Restauro di un Scarabattolo antico

Restauro di un Scarabattolo antico

Il significato dello scarabattolo

L’importanza del mio lavoro, non è solo restaurare o portare in vita vecchi cimeli. Il restauratore deve soprattutto cogliere il significato degli oggetti che hanno tra le mani e restaurarli affinchè quel messaggi non cambi e resti vivo per altri secoli.
Il termine scarabattolo indica uno stipo o una teca, in legno e cristalli, che chiude e protegge una sola scultura oppure un gruppo scultoreo sacro.
Veniva usato molto nelle sacrestie, nei conventi o in alcune case per conservare cimeli importanti senza privarne la vista.
Si distingue dalla teca a vista perchè è un vero e proprio mobile, a volte intagliato e decorato, con un fondo in legno e tre parti in vetro, di cui quella opposta al legno è apribile.
L’importanza che ha questo oggetto è talmente alta nella nostra storia che a Napoli troviamo addirittura lo scarabattolo nel presepe napoletano.

Questo scarabattolo antico era originale in tutte le sue parti.

Sempre più raro operare su oggetti antichi come questo, ma sopratutto senza che nel tempo altre mani abbiano snaturato le sue parti strutturali. Questo scarabattolo ha ancora i vetri originali, me ne accorgo dal fatto che conservano le bolle al loro interno, segno che i vetri a differenza di oggi venivano stesi a mano, a volte incorporando bolle d’aria. Questo è un chiaro esempio di come un errore umano, col passare del tempo, diventa valore aggiunto ad un’opera che ne ha già molto.

Lo scarabattolo antico era mal funzionante, quindi necessitava di un intervento strutturale.
L’operazione ha richiesto svariati giorni, perchè visto quanto fosse raro un oggetto del genere, ho studiato per bene il pezzo e ho effettuato il restauro con la massima meticolosità.
Nelle foto della gallery del lavoro è chiaro quanto per me sia stato un onore posare le mie mani su un oggetto del genere!

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura delicata: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo con effetto “camera a gas”;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;
  • Rimontaggio del mobile;
  • Consegna a domicilio con relativo posizionamento

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!

Restauro di un tavolo in legno dell’800

Restauro di un tavolo in legno dell’800

Un magnifico restauro di un tavolo in legno dell’800

Ormai sempre più spesso, la mia bottega diventa dimora temporanea di alcuni oggetti d’antiquariato niente male, prova ne è questo bel tavolo dell’800.
L’amore verso questo bel tavolo è scattato fin da subito.
Le sue venature di rosso mogano mi facevano pensare all’utilizzo per cui era stato costruito: godersi un momento di pace, davanti un bell’infuso di erbe provenienti dalle profondità dell’India o magari apprezzare un caldo momento di relax dopo una giornata di fatica e lasciar fluire i pensieri su una comoda sedia a dondolo.
Purtroppo aveva bisogno di un buon restauro. Il tempo, la poca cura e un pessimo collante usato per la sua impiallacciatura, aveva tolto la poesia che invece possedeva già di suo.

Restaurare il legno è sempre pratica d’amore

Nonostante i miei pensieri mi portavano a momenti più eleganti e spensierati, arriva sempre il momento in cui devo sfoderare l’audacia e i calli del mio mestiere per rendere di nuovo praticabile un oggetto all’utilizzo per il quale è stato ideato.
Così inizio l’opera del restauro del tavolo in legno di mogano dell’800. Inizio con l’igienizzazione e scopro tutte le malefatte che il tempo e mani poco esperte hanno fatto a questo prezioso cimelio.
Risanando la sua struttura principale, capisco che a renderlo ancora più debole c’è stata anche l’opera dei tarli. Quindi è stato necessario anche un approfondito trattamento anti tarlo. Infine l’ho stuccato e verniciato con prodotti naturali che permettono al legno di nutrirsi e continuare a vivere nel più decoroso dei modi possibili.
Ciao bel tavolino di legno!

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!


Restauro di un manichino da sartoria dell’800

Restauro di un manichino da sartoria dell’800

Due forme di artigianato che si incontrano: restauro del legno e sartoria.

Quest’oggi mi adopero al restauro del legno antico di un manichino dell’800.
La storia ci ricorda che i primi manichini (di fattezze simili a quelli che vediamo adesso), di cui abbiamo notizie in Europa, risalgono alla fine del 1300. Spesso fatti con un cuore di legno su cui vi era installata anche la base di appoggio e rivestiti di tessuto.
Senza testa, ne arti, servivano a dar forma alle vesti.
Vi erano altre forme di manichini, ma questo sembra proprio uno di quelli usati per la sartoria.

Il restauro è affascinante ed insolito

La bellezza del mio mestiere è proprio questa, io restauro legno antico per ritrovarmi tra le mani cimeli che hanno attraversato continenti, sono sopravvissuti alle guerre mondiali, e raccontano storie. Storie di altri tempi, oggetti che mi trasmettono il sudore dell’evoluzione dei mestieri, delle usanze antiche e proprio per questo molte volte ancora insegnano.
Questo manichino da sartoria sembra abbia lavorato moltissimo, viste le condizioni in cui è giunto nel laboratorio, ma questo non mi ha particolarmente spaventato.
Ci mettiamo subito al lavoro, a rendere onore a questo nuovo pezzo di storia che vuole tornare a vivere e così sarà!

Il restauro del legno antico del manichino in pioppo

Scopro, che sotto la gentil e ormai consumata veste del manichino, fatta di tela e cartapesta, si nasconde un’anima in legno di pioppo.
Seguendo tutte le fasi del restauro, dall’igienizzazione al risanamento strutturale ci rendiamo conto che questo manichino è veramente ben fatto e potrebbe continuare a lavorare per almeno altri 200 anni, sperando che un restauratore di buon cuore, in un futuro prossimo, ne abbia altrettanta cura!

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione in più cicli con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Sverniciatura:
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Ebanizzazione con nigrosinio
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!

I Soliti Ignoti: la Rai chiama il restauratore del Matese

Ingresso al Teatro delle Vittorie
Foto: Liberato Giardiello

L’arte del restauro del Matese in Rai grazie a: Raffaele Cappiello.

Era una giornata piovosa di Novembre, una di quelle lente e monotone, quando ricevo una e-mail dalla redazione Rai che mi invitava a partecipare alla trasmissione I Soliti Ignoti.
Sembrava uno scherzo architettato da un bontempone, i soliti amici che ti animano le giornate con la messa in pratica di idee strampalate.
Invece no, una volta tornato a casa, ricevo una telefonata da Federico, redattore del programma, con l’invito ufficiale a partecipare alla trasmissione.
Selezionato come: “eccellenza artigianale italiana“, per il mio carattere modesto e la mia umile ma nobile arte di restauratore, è stata una gratificazione sopra ogni complimento quotidiano, che ogni tanto, diciamolo, rimette i nostri sentimenti al giusto posto.
Ed è proprio quello che ho cercato di trasmettere nel breve messaggio mediatico andato in onda, più che incentrare l’attenzione sulla mia persona, ho dato la sacrale importanza al restauro, di quanto sia un lavoro importante, della passione che serve per svolgerlo e della meticolosa e paziente maestria necessaria.

Davanti al Teatro

Inizia il viaggio verso la redazione de i soliti ignoti

Il mio viaggio verso la capitale ha inizio con un treno Frecciarossa diretto a Roma Termini, dove, puntuale come un orologio svizzero, un’autista della Rai mi aspettava per condurmi allo storico Teatro delle Vittorie.
L’impatto emotivo all’entrata del Teatro delle Vittorie è stato notevole.
Mi ha fatto rivivere in un passo tutte le emozioni degli ambienti che di solito sono abituato a vivere attraverso il televisore di casa. Ambienti vissuti da teatranti e attori della televisione che hanno fatto la storia del cinema e dell’intrattenimento.
Da questa prospettiva però è tutto più vicino, frenetico, vivo. Un brulicare fugace di passi che compiono azioni mirate, nei camerini, fuori i camerini, il passaggio di compiti tra i truccatori e i customisti, tutto un ricamo articolato di operazioni che rende la messa in onda della trasmissione un’opera d’arte irripetibile. Proprio come il restauro. Proprio come l’Arte in generale.
A volte la vita è bizzarra, sceglie le persone in maniera casuale e le mette al centro dell’attenzione senza conoscere la loro preparazione ad andare in scena da protagonisti: è così che mi sento.
In apnea tra un respiro e un altro, mi faccio coraggio, solco il palco da principiante.
Assegnato il mio ruolo mi attengo alla scena, parte la sigla e l’emozione è fortissima, ma un senso di calma pervade la mia persona.
Mi rendo conto che in fondo non siamo che attori tutti i giorni, la scena si ripete ogni volta ogni mattina, in fin dei conti il pubblico mi accoglie ogni giorno e mi balzano in mente tutti i familiari, gli amici, le persone a me care, che quando intercettano il mio sguardo ritrovano la voglia di sorridere ed è quello che ci rende eroi.
Posso smettere di agitarmi, sono molto di più che un principiante!

I soliti ignoti

La trasmissione ha inizio e così le mie conclusioni su questa incredibile esperienza

Il presentatore, un professionista della TV molto acclamato, non pecca di una virgola.
La concentrazione che lo staff impiega sulla scena è massima.
La loro tensione intercetta tutti noi partecipanti, che come loro, non possiamo che suonare le corde dello stesso violino, in tensione, come un’orchestra di archi operiamo nella stessa direzione, in armonia.
Il resto lo potrete vedere nella trasmissione, ormai registrata negli annali della Rai alla voce i soliti ignoti.
Io torno a casa.
Dopo una giornata d’intense emozioni, con l’unicità che mi contraddistingue di essere stato in diretta nazionale, me ne torno soddisfatto.
Un altro tassello nel bagaglio delle esperienze è stato messo. Mai avrei pensato che un artigiano del Matese, umile come me, potesse trascorrere un’esperienza unica e singolare come questa. Auguro a tutti voi di vivere più esperienze possibili, perchè solo da dietro le quinte si capiscono realmente le cose.

Il palazzo da dentro

Una storia d’artigianato del Matese: la mia borsa a tracolla

Una storia d’artigianato del Matese: la mia borsa a tracolla

Una borsa a tracolla fatta con meticolosa attenzione, su misura per le mie esigenze

Era da tempo che necessitavo di una borsa a tracolla versatile e forte ma la prima e insormontabile difficoltà era quella di trovare un artigiano che mi proponesse una soluzione ideale alle mie esigenze.
Purtroppo quelle che sono di uso comune in commercio sono fatte di misure standard che difficilmente si sposano con le mie esigenze.
Un giorno, mentre ero a lavoro, la mia vecchia tracolla cede, lasciandomi definitivamente con il bisogno impellente di cercare chi potesse costruirmene una nuova.
A questo punto comincio a chiedere in giro nell’ambiente dell’artigianato, chi potesse costruirmi una borsa secondo i miei canoni. Ecco che, grazie al passaparola che c’è tra gli artigiani sani, ricevo in un battito di ciglia le mie risposte.

Una borsa a tracolla su misura e robusta, come quelle di tanti anni fa

Grazie al passaparola arrivo a Viviana Moschese, artigiana della pelle a Piedimonte Matese, ragazza sveglia e attenta, prende appunti su tutto quanto avessi bisogno, ci fissiamo una data di completamento lavori e di ritiro e vado via.
Dopo qualche settimana di sopravvivenza con una borsa tracolla standard, ricevo l’avviso di poter ritirare la mia borsa. Finalmente avevo con me una salda e robusta tracolla!
Tanta è stata la felicità che sentivo di dover raccontare questa storia perchè mi ha ricordato quanto siano importanti gli artigiani, che della vita ne conoscono le tasche tanto che riescono a farsele su misura!


Albero di Natale su misura

Albero di Natale su misura

Quest’anno porta a casa un albero di Natale su misura


Da Restauro Cappiello quest’anno puoi richiedere il tuo albero di Natale su misura.
L’albero di Natale di Cappiello sta avendo successo grazie alle sue principali proprietà che lo rendono all’avanguardia:

  • Portabilità
  • 100% riciclabile
  • Fatto in legno massello
  • Richiudibile e salvaspazio
  • 100% artigianale

Scegli l’artigiano del Matese

Prodotto interamente italiano, progettato e costruito da Raffaele Cappiello nella sua bottega a Piedimonte Matese.
Scegli anche tu un’opera di artigianato del tuo paese, finanzia l’economia interna scegliendo prodotti riciclabili e intelligenti, il pianeta te lo chiede!


Guardalo nei dettagli!

Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Una cassa logorata dal tempo e dall’acaro del tarlo riportata abilmente a nuova vita.

Bottega Cappiello combatte ancora contro l’acaro del tarlo, ma prima introduciamo questo mobile e la sua storia.
Il carretto tirato dai cavalli, i nuovi sposi e una casa dove aleggiava solo una forte eco. Spazi tutti da arredare e scene giovani che vedono la sposa spalancare la porta di casa e amici e parenti portare dentro il primo mobile: la cassa.
La cassa, cassapanca o casssone, era il mobile centrale per una coppia, perchè conteneva gli effetti familiari e il corredo!

Una cassapanca veramente ridotta male, ma Bottega Cappiello, su richiesta, fa anche i miracoli

Gli interventi strutturali sono stati molteplici e veramente difficili da operare. Non solo il mobile faceva notare i suoi anni e gli acciacchi per colpa dell’acaro del tarlo ma c’è stato da lottare contro interventi strutturali compiuti in precedenza.
Mi rattrista quando, una cassa di un valore affettivo ed anche economico come questa, viene maltrattata da restauratori azzardati…
Durante il restauro oltre ai cattivi restauri passati, ho notato anche un opera feroce dei tarli sul mobile.
Ricordate quello che ci siamo detti nell’articolo sui tarli, come riconoscerli e come combatterli, nel caso ve lo foste perso: articolo.
Nonostante tutti questi interventi la cassa è tornata splendente a nuova vita, in basso troviamo tutte le foto.

Restauro: Leggio da coro del ‘700

Restauro: Leggio da coro del ‘700
Dopo il restauro
Il leggio da coro del ‘700 in legno massello di noce nazionale dopo il restauro conservativo

Impegno costante sul territorio per la preservazione dei suoi manufatti

Alife, una bellissima cittadina romana che dimora nella valle adiacente al Matese è di origine romana e conserva tantissimi manufatti da preservare a volte con una buona disinfestazione antitarlo.
I paesi dell’alto casertano hanno tutti una storia lunga, tramandata e da tramandare. Paesi di confine tra varie realtà, di dura collina e aspra montagna condizioni che forgiano le popolazioni che la abitano a dover fronteggiare ogni tipo di clima con ogni tipo di mezzo, ad ingegnarsi a volte con strumenti rudimentali ma non per questo produrre risultati di bassa lega.

La chiesa d’Alife è un gioiello che funge da scrigno per altri preziosi.

Oggi Bottega Cappiello si è imbattuta in un leggio da coro in noce del ‘700.
Questo manufatto che da secoli ha servito la chiesa e i suoi pastori aiutandoli a proclamare la parola di Dio, versava in condizioni al limite.
Questo leggio non era il solito “leggio”. Si tratta di un oggetto in legno molto importante che costituiva il cuore di un’opera lignea ancora più grande che è il coro ligneo, anch’esso infestato e bisognoso di una disinfestazione antitarlo.

Tutta colpa dei tarli: l’importanza di determinarli ed eliminarli.

Anche questa volta ci siamo resi conto che il problema principale del deterioramento del manufatto ligneo era opera dei tarli.
Purtroppo l’assenza di manutenzione per troppi anni, aveva fatto di questa struttura un vero e proprio nido/dimora dei tarli.
Gli insetti xilofagi vanno determinati ed eliminati nel più breve tempo possibile o il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto, ne discutiamo anche qui: articolo su come conoscere i tarli.
In basso riportiamo tutte le fasi tecniche che hanno permesso di riportare in vita questo antico manufatto.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Seguici sul nostro canale Facebook per non perdere nessuna offerta!

Visita la nostra pagina dei lavori per avere una visione completa del nostro operato!

Realizzare oggetti in legno, una passione lunga una vita

Realizzare oggetti in legno, una passione lunga una vita

Come creare oggetti in legno?
Ci vuole tecnica e passione, legno e amore

Il segreto è nella meccanica degli elementi, realizzare oggetti in legno.
Ho dovuto studiarla nei minimi dettagli per poter creare oggetti in legno che avrebbero costituito il mio parco giochi da bambino.
Questo mi porta un vantaggio non di poco conto quando mi rapporto con il legno e la creazione libera o anche il restauro di parti di mobili antichi di cui si è persa la memoria della loro funzionalità.
Quest’anno il Centro Musicale “Pro Arte” mi ha contattato per una collaborazione a creare dei premi per il Concorso Lirico Nazionale “Enrico Caruso” ed il Concorso Musicale Nazionale “Giovani Musicisti” .

Creazione del premio 2019 del centro musicale Pro Arte

Una collaborazione che dura da anni quella col centro musicale Pro Arte e che ogni anno mi presenta nuove sfide come quella di realizzare oggetti in legno.
In questo 2019 mi viene affidata l’ideazione e la realizzazione del premio per il Concorso Musicale Nazionale “Giovani Musicisti”.
Dopo una lunga fase di ideazione, disegni, scartoffie e prime bozze, ho iniziato la realizzazione delle sagome.
Ogni pezzettino di legno prendeva forma sotto la sega a nastro.
Il legno di noce, appena piallato lasciava un odore nell’aria che lasciava presagire che la strada era quella giusta!
Ogni elemento è stato rettificato a mano, in maniera certosina, con raspe lime e carte abrasive, così da non lasciare imperfezione alcuna ma al contempo renderli tutti pezzi unici.
In ultima fase, dopo aver lucidato e assemblato il “premio lira”, finalmente mi si presenta una piccola opera d’arte, un sogno che prende forma e vita reale, un premio per me e per grandi musicisti.



Scopri com’è cominciato tutto riguardo il: premio Lira !

Come nasce un “premio” in legno

Come nasce un “premio” in legno

Bottega Cappiello e Centro Musicale “Pro Arte”: un coadiuvo d’eccellenza

La collaborazione con il Centro Musicale “Pro Arte” delle sorelle Marilena e Alessia Gambella nasce molto spontaneamente.
L’arte il collante della nostra intesa, la musica, la storia, le nostre radici, le tradizioni di costruire in legno e la nostra terra.

“l’arte al servizio dell’arte”


Una richiesta eccitante per il premio musicale 2019 da costruire in legno

Non potevo sottrarmi alla richiesta di ideare e creare dei premi per le loro rassegne: Concorso Nazionale Giovani Musicisti e Concorso Lirico “Enrico Caruso”. Un’idea eccitante che mi portava fuori dalla bottega per delle ore, ore di sana creatività volta ad esprimere con artigianalità e originalità il legame tra musica e territorio.
Superata la fase iniziale un po’ titubante, solo per il fatto che non ho mai realizzato dei premi musicali, mi scorcio le maniche e mi adopero affinchè un lampo di genio crei il giusto legame tra musica, artigianato e territorio.

Escursione matesina all’insegna della creatività, tra i palazzi storici di Piedimonte Matese

Di buon mattino con la mia macchina fotografica, mentre il paese ancora dormiva, mi son districato tra le strade e le piazze, cercando tra gli anfratti del centro storico di Piedimonte Matese vecchia l’odore della storia, tra casa dei genitori di Enrico Caruso e i sanpietrini, le chiese e i palazzi nobiliari ottocenteschi.


Il suono del silenzio irrompe nell’animo come nient’altro

Il silenzio, musica onnipresente, mi parla del trascorso attraverso le antiche pietre e stucchi. La mia attenzione cade sulla cassa armonica in piazza Roma, cuore centrale di Piedimonte Matese, simbolo della musica in occasioni delle feste patronali. Odo il mio fiatare, lento e tra quelle mura riecheggiano epiche battaglie di cent’anni, non lasciando spazio alcuno al farstornar del quotidiano.


Finalmente un dettaglio fondamentale emerge dal territorio

Ed ecco il dettaglio, il tassello mancante, il fondamento territoriale.
Una Lira! Abbiamo una Lira su un giaciglio floreale, un bassorilievo in quella che è una delle piazze principali di Piedimonte Matese.


La Lira, la sorgente, la musica e l’arte

Via Sorgente ora mi parla, prende subito un altro aspetto, torno di corsa di fronte la casa che ha ospitato i genitori del noto tenore Enrico Caruso e leggo la targa commemorativa.
Ho la Lira, la musica, il territorio, la storia è il momento di rientrare in bottega e cominciare l’opera.


Ritorno in Bottega Cappiello

Rientrato in bottega e mi metto subito all’opera per dar vita a questi entusiasmanti premi.
Con bozzetti, sagome e prototipi nasceranno, il premio “lira” per il Concorso Nazionale Giovani Musicisti e il premio “Caruso” per il Concorso Lirico “Enrico Caruso” .


Una via di fuga dalla routine: l’arte

Uscire dalla routine, mortificante per noi artisti, che d’arte parliamo e d’arte facciamo è sempre molto edificante sia sotto il profilo umano che morale, ma anche professionale. Ormai sono già in attesa di nuove e fluttuanti collaborazioni artistiche per costruire in legno, sia con il Centro Musicale “Pro Arte” che con altre realtà del territorio, specialmente giovani, in quanto non c’è niente di meglio che collaborare con forze nuove e gravide di futuro.



Scopri l’oggetto finale nell’articolo: Premio “Lira” !