Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Restauro Cappiello e la Cassa dell’800 in olmo con acaro del tarlo

Una cassa logorata dal tempo e dall’acaro del tarlo riportata abilmente a nuova vita.

Bottega Cappiello combatte ancora contro l’acaro del tarlo, ma prima introduciamo questo mobile e la sua storia.
Il carretto tirato dai cavalli, i nuovi sposi e una casa dove aleggiava solo una forte eco. Spazi tutti da arredare e scene giovani che vedono la sposa spalancare la porta di casa e amici e parenti portare dentro il primo mobile: la cassa.
La cassa, cassapanca o casssone, era il mobile centrale per una coppia, perchè conteneva gli effetti familiari e il corredo!

Una cassapanca veramente ridotta male, ma Bottega Cappiello, su richiesta, fa anche i miracoli

Gli interventi strutturali sono stati molteplici e veramente difficili da operare. Non solo il mobile faceva notare i suoi anni e gli acciacchi per colpa dell’acaro del tarlo ma c’è stato da lottare contro interventi strutturali compiuti in precedenza.
Mi rattrista quando, una cassa di un valore affettivo ed anche economico come questa, viene maltrattata da restauratori azzardati…
Durante il restauro oltre ai cattivi restauri passati, ho notato anche un opera feroce dei tarli sul mobile.
Ricordate quello che ci siamo detti nell’articolo sui tarli, come riconoscerli e come combatterli, nel caso ve lo foste perso: articolo.
Nonostante tutti questi interventi la cassa è tornata splendente a nuova vita, in basso troviamo tutte le foto.

Restauro: Leggio da coro del ‘700

Restauro: Leggio da coro del ‘700
Dopo il restauro
Il leggio da coro del ‘700 in legno massello di noce nazionale dopo il restauro conservativo

Impegno costante sul territorio per la preservazione dei suoi manufatti

Alife, una bellissima cittadina romana che dimora nella valle adiacente al Matese è di origine romana e conserva tantissimi manufatti da preservare a volte con una buona disinfestazione antitarlo.
I paesi dell’alto casertano hanno tutti una storia lunga, tramandata e da tramandare. Paesi di confine tra varie realtà, di dura collina e aspra montagna condizioni che forgiano le popolazioni che la abitano a dover fronteggiare ogni tipo di clima con ogni tipo di mezzo, ad ingegnarsi a volte con strumenti rudimentali ma non per questo produrre risultati di bassa lega.

La chiesa d’Alife è un gioiello che funge da scrigno per altri preziosi.

Oggi Bottega Cappiello si è imbattuta in un leggio da coro in noce del ‘700.
Questo manufatto che da secoli ha servito la chiesa e i suoi pastori aiutandoli a proclamare la parola di Dio, versava in condizioni al limite.
Questo leggio non era il solito “leggio”. Si tratta di un oggetto in legno molto importante che costituiva il cuore di un’opera lignea ancora più grande che è il coro ligneo, anch’esso infestato e bisognoso di una disinfestazione antitarlo.

Tutta colpa dei tarli: l’importanza di determinarli ed eliminarli.

Anche questa volta ci siamo resi conto che il problema principale del deterioramento del manufatto ligneo era opera dei tarli.
Purtroppo l’assenza di manutenzione per troppi anni, aveva fatto di questa struttura un vero e proprio nido/dimora dei tarli.
Gli insetti xilofagi vanno determinati ed eliminati nel più breve tempo possibile o il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto, ne discutiamo anche qui: articolo su come conoscere i tarli.
In basso riportiamo tutte le fasi tecniche che hanno permesso di riportare in vita questo antico manufatto.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

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Realizzare oggetti in legno, una passione lunga una vita

Realizzare oggetti in legno, una passione lunga una vita

Come creare oggetti in legno?
Ci vuole tecnica e passione, legno e amore

Il segreto è nella meccanica degli elementi, realizzare oggetti in legno.
Ho dovuto studiarla nei minimi dettagli per poter creare oggetti in legno che avrebbero costituito il mio parco giochi da bambino.
Questo mi porta un vantaggio non di poco conto quando mi rapporto con il legno e la creazione libera o anche il restauro di parti di mobili antichi di cui si è persa la memoria della loro funzionalità.
Quest’anno il Centro Musicale “Pro Arte” mi ha contattato per una collaborazione a creare dei premi per il Concorso Lirico Nazionale “Enrico Caruso” ed il Concorso Musicale Nazionale “Giovani Musicisti” .

Creazione del premio 2019 del centro musicale Pro Arte

Una collaborazione che dura da anni quella col centro musicale Pro Arte e che ogni anno mi presenta nuove sfide come quella di realizzare oggetti in legno.
In questo 2019 mi viene affidata l’ideazione e la realizzazione del premio per il Concorso Musicale Nazionale “Giovani Musicisti”.
Dopo una lunga fase di ideazione, disegni, scartoffie e prime bozze, ho iniziato la realizzazione delle sagome.
Ogni pezzettino di legno prendeva forma sotto la sega a nastro.
Il legno di noce, appena piallato lasciava un odore nell’aria che lasciava presagire che la strada era quella giusta!
Ogni elemento è stato rettificato a mano, in maniera certosina, con raspe lime e carte abrasive, così da non lasciare imperfezione alcuna ma al contempo renderli tutti pezzi unici.
In ultima fase, dopo aver lucidato e assemblato il “premio lira”, finalmente mi si presenta una piccola opera d’arte, un sogno che prende forma e vita reale, un premio per me e per grandi musicisti.



Scopri com’è cominciato tutto riguardo il: premio Lira !

Come nasce un “premio” in legno

Come nasce un “premio” in legno

Bottega Cappiello e Centro Musicale “Pro Arte”: un coadiuvo d’eccellenza

La collaborazione con il Centro Musicale “Pro Arte” delle sorelle Marilena e Alessia Gambella nasce molto spontaneamente.
L’arte il collante della nostra intesa, la musica, la storia, le nostre radici, le tradizioni di costruire in legno e la nostra terra.

“l’arte al servizio dell’arte”


Una richiesta eccitante per il premio musicale 2019 da costruire in legno

Non potevo sottrarmi alla richiesta di ideare e creare dei premi per le loro rassegne: Concorso Nazionale Giovani Musicisti e Concorso Lirico “Enrico Caruso”. Un’idea eccitante che mi portava fuori dalla bottega per delle ore, ore di sana creatività volta ad esprimere con artigianalità e originalità il legame tra musica e territorio.
Superata la fase iniziale un po’ titubante, solo per il fatto che non ho mai realizzato dei premi musicali, mi scorcio le maniche e mi adopero affinchè un lampo di genio crei il giusto legame tra musica, artigianato e territorio.

Escursione matesina all’insegna della creatività, tra i palazzi storici di Piedimonte Matese

Di buon mattino con la mia macchina fotografica, mentre il paese ancora dormiva, mi son districato tra le strade e le piazze, cercando tra gli anfratti del centro storico di Piedimonte Matese vecchia l’odore della storia, tra casa dei genitori di Enrico Caruso e i sanpietrini, le chiese e i palazzi nobiliari ottocenteschi.


Il suono del silenzio irrompe nell’animo come nient’altro

Il silenzio, musica onnipresente, mi parla del trascorso attraverso le antiche pietre e stucchi. La mia attenzione cade sulla cassa armonica in piazza Roma, cuore centrale di Piedimonte Matese, simbolo della musica in occasioni delle feste patronali. Odo il mio fiatare, lento e tra quelle mura riecheggiano epiche battaglie di cent’anni, non lasciando spazio alcuno al farstornar del quotidiano.


Finalmente un dettaglio fondamentale emerge dal territorio

Ed ecco il dettaglio, il tassello mancante, il fondamento territoriale.
Una Lira! Abbiamo una Lira su un giaciglio floreale, un bassorilievo in quella che è una delle piazze principali di Piedimonte Matese.


La Lira, la sorgente, la musica e l’arte

Via Sorgente ora mi parla, prende subito un altro aspetto, torno di corsa di fronte la casa che ha ospitato i genitori del noto tenore Enrico Caruso e leggo la targa commemorativa.
Ho la Lira, la musica, il territorio, la storia è il momento di rientrare in bottega e cominciare l’opera.


Ritorno in Bottega Cappiello

Rientrato in bottega e mi metto subito all’opera per dar vita a questi entusiasmanti premi.
Con bozzetti, sagome e prototipi nasceranno, il premio “lira” per il Concorso Nazionale Giovani Musicisti e il premio “Caruso” per il Concorso Lirico “Enrico Caruso” .


Una via di fuga dalla routine: l’arte

Uscire dalla routine, mortificante per noi artisti, che d’arte parliamo e d’arte facciamo è sempre molto edificante sia sotto il profilo umano che morale, ma anche professionale. Ormai sono già in attesa di nuove e fluttuanti collaborazioni artistiche per costruire in legno, sia con il Centro Musicale “Pro Arte” che con altre realtà del territorio, specialmente giovani, in quanto non c’è niente di meglio che collaborare con forze nuove e gravide di futuro.



Scopri l’oggetto finale nell’articolo: Premio “Lira” !

Raffaele Cappiello: mio Padre Luigi e la sua vita fatta con le mani

Raffaele Cappiello: mio Padre Luigi e la sua vita fatta con le mani
Mastro “Gigino”

Mani che costruiscono mani

Ogni giorno guardo le mie mani, quanto legno hanno lavorato, immagino cosa costruiranno in futuro e in ogni vena, in ogni piega ritrovo le mie radici, mio padre Luigi Cappiello e tutta la sua vita fatta con le mani.
Mio padre, per gli amici “mastro Gigino“, classe ’39, nato nella splendida Sorrento in un periodo storico molto difficile per l’Italia, forgiato tra la Seconda Guerra Mondiale e la distruzione delle città, si è adoperato per la ricostruzione ed il restauro.

Da mastro falegname a maestro di vita

Sin da piccolo ha fatto la gavetta in falegnameria, come tutti, tra le botteghe napoletane e sorrentine, imparando l’arte della costruzione più antica del mondo.
Trovato l’amore mio padre ebbe tre figli, tutti indirizzati responsabilmente all’arte e al lavoro, alla diligenza e all’onestà, al rispetto della divisa e della legge.
Proprio quì ha le origini Bottega Cappiello, grazie all’uomo grande che è mio padre, al suo farmi crescere tra giocattoli di legno e trucioli e proprio per questo dico che è fatta con le mani. Tutto quello che riusciva a creare dalle sue mani diventava per me motivo di gioco e curiosità, un’immenso ed unico gesto che rendeva il lavoro di falegname un’intensa trama poetica che non conosce fatica ma solo umiltà e dedizione: la mia vita.

La forza di un padre unita a quella dei figli

Quando ero lontano da casa e imparavo l’arte del restauro nelle botteghe fiorentine, mio padre mi ha sempre supportato con fatti e parole, appoggiando ogni mia scelta e per questo a lui devo veramente tanto non solo come padre ma come maestro di vita e di umiltà. In quel periodo mio padre non sosteneva solo me, ma anche i miei due fratelli e loro sostenevano lui nel lavoro e nella vita.
Papà oggi mi sento soltanto di ringraziarti, per quello che siamo riusciti a diventare grazie alle strade intraprese dalle pieghe delle tue mani, oggi compi i tuoi primi 80 anni e spero accompagnerai per tanto altro tempo noi e i tuoi nipoti che di quelle pieghe faranno sicuramente tesoro.

Restauro mobili antichi: credenza ‘800, oltre la lucidatura.

Restauro mobili antichi: credenza ‘800, oltre la lucidatura.

Tra i più bei mobili antichi si annoverano quelli dell’800.

Di solito nell’osservare i mobili antichi ci soffermiamo sulle dimensioni, colore, tipo di lucidatura, gli interni, trascurando la tipologia e qualità dei materiali oppure cosa ancora più difficile le tecniche di assemblaggio.
Parlando di mobili antichi la cosa non cambia di molto, infatti dopo un restauro oltre la lucidatura non si va, di fatto le persone non si preoccupano di constatare lo stato di salute strutturale del mobile o meglio non si chiedono cosa è avvenuto durante il restauro.

Le fasi di un restauro completo di mobili antichi sono tutte molto importanti.

La lucidatura durante un lavoro di restauro di un oggetto in legno è l’ultima fase, prima ce ne sono tante molto più importanti, ma poco considerate come il trattamento di igienizzazione, il trattamento antitarlo ed il risanamento strutturale.
Quest’ultimo a mio avviso è quello più importante, non perchè sono nato in una falegnameria ed ho visto nascere e costruire opere d’arte da tronchi di legno, ma un mobile antico altre ad essere bello deve comunque avere la sua funzionalità integrale.

Tra tutti i mobili antichi che ho restaurato, c’è da dire che questa credenza dell’800 è veramente bella

La credenza in legno di ciliegio dell’800 oggetto del mio intervento è di ottima fattura artigianale, ma la sua funzionalità era in parte limitata. Il precedente restauro ha puntato molto sull’aspetto esteriore e poco su quello igienico-funzionale.
Con un notevole sforzo ho eliminato i limiti e le deficienze di tipo strutturali che ne impedivano un pieno funzionamento, restituendo la piena ed originale efficienza.

Fasi tecniche del restauro:

  • Igienizzazione globale: utilizzando prodotti specifici;
  • Studio del mobile: per individuare le cause del degrado e le priorità dell’intervento;
  • Sverniciatura: svolta in due tempi, gel e a solvente;
  • Trattamento anti-tarlo: per imbibizione con effetto immediato e preventivo:
  • Risanamento strutturale: incollaggio degli elementi sconnessi ed integrazione dei mancanti;
  • Stuccatura: effettuata con prodotti naturali che si prestano meglio ai movimenti costanti del legno;
  • Verniciatura: con cere naturali, gommalacca ed alcool;

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

5 Cose da fare per un ottima soluzione antitarlo

5 Cose da fare per un ottima soluzione antitarlo

I tarli considerati da tutti e da sempre una vera minaccia per i mobili e per il legno in genere, sono insetti parassitari che si nutrono, vivono e riproduco nel legno, cibandosi di cellulosa per lunghi anni.

Entriamo subito nel merito della soluzione antitarlo

Regola numero 1

Per eliminare i tarli dal nostro arredo ligneo bisogna in primis rimuovere le cause, quali elementi in legno infestati dai tarli che vanno da subito isolati o trattati. Quindi iniziamo con isolarli e col migliorare le condizioni climatiche interne all’ambiente come umidità, scarsa areazione e poca luce.

Camera pupale

Regola numero 2

I mobili in legno massello vanno costantemente monitorati e curati sistematicamente. Spesso gli ambienti di casa troppo riscaldati, tendono
ad inaridire la superficie legnosa che andrebbe nutrita con cere ed oli specifici per evitare che le uova lasciate dai tarli fecondi possano attecchire sul mobile

Camere pupali

Regola numero 3

Nel caso in cui i tarli abbiano messo piede nei nostri mobili nessun problema, perchè muniti di un ottimo antitarlo, pennello, siringa, cellofan, guanti, mascherina ed un po di pazienza il gioco è fatto.

Antitarlo

Regola numero 4

L’oggetto infettato dai tarli va spennellato per le parti non verniciate con il prodotto antitarlo, mentre useremo la siringa ad ogni foro per le parti verniciate.
Questa soluzione antitarlo di Bottega Cappiello, va ripetuta almeno 4/6 volte ad intervalli di 4 giorni circa per far sì che il legno assorba il prodotto antitarlo.
Naturalmente tra un ciclo e l’altro l’oggetto va imballato in un cellofan per rallentare l’evaporazione del veicolante del principio attivo contenuto nel prodotto antitarlo.

Regola numero 5

Dopo l’ultimo ciclo lasceremo imballato in nostro oggetto per 30 giorni circa, inserendo all’interno delle zollette di canfora oppure lavanda.
All’apertura del cellofan cercheremo di tappare ogni singolo buchetto che rappresenta l’ingresso alle gallerie interne del legno con dello stucco a cera.

Qualche considerazione

Considerando che gli insetti xilofagi negli ultimi anni si sono parecchio irrobustiti, aumentando notevolmente le difficoltà di debellarli definitivamente consiglio di rivolgersi ad aziende specializzate nel settore, esperte e con un profilo aziendale valido, in grado di offrire un servizio di alta qualità e soprattutto garantito nel tempo.
Tante volte il fai da te in queste situazione è solo un grosso rischio di intossicarsi, perdere del tempo e anche denaro.

Scoprite anche le 5 cose da sapere sui tarli!

5 cose importanti sul tarlo del legno

5 cose importanti sul tarlo del legno
Tarlo comune
Tarlo comune

Introduzione al tarlo del legno

Tra le cose che dobbiamo sapere sui tarli del legno o in genere sugli insetti xilofagi (mangiatori di legno), è sicuramente che trascorrono parte della loro vita all’interno del legno da dove traggono tutti i nutrienti necessari per vivere, crescere e riprodursi.
Il tarlo del legno, durante tutta la permanenza nel mobile/ceppo/pezzo di legno, scava tantissimo, fino a creare una fitta rete di cunicoli, degradando moltissimo la struttura del legno stesso,
Le tipologie dei tarli sono molteplici, anche se si accomunano sotto la stessa denominazione.

Come fare a capire se un mobile che abbiamo in casa ha la presenza di un tarlo all’interno? Che tipo di tarlo è?

Impariamo a riconoscere i tarli del legno

  • ROSUME: con questo termine si indicano i mucchi di polvere di legno finissima che si trova intorno ai fori di sfarfallamento. Questa polvere è prodotta dal tarlo mentre scava il legno e viene buttata fuori dal momento che si stanno riproducendo. La segatura quindi è segnale di un’infestazione che sta per partire.
  • FORELLINI: questi sono segni evidenti della presenza degli insetti e rappresentano le terminazioni delle gallerie all’interno del legno. Queste sono realizzate dalle larve internamente e sono portate all’esterno allo scopo di permettere lo sfarfallamento dell’insetto che ha bisogno di uscire per riprodursi e deporre nuove uova.
  • ROSICCHIAMENTO: rumore acustico: se si avverte un suono dai propri mobili di legno è possibile che ci siano le larve in piena attività nello scavo del legno.
  • RITROVAMENTO di tarli: finito il ciclo di vita gli esemplari adulti muoiono nei pressi del legno che li ha nutriti per tutto il tempo.Le loro carcasse si possono ritrovare divelte a terra. A quel punto è chiaro che le travi o i mobili sono già piuttosto danneggiati internamente e che probabilmente ci sono già nuove uova e nuove generazioni all’opera.

Le famiglie dei tarli

Larva di tarlo comune

I tarli che possiamo trovare all’interno del nostro legno appartengono a tre famiglie: Anobidi, Cerambicidi e Lictidi.

  • ANOBIDI sono di colore rossastro/bruno scuro e attaccano solitamente legno morto e materiali costituiti da cellulosa, come la carta. Possono causare danni sia estetici che strutturali, in quanto le gallerie da loro prodotte all’interno del legno possono essere molto profonde. Un’elevata infestazione da Anobidi può dare vita ai parassiti dei tarli, che possono pungere anche l’uomo causando dolore e reazioni allergiche. Il loro ciclo biologico dura 1-2 anni ma può subire accelerazioni in ambienti riscaldati.
  • CERAMBICIDI sono di dimensioni più grandi rispetto agli altri tarli e sono caratterizzati da antenne portate all’indietro. Questa famiglia di tarli tende ad attaccare legno stagionato, ma non più vecchio di 80-100 anni, ed è considerata la più pericolosa in quanto a danni causati sul legno.
  • LICTIDI, infine, sono di colore rosso-bruno o nero, di forma allungata e piccole dimensioni. Nonostante ciò, però, questi tarli riescono ad attaccare il legno in maniera molto estesa, tanto da ridurre mobili e manufatti in polvere. I Lictidi attaccano in genere legni nuovi, parquet, e battiscopa e il loro ciclo dura solitamente 1 anno.

La durata del ciclo vitale dei tarli è, comunque, un fattore variabile anche a seconda delle condizioni ambientali.
In un luogo più caldo, come può essere un’abitazione con impianto di riscaldamento, il ciclo può essere accelerato e avere ripercussioni negativi sui legni.

Ciclo di vita del tarlo

Le fasi evolutive del tarlo

Il ciclo di vita dei tarli può essere riassunto in poche fasi fondamentali:

  • Nella prima fase la femmina adulta depone fino a 80 uova nelle crepe e nelle fessure del legno, oltre che nelle giunture e nei vecchi fori di sfarfallamento.
  • Dopo 3 o 5 settimane le larve fuoriescono e si infilano immediatamente nel legno dove cominciano a nutrirsi di cellulosa.
  • Durante i successivi 3 o 4 anni, le larve scavano delle gallerie all’interno del legno e finiscono per mangiare circa 5 centimetri
    di legno all’anno per poi arrivare nelle immediate vicinanze della superficie.
  • Quando sono prossime alla superficie, le larve si trasformano in crisalidi e finiscono per emergere dal legno, sempre masticando, dopo circa 6-8 settimane.
  • Attraverso il foro di sfarfallamento i tarli adulti fuoriescono all’esterno per riprodursi.
  • Dopo l’accoppiamento il maschio muore nello stesso giorno, mentre la femmina sopravvive fino alla deposizione delle uova che assicurerà il ciclo di vita della specie.

I danni provocati dagli acari del legno e all’uomo

I danni sull’uomo da acaro del tarlo

Negli ultimi anni abbiamo conosciuto un forte aumento dei fastidi e danni provocati anche dagli acari dei tarli, qualcuno li chiama acari del legno.
Gli acari con altri minuscoli insetti comunque parassiti dei tarli, possono provocare dermatiti e reazioni allergiche impensabili: sono artropodi patogeni.
Un trattamento antitarlo professionale è la cura ideale, sia che si tratti di tarli del legno che di parassiti dei tarli.

E sempre consigliabile affidarsi ad aziende specializzate ed accreditate per avere maggior garanzie sulla risoluzione del problema

Non perdete il prossimo articolo che parlerà di come riuscire a sbarazzarsi del tarlo del legno!

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

Restauro e trattamento antitarlo su un cassettone in legno a Caserta

L’importanza dell’antitarlo

Ci troviamo in provincia di Caserta, dove Bottega Cappiello dovrà restaurare e fare un trattamento antitarlo su un cassettone antico.
Da sempre, nella storia del mobile, il cassettone rappresenta un elemento di spiccata importanza nella vita matrimoniale.
Robusto, capiente, conserva strategicamente tutte le cose importanti della coppia, dagli abiti alle cose piccole, minuscoli ricordi del quotidiano che lo rendono simbolo di unione della coppia.
Nel tempo il cassettone ha cambiato molte forme, dalle barocche tutte intarsiate a quelle semplici lisce e lineari dal ’68 in poi, nonostante ciò, continua a conservare la sua funzione vitale.

Come il tempo usura il legno

Un cassettone in legno, anche di duro massello ma che lavora giornalmente presenterà sempre evidenti segni di usura, non solo tra le parti in legno ma anche nelle guide interne alla cassa.
Durante tutti gli anni di attività, in Bottega Cappiello, ne abbiamo viste di tutti i colori, ma tra le cose più frequenti dobbiamo annotare che i mobili che avevano subìto già un restauro in passato denotavano un riguardo sulla struttura ma non sulle meccaniche che lo rendevano efficientemente operoso.

L’incuria delle parti interne

Purtroppo questo cassettone presentava giustappunto le superfici e la struttura restaurata in passato, ma le funzionalità dello stesso non sono state trattate con la stessa importanza, se non addirittura dimenticate, tutto questo per dare più importanza alla lucidatura ed alle parte più evidenti esteticamente.
Quindi dopo una sana igienizzazione ci siamo messi all’opera.

Antitarlo e intervento strutturale

Dopo un profondo trattamento antitarlo, fatto per imbibizione, garantito dall’azienda per due anni ( ma il più delle volte tiene i tarli lontano molto di più ), siamo intervenuti sulla struttura del mobile.
Struttura che presentava elementi scollati o interamente mangiati dai tarli, quindi una volta reintegrate le parti mancanti con pezzi creati ad hoc, c’è stato bisogno di ricreare le guide e incollaggio dei fondi.
Il ripristino della ferramenta è stato fondamentale, in quanto anche le chiavi non riuscivano ad essere efficienti come un tempo.
Infine il consolidamento a cera e lucidatura, queste due parti del restauro sono fondamentali per la conservazione e la parte estetica del mobile che vanno anche in ausilio al trattamento antitarlo precedentemente applicato.

Fasi tecniche del restauro strutturale

  • Igienizzazione:  con prodotti specifici che tengono conto dell’età dell’oggetto in legno
  • Trattamento antitarlo: per imbibizione in diversi step con effetto camera a gas, garantito per due anni
  • Intervento strutturale: incollaggio degli elementi scollati, integrazione dei mancanti, rifacimento delle guide, incollaggio dei fondi
  • Ripristino della ferramenta: rettifica delle serrature e rifacimento delle chiavi
  • Consolidamento a cera: con prodotti realizzati esclusivamente dalla nostra azienda in ausilio al trattamento antitarlo

I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte.
Si è tenuto conto delle linee e dei principi sanciti dalla Carta Nazionale del Restauro, come reversibilità e conservazione.

“Il teatro una grande passione”

“Il teatro una grande passione”

Raffaele Cappiello non è solo un restauratore

Ogni uomo conserva i segreti della sua esistenza dentro di sè.
Io, Raffaele Cappiello, coltivo tante passioni e una di queste è il teatro.
La compagnia teatrale del Matese ha inizio negli anni ’80, avviata e guidata da persone che credevano e credono nell’anima giovanile, facendo di un sogno una realtà viva ancora tutt’oggi.
Grazie all’impegno di tutta questa compagnia, mi ritrovo dopo ancora 30 anni a scherzare con un gruppo di amici uniti, riuscendo a mettere in scena delle opere teatrali che nonostante tutto riscuotono un buon successo!

Un percorso di 30 anni

Gli anni scorrono veloci solo quando sono felici e in verità tranne qualche piccola ruggine questi anni sono volati!
In questo bellissimo percorso, l’artefice, l’anima e la colonna portante è stata la nostra amata e stimata signora Tittina Pascale Del Vecchio, instancabile regista della Compagnia Teatrale Liberato Venditti.
Anni indimenticabili, votati alla gioia di stare insieme e crescere tenendo per mano un sogno: il teatro.

Scenografie

Durante la preparazione delle opere teatrali, ho sia studiato il copione come attore amatoriale che come scenografo.
Quando ho potuto ho messo in campo le mie doti di falegname e restauratore, realizzando parti o intere scenografie, contribuendo con tutte le mie forze alla buona riuscita dello spettacolo.
Colgo l’occasione per mostrarvi alcune delle mie scenografie per il prossimo spettacolo in preparazione!

Buon teatro a tutti!