cede, lasciandomi definitivamente con il bisogno impellente di cercare chi potesse costruirmene una nuova.
A questo punto comincio a chiedere in giro nell’ambiente dell’artigianato, chi potesse costruirmi una borsa secondo i miei canoni. Ecco che, grazie al passaparola che c’è tra gli artigiani sani, ricevo in un battito di ciglia le mie risposte.

Una borsa a tracolla su misura e robusta, come quelle di tanti anni fa

Grazie al passaparola arrivo a Viviana Moschese, artigiana della pelle a Piedimonte Matese, ragazza sveglia e attenta, prende appunti su tutto quanto avessi bisogno, ci fissiamo una data di completamento lavori e di ritiro e vado via.
Dopo qualche settimana di sopravvivenza con una borsa tracolla standard, ricevo l’avviso di poter ritirare la mia borsa. Finalmente avevo con me una salda e robusta tracolla!
Tanta è stata la felicità che sentivo di dover raccontare questa storia perchè mi ha ricordato quanto siano importanti gli artigiani, che della vita ne conoscono le tasche tanto che riescono a farsele su misura!