Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

L’importanza dell’antitarlo

Ci troviamo in provincia di Caserta, dove Bottega Cappiello dovrà restaurare e fare un trattamento antitarlo su un cassettone antico.
Da sempre, nella storia del mobile, il cassettone rappresenta un elemento di spiccata importanza nella vita matrimoniale.
Robusto, capiente, conserva strategicamente tutte le cose importanti della coppia, dagli abiti alle cose piccole, minuscoli ricordi del quotidiano che lo rendono simbolo di unione della coppia.
Nel tempo il cassettone ha cambiato molte forme, dalle barocche tutte intarsiate a quelle semplici lisce e lineari dal ’68 in poi, nonostante ciò, continua a conservare la sua funzione vitale.

Come il tempo usura il legno

Un cassettone in legno, anche di duro massello ma che lavora giornalmente presenterà sempre evidenti segni di usura, non solo tra le parti in legno ma anche nelle guide interne alla cassa.
Durante tutti gli anni di attività, in Bottega Cappiello, ne abbiamo viste di tutti i colori, ma tra le cose più frequenti dobbiamo annotare che i mobili che avevano subìto già un restauro in passato denotavano un riguardo sulla struttura ma non sulle meccaniche che lo rendevano efficientemente operoso.

L’incuria delle parti interne

Purtroppo questo cassettone presentava giustappunto le superfici e la struttura restaurata in passato, ma le funzionalità dello stesso non sono state trattate con la stessa importanza, se non addirittura dimenticate, tutto questo per dare più importanza alla lucidatura ed alle parte più evidenti esteticamente.
Quindi dopo una sana igienizzazione ci siamo messi all’opera.

Antitarlo e intervento strutturale

Dopo un profondo trattamento antitarlo, fatto per imbibizione, garantito dall’azienda per due anni ( ma il più delle volte tiene i tarli lontano molto di più ), siamo intervenuti sulla struttura del mobile.
Struttura che presentava elementi scollati o interamente mangiati dai tarli, quindi una volta reintegrate le parti mancanti con pezzi creati ad hoc, c’è stato bisogno di ricreare le guide e incollaggio dei fondi.
Il ripristino della ferramenta è stato fondamentale, in quanto anche le chiavi non riuscivano ad essere efficienti come un tempo.
Infine il consolidamento a cera e lucidatura, queste due parti del restauro sono fondamentali per la conservazione e la parte estetica del mobile che vanno anche in ausilio al trattamento antitarlo precedentemente applicato.

Fasi tecniche del restauro strutturale

  • Igienizzazione:  con prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Trattamento antitarlo: per imbibizione in diversi step con effetto camera a gas, garantito per due anni
  • Intervento strutturale: incollaggio degli elementi scollati, integrazione dei mancanti, rifacimento delle guide, incollaggio dei fondi
  • Ripristino della ferramenta: rettifica delle serrature e rifacimento delle chiavi
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento antitarlo

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

“Il teatro una grande passione”

“Il teatro una grande passione”

Raffaele Cappiello non è solo un restauratore

Ogni uomo conserva i segreti della sua esistenza dentro di sè.
Io, Raffaele Cappiello, coltivo tante passioni e una di queste è il teatro.
La compagnia teatrale del Matese ha inizio negli anni ’80, avviata e guidata da persone che credevano e credono nell’anima giovanile, facendo di un sogno una realtà viva ancora tutt’oggi.
Grazie all’impegno di tutta questa compagnia, mi ritrovo dopo ancora 30 anni a scherzare con un gruppo di amici uniti, riuscendo a mettere in scena delle opere teatrali che nonostante tutto riscuotono un buon successo!

Un percorso di 30 anni

Gli anni scorrono veloci solo quando sono felici e in verità tranne qualche piccola ruggine questi anni sono volati!
In questo bellissimo percorso, l’artefice, l’anima e la colonna portante è stata la nostra amata e stimata signora Tittina Pascale Del Vecchio, instancabile regista della Compagnia Teatrale Liberato Venditti.
Anni indimenticabili, votati alla gioia di stare insieme e crescere tenendo per mano un sogno: il teatro.

Scenografie

Durante la preparazione delle opere teatrali, ho sia studiato il copione come attore amatoriale che come scenografo.
Quando ho potuto ho messo in campo le mie doti di falegname e restauratore, realizzando parti o intere scenografie, contribuendo con tutte le mie forze alla buona riuscita dello spettacolo.
Colgo l’occasione per mostrarvi alcune delle mie scenografie per il prossimo spettacolo in preparazione!

Buon teatro a tutti!

I danni del tarlo del legno

I danni del tarlo del legno
Sopra e dentro

Le attività non visibili del tarlo

Vi capita mai, all’imbrunire delle sere primaverili, udire il canto dei mobili?
Un canto antico, fatto da percussioni fuori tempo e fiati disarmonizzati… in pratica un orchestra disastrosa che rosicchia la nostra pazienza e i nostri mobili!
Benvenuti nel regno del tarlo del legno!

Un’orchestra di tarli

I tarli creano una fitta rete di tunnel all’interno di tutto il legno che percepiscono come ghiotto bottino.
Esternamente noi possiamo solo udirli e vedere i forellini di appena 2 mm, ma all’interno invece si sono appena creati fitti e complessi labirinti.

Gli insetti xilofagi sono molto voraci

Durante gli ultimi anni, restauratori hanno riportato statistiche molto diverse sul grado di voracità del tarlo del legno.
I tarli un tempo preferivano solo alcuni legni, morbidi con determinate caratteristiche.
Oggi vediamo i tarli rosicchiare anche i compensati da 5 millimetri che mai prima ci saremmo aspettati!
La loro evoluzione sembra non fermarsi alla scelta dei legni da rodere, ma anch’essi sembra essere divenuti molto più robusti ed aggressivi.
Tanto per iniziare non conoscono più stagioni, lavorano costantemente e senza soste durante tutti i periodi dell’anno, divorando di tutto compreso legni resinosi, legni ricchi di oli essenziali e legni con tannini.

La soluzione: anti-tarlo

Debellare definitivamente i tarli dal legno è diventato sempre più complesso, richiedendo ancor più preparazione e conoscenze, utilizzando tecniche e prodotti evoluti.
Noi di Bottega Cappiello conosciamo bene queste tecniche e garantiamo i nostri interventi per almeno due anni, durante i quali, se il tarlo dovesse ripresentarsi, il costo dell’intervento verrà riaccreditato in toto al cliente assediato dai tarli.

Contattaci per un preventivo gratuito!

Leggio ‘800 da poggio in noce nazionale

Leggio ‘800 da poggio in noce nazionale

Un leggio in legno dell’800 arriva in Bottega.

Questo leggio, dalle sue condizioni iniziali, lascia trasparire un utilizzo costante nel tempo.
Anche se ora è ridotto veramente male, sia per colpa dei tarli che dall’incuria del tempo, restaurarlo diventa un obbligo morale.
Chissà quante ne ha passate e quante messe e opere musicali ha accompagnato con la sua esile ma raffinata architettura.

Gli angoli usurati

La cosa che notiamo anche dalle foto, sono gli angoli particolarmente usurati, questo ci lascia pensare che sia caduto più volte.
Segni di vernice, di polvere e di piccoli cunicoli scavati all’interno per opera dei tarli fa di questo leggio, nato per sostenere, un oggetto al momento inutile e molto precario.
Urge un restauro profondo e strutturale.

Segni di recupero

Si nota nella sua struttura che è stato tentato di tenerlo unito in tutti i modi possibili.
Linguette di ferro sono state avvitate sul telaio per tenerlo fermo e funzionale.
Purtroppo tutti questi escamotage a lungo andare perdono di consistenza, rovinando anche la sua struttura odiginale. Capiamo bene che se vogliamo recuperare l’opera lignea per com’è messa ora deve intervenire un restauratore.

L’intervento di restauro

Con queste premesse quindi il restauro risulta molto più complicato del previsto.
Non basterà recuperare la parte lignea dagli acciacchi del tempo ma anche restaurare la sua struttura, rendendo di nuovo questo leggio forte e funzionale.
Una volta ricreate le parti in legno, un intervento anti-tarlo e un consolidamento ha fatto tornare in auge il leggio.
La lucidatura a tampone finale, rende omaggio a quello che era un signor leggio dell’800 e che finalmente torna a fare la sua splendida figura.

Restauro vetrinetta in legno ‘900

Restauro vetrinetta in legno ‘900

Un restauro che ha molto da raccontare

La storia di una vetrinetta in legno del ‘900 probabilmente non interesserà nessuno, ma in Bottega Cappiello sappiamo che ogni vecchio mobile ha una storia da raccontare e dobbiamo dare il giusto peso anche a questo vecchio pezzo che tante ne ha passate.
Spesso ai giorni nostri viene più facile ignorare le storie del passato e attraversare le cose come fantasmi, eterei, intangibili, quasi come per proteggere un nostro equilibrio psicofisico, ma se non avessimo questa sensibilità probabilmente niente più avrebbe senso e sono sicuro nessuno vorrebbe abbandonare l’idea romantica di prendere due graziose tazze di porcellana da una vetrinetta del ‘900, per versare una bevanda calda per due e sognare di storie passate o mai avvenute.

Un pezzo d’antiquariato

Anni addietro questo mobile sostava da solo in un negozietto d’antiquariato.
Sicuramente apparteneva ad una famiglia umile ma si notava che era stato amato profondamente e custodiva gelosamente, tra quelle poche assi di legno, dei segreti autentici, parole sussurrate, era duro come un whiskey e morbido di marmellate.
Da quando fu acquistato non riuscì mai ad essere utilizzato in pieno, in quanto erano presenti molti impedimenti strutturali.

C’è bisogno del tocco del maestro del legno

Arrivato in bottega l’intervento non sembrava affatto facile, andava restituita la solidità a questa vetrinetta e sopratutto una nuova veste.
Così ci mettemmo al lavoro.
Sbracciate le maniche, io e miei collaboratori, notammo da subito quanto avesse ancora da dire questa piccola vetrinetta.
Dopo l’intervento strutturale, una laccatura bianca ricopriva quella che pochi giorni prima sembrava un rottame.
Sinceramente non sapremo mai se siamo stati più bravi noi col nostro operato a restaurare un così bell’oggetto o se in fondo la vetrinetta conserva davvero un’anima romantica, che non vuole mollare, che ha bisogno ancora d’amore, di servire tazze da tè e custodire nuovi e vecchi segreti, per svelarli infine solo a chi sa veramente ascoltare.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
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Delicato incollaggio di Crocifisso in porcellana

Delicato incollaggio di Crocifisso in porcellana

Il restauro della porcellana è molto differente dal restauro del legno, ma sicuramente entrambi hanno almeno due cose fondamentali in comune: l’impiego della pazienza e una profonda passione.
Il crocifisso, interamente di porcellana e legno, arriva in bottega letteralmente scomposto in più pezzi, probabilmente dopo aver subito una caduta.
Sappiamo tutti quanto la porcellana sia fragile, ma la fragilità è il valore aggiunto di questo impasto di caolino e feldspato.
Proprio per il valore intrinseco dell’oggetto e il valore affettivo che il proprietario aveva maturato nel tempo, questo lavoro mi è stato affidato soltanto per la stima che nutrono per la mia professionalità.
Non è un lavoro che solitamente entra nella bottega Cappiello, in quanto il restauro della porcellana è raro e complicato, ma non potevo assolutamente disattenderli.

L’importanza dell’ingegno tra legno e porcellana

Il Crocifisso è scomposto in più parti.
Le parti in porcellana erano spezzate in più punti, quindi ho dovuto creare un ancoraggio al bacino del Cristo, nella parte posteriore per non avere difetti a vista.
Il Crocifisso in legno è stato incollato e riadattato per l’ancoraggio, così da fungere da sostegno, più che da croce.
Il Cristo poi è stato adagiato sulla base in legno e incollato e legato con del fil di ferro.
Le immagini del restauro completo le trovate in fondo all’articolo.

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Anti-tarlo su coro antico ad Alife

Anti-tarlo su coro antico ad Alife
Imballo

Intervento di anti-tarlo per imbibizione

Ci troviamo ad Alife, per una disinfestazione in una delle chiese più belle della provincia di Caserta.
I lavori impegnativi sono le sfide meglio accettate dalla Bottega Cappiello, specie sull’anti-tarlo per mobili antichi.
L’anti-tarlo proposto dalla Bottega Cappiello è un mix di esperienza e chimica, una miscela esplosiva risolve il male per una durata considerevole.
Il coro si presenta maestoso e di manifattura importante, viene usato costantemente per le funzioni ecclesiastiche quindi l’anti-tarlo deve essere efficace ed efficiente, per questo abbiamo usato la tecnica ad imbibizione.
Nella fase di manutenzione del coro, ci siamo imbattuti in non poche sorprese, di sicuro la più curiosa è stata quella di trovare numerose gomme da masticare, tanto da ricavarne 290 grammi di rifiuti!

Gomme da masticare stagionate

Il coro è stato attentamente ripulito dalla polvere e dalle gomme da masticare.
L’anti-tarlo ha completamente fatto effetto e questo garantirà almeno 10 anni di protezione da attacchi di insetti xilofagi.

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Portoncino 1960

Portoncino 1960

Restauro funzionale ed estetico di Portoncino con formicaio

Mi trovo nei pressi di una semplice ma bellissima casa colonica nella provincia di Benevento e sono pronto a risolvere l’enigma del portoncino col formicaio… ma andiamo per ordine.
L’immobile e spazioso e luminoso, quanto basta per farmi intravedere un gradevole portoncino in PVC ma che sembrava avesse sostituito uno ben più importante che vi era in precedenza.
Il proprietario conferma il mio colpo d’occhio in quanto mi ha chiamato proprio per risolvere questa situazione.
Stanco del suo malfunzionamento ma soprattutto della presenza costante di formiche, aveva deciso di smontare il portoncino in legno douglas degli anni 60 per sostituirlo con uno in PVC più funzionale e pulito.
Restava il fatto che erano molto affezionati al vecchio portoncino ed è per questo motivo che hanno chiesto il mio supporto tecnico.

I proprietari pensavano che fosse un lavoro troppo banale per una bottega di restauro, ma io non ero d’accordo e non mi sbagliavo neanche in quest’occasione, infatti come vedremo tra poco, questo portoncino conteneva al suo interno una grande e complicata sorpresa!

Carico allora il portone nel mio furgone e si parte spediti per una nuova avventura nella mia Bottega a Piedimonte Matese.

Le formiche in tre specie diverse avevano trovato un ottimo ricovero all’interno del portone costruendoci un grande formicaio di notevoli dimensioni. A dir il vero sia io che mio padre “mastro Gigino” non ci eravamo mai ritrovati al cospetto di una realtà di questa portata.
Dinanzi ad una sorpresa del genere partiamo subito con una igienizzazione radicale seguita da trattamento anti-tarlo.

La parte bassa dell ‘infisso era totalmente compromessa e già in passato un tentativo di restauro non aveva risolto la situazione. In realtà entrambe le fasce basse orizzontali, non erano più recuperabili insieme ai due pannelli posteriori.

L’intervento di falegnameria è stato più rognoso ed impegnativo rispetto alle fasi successive come la sverniciatura, stuccatura e verniciatura a smalto. Di solito smaltare il legno è una cosa che non gradisco, difficilmente faccio e raramente propongo, ma mai come in questo caso sono soddisfatto dell’eccezione, in quanto il portoncino nel pieno delle sue funzionalità si integra armonicamente con gli altri infissi e nell’insieme del casolare.

Fasi tecniche del restauro:

  • Allestimento del cantiere;
  • Montaggio portone provvisorio:
  • Igienizzazione radicale con prodotti specifici;
  • Trattamento anti-tarlo;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Intervento Strutturale: catalogazione e smontaggio dei pannelli, rifacimento di tutte le parti logorate nello specifico le due fasce basse e l’integrazione dello spipide;
  • Montaggio: tutti gli elementi risanati singolarmente sono stai ricollocati nelle loro sede original;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: in sei cicli con impregnante specifico per legno;
  • Ripristino della ferramenta: tutti gli elementi in ferro scrostati, puliti e protetti;
  • Rimontaggio del portone.

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Mobile Radio ‘900

Mobile Radio ‘900

Restauro Mobile Radio ‘900

Storia di un restauro

Riuscite a ricordare tutti il tempo in cui la radio, nei primi del ‘900, aveva un solo canale e trasmetteva il notiziario, la meteo e qualche rilassante brano di musica classica?
Il ruolo sociale e culturale che svolgevano le radio era importantissimo. Primo mezzo d’informazione di massa, poneva le basi per un futuro tecnlogicamente connesso e condiviso.
Purtroppo la classe abbiente che poteva permettersi una radio non era così vasta, quindi non essendo presenti in tutte le abitazioni, la sera nell’ora del notiziario, non solo la famiglia soleva ascoltare in silenzio, ma ci si radunava anche con qualche buon vicino, al fine di condividere il più possibile gli avvenimenti importanti del quotidiano.

Questo per me è stato un restauro che mi ha segnato tantissimo, già dallo smontaggio, si avvertivano tutte le realtà che aveva vissuto questo nobile marchingegno. La lentezza delle parti che lo costituiscono e la precisione della sua costruzione è un continuo portarmi indietro con i ricordi, di quando le cose scorrevano lente che erano poche ed anche ingombranti, ma avevano tutte il loro valore.

Condizioni

La radio mi è stata presentata in condizioni davvero tristi, aggravate da un rozzo ed approssimativo tentativo di restauro che aveva mortificato l’oggetto. Non ho potuto far altro che portarlo in bottega a Piedimonte Matese e dar man forte ad un restauro che si apprestava a donare vita ad un oggetto che era stato per troppo tempo dimenticato in soffitta.

Solo un’attenta analisi, mi ha permesso di individuare delle priorità e quindi mi sono rimboccato, le maniche ed ho iniziato con un’igienizzazione a tappeto a seguire un trattamento anti-tarlo in vari cicli.

La parte più delicata è stato il ripristino strutturale che ha richiesto tempo e competenze.

La lucidatura ha ricompensato tutto il lavoro svolto, mettendo in risalto la ormai solida struttura con le splendide venature della noce nazionale.

La gioia e la soddisfazione della committenza sprizzava da tutti i pori e mi hanno colmato di complimenti, per aver egregiamente recuperato un ricordo, un cimelio importantissimo della loro antica famiglia.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

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Toilette mobile dell’800

Toilette mobile dell’800

Restauro Conservativo Toilette ‘800 in noce

Oggi Bottega Cappiello si trova a Roma.
L’arte del restauro del Matese deve fare i conti con una toilette proveniente da una famiglia nobile di Roma, con radice napoletane, è di ottima fattura ebanistica.

Realizzata nell’ 800 in pioppo ed egregiamente lastronata con ottimo legno di noce nazionale, presenta intagli particolari e molto pregiati.
Le condizioni di conservazione erano veramente molto critiche, ma un attento e scrupoloso lavoro di restauro mi ha permesso di riportare la toilette agli originali splendori, sia sul piano estetico che strutturale.

“Per i proprietari rivedere questa toilette recuperata è stato come ricomporre tasselli del passato delle loro vite”.

La toilette presentava molte parti mancanti per questo c’è stato bisogno di un massiccio intervento di falegnameria, per risanare la struttura portante, fatta in pioppo e per lastronare le aree sconnesse.

La delicata ed efficace sverniciatura ha compensato la nostra fatica  nell’immediato, riportando alla luce un legno sicuramente sofferente ma capace ancora di emozionare per la sua ricca bellezza ed i segni evidenti di tutto il suo vissuto.

Per finire la paziente lucidatura a gommalacca con alcool e pomice ha esaltato le venature della noce nazionale, conferendo anche un’effetto di morbidezza al legno che solo questo tipo di antica lucidatura riesce a dare.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
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