Portoncino 1960

Portoncino 1960

Restauro funzionale ed estetico di Portoncino con formicaio

 

Mi trovo nei pressi di una semplice ma bellissima casa colonica nella provincia di Benevento e sono pronto a risolvere l’enigma del portoncino col formicaio… ma andiamo per ordine.
L’immobile e spazioso e luminoso, quanto basta per farmi intravedere un gradevole portoncino in PVC ma che sembrava avesse sostituito uno ben più importante che vi era in precedenza.
Il proprietario conferma il mio colpo d’occhio in quanto mi ha chiamato proprio per risolvere questa situazione.
Stanco del suo malfunzionamento ma soprattutto della presenza costante di formiche, aveva deciso di smontare il portoncino in legno douglas degli anni 60 per sostituirlo con uno in PVC più funzionale e pulito.
Restava il fatto che erano molto affezionati al vecchio portoncino ed è per questo motivo che hanno chiesto il mio supporto tecnico.

I proprietari pensavano che fosse un lavoro troppo banale per una bottega di restauro, ma io non ero d’accordo e non mi sbagliavo neanche in quest’occasione, infatti come vedremo tra poco, questo portoncino conteneva al suo interno una grande e complicata sorpresa!

Carico allora il portone nel mio furgone e si parte spediti per una nuova avventura nella mia Bottega a Piedimonte Matese.

 

Le formiche in tre specie diverse avevano trovato un ottimo ricovero all’interno del portone costruendoci un grande formicaio di notevoli dimensioni. A dir il vero sia io che mio padre “mastro Gigino” non ci eravamo mai ritrovati al cospetto di una realtà di questa portata.
Dinanzi ad una sorpresa del genere partiamo subito con una igienizzazione radicale seguita da trattamento anti-tarlo.

La parte bassa dell ‘infisso era totalmente compromessa e già in passato un tentativo di restauro non aveva risolto la situazione. In realtà entrambe le fasce basse orizzontali, non erano più recuperabili insieme ai due pannelli posteriori.

L’intervento di falegnameria è stato più rognoso ed impegnativo rispetto alle fasi successive come la sverniciatura, stuccatura e verniciatura a smalto. Di solito smaltare il legno è una cosa che non gradisco, difficilmente faccio e raramente propongo, ma mai come in questo caso sono soddisfatto dell’eccezione, in quanto il portoncino nel pieno delle sue funzionalità si integra armonicamente con gli altri infissi e nell’insieme del casolare.

Fasi tecniche del restauro:

  • Allestimento del cantiere;
  • Montaggio portone provvisorio:
  • Igienizzazione radicale con prodotti specifici;
  • Trattamento anti-tarlo;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Intervento Strutturale: catalogazione e smontaggio dei pannelli, rifacimento di tutte le parti logorate nello specifico le due fasce basse e l’integrazione dello spipide;
  • Montaggio: tutti gli elementi risanati singolarmente sono stai ricollocati nelle loro sede original;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: in sei cicli con impregnante specifico per legno;
  • Ripristino della ferramenta: tutti gli elementi in ferro scrostati, puliti e protetti;
  • Rimontaggio del portone.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

 

 

 

 

Mobile Radio ‘900

Mobile Radio ‘900

Restauro Mobile Radio ‘900

Storia di un restauro

Riuscite a ricordare tutti il tempo in cui la radio, nei primi del ‘900, aveva un solo canale e trasmetteva il notiziario, la meteo e qualche rilassante brano di musica classica?
Il ruolo sociale e culturale che svolgevano le radio era importantissimo. Primo mezzo d’informazione di massa, poneva le basi per un futuro tecnlogicamente connesso e condiviso.
Purtroppo la classe abbiente che poteva permettersi una radio non era così vasta, quindi non essendo presenti in tutte le abitazioni, la sera nell’ora del notiziario, non solo la famiglia soleva ascoltare in silenzio, ma ci si radunava anche con qualche buon vicino, al fine di condividere il più possibile gli avvenimenti importanti del quotidiano.

Questo per me è stato un restauro che mi ha segnato tantissimo, già dallo smontaggio, si avvertivano tutte le realtà che aveva vissuto questo nobile marchingegno. La lentezza delle parti che lo costituiscono e la precisione della sua costruzione è un continuo portarmi indietro con i ricordi, di quando le cose scorrevano lente che erano poche ed anche ingombranti, ma avevano tutte il loro valore.

Condizioni

La radio mi è stata presentata in condizioni davvero tristi, aggravate da un rozzo ed approssimativo tentativo di restauro che aveva mortificato l’oggetto. Non ho potuto far altro che portarlo in bottega a Piedimonte Matese e dar man forte ad un restauro che si apprestava a donare vita ad un oggetto che era stato per troppo tempo dimenticato in soffitta.

Solo un’attenta analisi, mi ha permesso di individuare delle priorità e quindi mi sono rimboccato, le maniche ed ho iniziato con un’igienizzazione a tappeto a seguire un trattamento anti-tarlo in vari cicli.

La parte più delicata è stato il ripristino strutturale che ha richiesto tempo e competenze.

La lucidatura ha ricompensato tutto il lavoro svolto, mettendo in risalto la ormai solida struttura con le splendide venature della noce nazionale.

La gioia e la soddisfazione della committenza sprizzava da tutti i pori e mi hanno colmato di complimenti, per aver egregiamente recuperato un ricordo, un cimelio importantissimo della loro antica famiglia.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

 

 

 

Toilette nobile dell’800

Toilette nobile dell’800

Restauro Conservativo Toilette ‘800 in noce

Oggi Bottega Cappiello si trova a Roma.
L’arte del restauro del Matese deve fare i conti con una toilette proveniente da una famiglia nobile di Roma, con radice napoletane, è di ottima fattura ebanistica.

Realizzata nell’ 800 in pioppo ed egregiamente lastronata con ottimo legno di noce nazionale, presenta intagli particolari e molto pregiati.
Le condizioni di conservazione erano veramente molto critiche, ma un attento e scrupoloso lavoro di restauro mi ha permesso di riportare la toilette agli originali splendori, sia sul piano estetico che strutturale.

“Per i proprietari rivedere questa toilette recuperata è stato come ricomporre tasselli del passato delle loro vite”.

La toilette presentava molte parti mancanti per questo c’è stato bisogno di un massiccio intervento di falegnameria, per risanare la struttura portante, fatta in pioppo e per lastronare le aree sconnesse.

La delicata ed efficace sverniciatura ha compensato la nostra fatica  nell’immediato, riportando alla luce un legno sicuramente sofferente ma capace ancora di emozionare per la sua ricca bellezza ed i segni evidenti di tutto il suo vissuto.

Per finire la paziente lucidatura a gommalacca con alcool e pomice ha esaltato le venature della noce nazionale, conferendo anche un’effetto di morbidezza al legno che solo questo tipo di antica lucidatura riesce a dare.

 

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

 

 

Antico Confessionale matesino dell’800

Antico Confessionale matesino dell’800

Restauro Confessionale ‘800 del Matese

Storia del restauro del confessionale ‘800

Di tanto in tanto capita dover effettuare restauri particolari come quello di un antico confessionale.
Costruito nell’800 da artigiani locali del Matese, questo confessionale era costituito da legni diversi, tra i quali annovero pioppo, ciliegio noce ed abete.
Purtroppo 200 anni non sono pochi e questo confessionale a prima vista presentava delle condizioni conservative non proprio ottimali.
La base in particolare era la più compromessa, sarà stata complice l’umidità di alcune chiese, di certo aveva bisogno di una gran bella sistemata!

Il piede è il punto più importante del corpo, Alberto Savinio scriveva nel ’49: “E’ nei piedi la nostra coscienza”.
(Elisabetta Sgarbi)

Un confessionale in fondo è pieno di segreti, lo scopri quando vedi il legno deformato dalle ginocchia o la grata che permette l’intimità consumata dalle parole.
Questo spiega la magia del mio lavoro, un’inesauribile fonte di scoperta e ricerca nel passato.

Una seconda fase del restauro attendeva il mio copioso impegno.

Le porticine interne al confessionale, avevano un lamierino in ferro, molto approssimativo, che svalutava questa graziosa opera. L’ho sostituito con una deliziosa grata in legno incastrata interamente a mano.

Dopo un risanamento strutturale e una buona dose di vernice svecchiante, finalmente il confessionale torna a risplendere di luce nuova, quasi come a togliersi di dosso tutti i peccati che riecheggiavano nei secoli nel suo guscio di legno.

 

Fasi tecniche del restauro:

  • Sverniciatura: svolta in tre tempi, termica, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Natale in Bottega Cappiello

Natale in Bottega Cappiello

 

Natale in Bottega Cappiello

Da sempre il mese di Dicembre segna per la Bottega Cappiello un momento di comunione e solidarietà.
All’interno della Bottega la figura più carismatica di tutto il periodo natalizio, sicuramente è “Mastro Gigino“, mio padre.

Mastro Gigino conosce bene il taglio della vita, un’irripetibile spettacolo che non si ferma soltanto al materiale. Lui infatti, durante il periodo di Natale in Bottega Cappiello, essendo una persona molto disponibile e generosa, ha sempre apparecchiato le anime di parenti, amici e clienti, realizzando e regalando opere che richiamassero la festività.

A volte, ricordo che da bambino si andava insieme a donare queste umili sculture in legno nei reparti della vicina clinica, dell’ospedali e nelle parrocchie, luoghi intrisi di sentimenti anche contrastanti, ma che avanti ai nostri doni si rivelavano pieni d’amore e stupore.

La bottega oggi vive non solo di ricordi; mio padre è la colonna portante ma la vera festa sono i piccini che la popolano e ripercorrono le stesse orme che percorsi io alla loro tenera età, con lo stupore del nuovo, l’autorevole ascolto del passato restando sintonizzati a tutte le novità che questo mondo gli offre.

Come poter dimenticare le donne del Natale in Bottega Cappiello?
La mia amata mamma, mia moglie e mia figlia, le monache e le vicine, tutte intente a profumare questo periodo di deliziosi dolcetti e fritture mistiche sempre lì a ricordarci che il Natale è una festa grossa e come farla senza una tavola grassa? Va be’, dimentichiamo la linea per una volta e poi se le donne sorridono, allora ne vale la pena!

In ultimo ormai, come tradizione decennale, la Bottega si riempie sempre dello spirito dei parroco del Matese in particolare Don Emilio Salvatore; che da poco ha superato i suoi 25 anni di sacerdozio e che da sempre coopera con noi alla realizzazione e restauro dell’arredo ligneo della parrocchia/santuario Ave Gratia Plena.
Don Emilio è una figura importante non solo per la nostra Bottega, dove grazie alla sua indole rafforza il nostro animo creativo, ma la sua presenza coinvolge ed innova anche con esperienze sempre pregne di significato, arricchendo lo spirito di tutto il comprensorio matesino.

Sì, queste feste saranno buone per tutti, si sente dall’odore degli struffoli, ed è per questo che Bottega Cappiello vi augura di trascorrerle in serenità e con amore familiare, con spirito di unità e di solidarietà.

 

Bottega-Cappiello

Bottega-Cappiello

“La Bottega segreta di Mastro Raffaele a Piedimonte Matese”

Una serie di scatti fotografici che descrivono alla perfezione il luogo dove le antichità si spogliano degli acciacchi del tempo e calzano una veste nuova.

Portone in castagno 1930 -Napoli-

Portone in castagno 1930 -Napoli-

Portone in castagno 1930 -Napoli-

 

Storia del restauro del Portone 1930 in castagno -Napoli-

“Uno tra i lavori di restauro più belli del 2018”

L’arte del restauro oggi mi porta davanti ad un portone situato sulla sommità di una gradinata di un palazzo signorile del ‘900, ci troviamo a Napoli.

Napoli è una città intagliata nell’arte, un’infinito di meandri cittadini, appassionati, che non smettono mai di raccontare tutta la loro storia attraverso le loro magnificenze.

Purtroppo mi accorgo sin da subito che il portone non era in un ottimo stato di salute, complici gli anni e una cattiva manutenzione.
Trovandomi in un grande condominio, decido di impostare questo lavoro di restauro a favore delle persone che vi abitano, allestendo cartelli e cantieri provvisori affinchè nessuno ne risentisse, nemmeno la mia sicurezza ed efficienza.

“Finalmente l’ora della pausa, una prelibata pizza al riparo dal sole, in un affascinante giardino appartenuto ad un conte”

Dopo aver smontato ogni parte del portone e dopo averlo caricato sul furgone, ho montato un portone provvisorio da cantiere decente, funzionale e sicuro, potendo così trasportare e lavorare il portone antico in laboratorio.

Costruito in castagno per tutta la parte esterna, in abete per la parte interna ed in duglasia per i soli montanti laterali del telaio.

Scopro,  durante  l’intervento strutturale, che il portone è stato realizzato nel 1931.

Una prima ed importante fase lavorativa è stata la sverniciatura che ha evidenziato le cause del degrado, le stesse che mi hanno costretto a smontare i grossi pannelli in abete posteriori al portone per poi procedere alla rimozione e relativo ripristino dei singoli pannelli del fronte realizzati in ottimo castagno.

Sia la zoccolatura, smontata e catalogata, che la grata in ferro, sono state riportate all’antico splendore, regalando un tocco antico e di robustezza unica a questo pregiato e robusto portone.

Per la finitura ho usato dell’impregnante specifico per legno con circa 6 applicazioni, somministrate in orizzontale per consentire un assorbimento migliore al legno.

Infine, tornato sul cantiere ho montato il portone appena restaurato nel suo antico telaio e sentire quel suono che fa “Tlac” dell’infisso che si appoggia nella sua guida, che si apre e si chiude, gentilmente come un secolo prima, è stata una bellissima sensazione.

“Sulla strada del ritorno l’odore del mare e la vista di questo spazio infinito rappresentavano al meglio il mio stato di soddisfazione”

Un lavoro sicuramente lungo e faticoso, che mi ha regalato grandi gioie.

 

Fasi tecniche del restauro:

  • Allestimento del cantiere mobile;
  • Montaggio portone provvisorio:
  • Sverniciatura: svolta in tre tempi, termica, gel e a solvente;
  • Intervento Strutturale: catalogazione e smontaggio della zoccolatura, pannelli piccoli in castagno e pannelli grossi del retro;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Montaggio: tutti gli elementi risanati singolarmente sono stai ricollocati nelle loro sede original;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: in sei cicli con impregnante specifico per legno;
  • Ripristino della ferramenta: tutti gli elementi in ferro scrostati, puliti e protetti;
  • Rimontaggio del portone.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Raggiera ‘800 in pioppo dorato

Raggiera ‘800 in pioppo dorato

Restauro Raggiera ‘800 in pioppo dorato -Santuario A.G.P. in Piedimonte Matese-

Ideazione e realizzazione di sostegno per Gesù Bambino

 

Storia del restauro della raggiera in pioppo.

La raggiera, nella tradizione iconografica rappresenta lo Spirito Santo, molto utilizzata nella storia della chiesa come sfondo e sostegno a Estensori o statue di santi.
L’antico manufatto che mi è stato consegnato dal Santuario A. G. P. è stato utilizzato per lunghi anni accompagnando particolari ricorrenze liturgiche, prima di essere rimpiazzato e poi dimenticato in un luogo che purtroppo col tempo l’ha deteriorato.

“Un tempo la raggiera era totalmente dorata, ma operando ho scoperto ingegnose ma precarie riparazioni del passato con la carta stagnola”

Durante il corso degli anni ha subito molti “restauri di fortuna”, perlopiù erano escamotage fatti con le risicate risorse del tempo, che provavano a dare nuova vita, nel più dignitoso dei modi, a questa splendida raggiera.

Continuando quindi a rattoppare la raggiera fino ai giorni nostri, purtroppo la si rese esteticamente impresentabile, mentre si percepiva benissimo che conservava, sotto quelle opache vesti malridotte, un cuore in pausa che non vedeva l’ora di tornare a pulsare.

Così dopo un’accurato trattamento anti-tarlo e sverniciatura, sono venute fuori le parti originali e da sostituire a regola d’arte.

E stato molto curioso, rinvenire i vari tentativi di riparazione utilizzando carta stagnola, colorata di oro, per colmare la perdita di ammannitura ed oro zecchino. L’ingegno degli uomini di un tempo era veramente meraviglioso.

A restauro completato, ho costruito a regola d’arte il supporto per Gesù Bambino che lo posiziona proprio al centro della raggiera, completando l’opera e rendendola funzionale allo scopo per la quale era creata, simulare la diffusione dello spirito santo tramite la presenza di Gesù Bambino.

 

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione:  abbiamo utilizzato prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto camera a gas, garantito per due anni
  • Consolidamento sintetico: utilizzando resine acriliche liquide realizzato in diversi step
  • Fermature: colla di coniglio dell’antica ammannitura
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, prima a gel e poi a solvente
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi (lignei e non) ed integrazione dei mancanti
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Integrazioni pittoriche: applicando oro solo nei punti necessari
  • Lucidatura: con gommalacca, alcool e cere, rispettando le antiche tradizioni del restauro.
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento anti-tarlo.
  • Ideazione e realizzazione: di supporto per Gesù Bambino in legno di pioppo, verniciato di giallo ocra

 

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Pulpito ‘700 Aquila

Pulpito ‘700 Aquila

Pulpito ‘700 chiesa S. M. Assunta in Paganica (AQ): catalogazione e smontaggio

 

Storia dell’intervento del pulpito ‘700 in noce.

Dopo l’avvento catastrofico e distruttivo del terremoto a L’Aquila nel 2009, molte strutture, crollando, hanno danneggiato parte del patrimonio artistico che conservavano all’interno, tutte opere che oggi necessitano di un forte intervento di restauro.
A distanza di anni dal terremoto, ricevo una chiamata per un incarico di catalogazione all’interno di una di queste favolose chiese, precisamente S. M. Assunta in Paganica.
Poter operare in un territorio pieno d’arte come L’Aquila, in più avere tra le mani pezzi importantissimi ed unici per la storia d’Italia, inorgogliva me e i miei collaboratori.

Una volta arrivati a L’Aquila, scoprimmo un cantiere immenso, tutt’attorno era distrutto, ammassato o in costruzione.
Finalmente dalla strada intravediamo la chiesa, vi entrammo e dentro vi erano custoditi ancora molti componenti di arredo sacro pronti ad essere trasferiti in luoghi più sicuri, tra i tanti un pulpito, praticamente l’oggetto dell’ intervento.

“Si presentava di ottima qualità ebanistica con uno spiccato valore storico ed antiquariale. E’ realizzato interamente in legno di noce nazionale con le parti strutturali in robusto pioppo.”

Dal primo esame emerse che l’oggetto versava in condizioni di abbandono elevate e le stesse condizione igieniche lo confermavano.
La tenuta ed il fissaggio del pulpito alla parete era molto precario, segno evidente di un lungo abbandono, senza alcuna manutenzione specifica negli anni. Le condizioni del pulpito sono aggravate e compromesse anche dalla massiccia presenza di insetti xilofagi.

Prima di procedere alla fase di smontaggio, abbiamo realizzato delle fotografie del pulpito, contrassegnando le varie parti con delle “chiamate” su carta adesiva oppure con la classica segnatura in punti sicuramente non a vista mediante sgorbie o scalpelli.
I diversi elementi che compongono l’intera struttura, come accadeva all’epoca, sono tenuti da colla animale e chiodi forgiati a mano

il “cappello” che è stato assemblato in loco e che nello smontaggio ha richiesto molta energia per evitare il minimo danno.

Quindi dopo una buona pulizia, abbiamo catalogato le varie cornici ed il tavolame stesso che compone il cappello”.

Quando consegnammo tutto il materiale catalogato, era ormai notte fonda e ci rimettemmo in cammino verso casa, chiudendo il capitolo di un libro che speriamo resti aperto, in quanto L’Aquila è uno scrigno di segreti e arte al cielo aperto, e aver un contatto vivo con la storia, è sempre fonte di ricchezza interiore.

 

Fasi e tecniche dell’intervento:

  • Igienizzazione:  abbiamo utilizzato prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Studio del manufatto: individuazione delle tecniche costruttive e piano operativo
  • Rilievo fotografico
  • Catalogazione: utilizzando dei segni convenzionali
  • Smontaggio: accurato e scrupoloso
  • Stoccaggio

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

Portantina in pioppo ‘800

Portantina in pioppo ‘800

Restauro Portantina in pioppo ‘800

Storia del restauro della base per cero.

Nei secoli passati era uno strumento molto in uso, sia per trasportare cose che persone, stiamo parlando della portantina.
Il più delle volte decorata in modo abile ed elegante, in base all’uso e al prestigio della persona o del valore dell’oggetto da trasportare.
Se ne hanno testimonianze antiche che riconducono fino agli antichi egizi, dove il faraone e la moglie venivano trasportati dagli schiavi con le portantine.

“Purtroppo questa portantina non è un manufatto egizio…”

Si presenta come una portantina robusta e in pioppo, forse inizialmente era dorata, ma purtroppo durante le fasi del restauro non siamo riusciti a rinvenire tracce di doratura.
Parliamo di una portantina adibita al trasporto di statue sacre, che veniva utilizzata per processioni del paese, nei giorni della festa del  patrono.

Il restauro non è stato particolarmente difficile, certo complesso in quanto molte parti erano mancanti, o usurate dal tempo.
Come sempre abbiamo operato con prodotti naturali e tecniche che rispecchiano il tempo di costruzione della portantina.
Doveroso un trattatmento anti-tarlo svolto in varitempi, in quanto gli insetti xiloafagi sembravano apprezzare tantissimo questa portantina.

“Il manufatto per tantissimi anni ha portato per le contrade un santo miracoloso, al quale tutti facevano riferimento nei momenti è più bui e difficili.”

Dopo tutta l’operazione di restauro finalmente è pronta per tornare a svolgere il suo delicato e importante lavoro, sfoggiando tutta la sua semplicità per le vie del paese insieme al suo santo protettore.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione:  con prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto camera a gas, garantito per due anni;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, prima a gel e poi a solvente;
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi (lignei e non) ed integrazione dei mancanti;
  • Coloritura: a base di mordente con aggiunta di fissativo;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Lucidatura: con gommalacca, alcool e cere, rispettando le antiche tradizioni del restauro.
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento anti-tarlo.

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.